Buona parte dei democratici americani appoggia la posizione tenuta dal presidente Donald Trump nei confronti della Cina. La speaker della Camera Nancy Pelosi, non esattamente un elemento di secondo piano nel Partito democratico, ha rilasciato un’intervista al Washington Post Live nella quale dice di condividere la posizione di Trump nelle trattative con Pechino, pur non condividendone i modi. “Il presidente ha ragione nell’affermare che cosa dobbiamo fare con la Cina”, ha dichiarato Nancy Pelosi.

Pelosi è d’accordo con il presidente Trump su molti punti: “I cinesi ci hanno derubato e hanno continuato a farlo” e “hanno usato i nostri soldi, spendendoli in altri luoghi” come i Paesi europei “fino a quando non hanno risucchiato l’Onu e l’Ue nella loro rete, e ora l’Ue ha un deficit commerciale con la Cina”, ha aggiunto. Ai modi di Donald Trump Pelosi preferisce un “approccio multilaterale” dove tutti i Paesi avrebbero dovuto dire ai cinesi “di fermarsi”. “Invece – osserva l’esponente dem – il presidente ha applicato le tariffe all’Ue, rendendo i Paesi europei insoddisfatti di noi. Ora i cinesi se la ridono perché il presidente ha indebolito la leva che avremmo potuto usare insieme”.

“I cinesi non rispetteranno l’accordo”

Pelosi ha sottolineato durante l’intervista che non si aspetta che gli Stati Uniti e la Cina raggiungano effettivamente un accordo questa settimana – o mai – perché i cinesi lo rinnegheranno o non lo rispetteranno. Successivamente ha ribadito che Trump ha ragione a sfidare il colosso cinese. “Non ho mai creduto che i cinesi avrebbero onorato ciò che hanno promesso”, ha affermato la Speaker della Camera.

“Questa è una sfida molto importante e il presidente penso abbia ragione ma bisogna affrontarla con molta risolutezza”, ha dichiarato Nancy Pelosi, sottolineando che “sono più di trent’anni che combatto la Cina su commercio, diritti umani e proliferazione di tecnologie non sicure”.

In passato, la 79enne presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, è stata molto dura nei confronti di Pechino. In un’intervista a Forbes del novembre 2018, Nancy Pelosi osservò che “le barriere normative di Pechino, gli abusi sul lavoro, la politica anticompetitiva del Made in China 2025 e molte altre pratiche commerciali sleali richiedono una risposta dura e completa” da parte degli Stati Uniti. I dazi, aggiunge, “dovrebbero essere usati come leva negoziare un commercio più equo”.

Niente accordo con Pechino

Nei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’aumento dei dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi di dollari di beni importati da Pechino, con la minaccia rinnovata di colpire altri 350 miliardi di dollari di beni, come scarpe, abbigliamento, mobilio, giocattoli ed elettronica.

Motivo? La Cina avrebbe fatto marcia indietro su quasi tutti i punti dell’accordo commerciale con gli Usa. Secondo quanto riferito da fonti interne del governo degli Stati Uniti, infatti, la delegazione di Pechino sarebbe arrivata a Washington nella tarda serata di venerdì con delle modifiche sostanziali al progetto di accordo commerciale di quasi 150 pagine: è ciò avrebbe saltare mesi di negoziati tra le due più importanti economie e potenze del mondo.

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