Trump ha cambiato idea sul Nafta

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Il Presidente degli Stati Uniti d’America ha deciso di non uscire dal NAFTA, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale.  L’America, dunque, resterà nell’accordo. La notizia della decisione è arrivata direttamente da Trump. L’uscita dal North American Free Trade Agreement, insomma, cade nel vuoto, e oggi la Casa Bianca ha annunciato ai leader di Messico e Canada, i paesi partner del trattato, che gli Stati Uniti resteranno all’interno del trattato commerciale.Solo qualche ora prima era trapelata la notizia per cui, alcuni funzionari dell’amministrazione americana, stessero lavorando al decreto relativo alla fine dell’accordo commerciale. Poi, però,  la smentita ufficiale, mediante la diffusione del testo riferibile ai colloqui telefonici tra Trump, il presidente messicano Enrique Pena Nieto e il primo ministro canadese Justin Trudeau.Il presidente Trump – riferisce la Casa Bianca – ha concordato sulla decisione di non porre fine agli accordi Nafta in questo momento e i leader hanno concordato di procedere rapidamente, nel rispetto delle rispettive procedure interne, ad avviare la rinegoziazione degli accordi Nafta a beneficio di tutti e tre i Paesi”. Trump ha aggiunto di credere che “il risultato finale renderà i tre Paesi più forti e migliori”, ha diramato l’Ansa in questa nota.Il Nafta è un accordo siglato nel 1992 tra Stati Uniti, Messico e Canada sotto l’allora presidenza di George H. Bush. Il trattato, come specificato da Roberto Vivaldelli in questo articolo,  è risultato essere più danneggiante per il Messico rispetto qualunque ipotesi di muro. Se Donald Trump avesse realmente cancellato i termini dell’accordo – ha spiegato Vivaldelli – così come promesso in campagna elettorale avrebbe, paradossalmente, aiutato la nazione guidata da Enrique Peña Nieto.La tesi è stata sostenuta anche daMark Weisbrot, importante economista americano e direttore del Centro per la Ricerca Economica e Politica (Cepr), all’interno di un’analisi pubblicata anche nell’edizione americana  dell’Huffington PostIl Nafta ha assunto negli anni il ruolo simbolico di accordo accordo volto a facilitare la libera circolazione di beni, merci e servizi tra i tre paesi firmatari.La garanzia essenziale del trattato è quella del libero scambio.  Un po’ come la ratio ispiratrice dell’Unione Europea. Lo scopo del NAFTA è inoltre quello di garantire libero scambio e leale concorrenza  tra le tre nazioni. Nei proclami elettorali di Trump, il trattato era stato pessimo, in quanto aveva consentito ai grossi comparti industriali americani di trasferirsi al Sud, comportando la perdita di milioni di posti di lavoro per i cittadini americani, a causa dei costi minori intercettati dalle puntuali delocalizzazioni.Secondo questi dati, poi, tra il 1997 e il 2013, l’America ha perso circa  circa 800.000 posti di lavoro destinati verso i confini del Sud, principalmente il Messico. Donald Trump, in definitiva, aveva fatto dell’abolizione del Nafta il suo cavallo di battaglia per attrarre i consensi del Rust Belt Blue, la costola industriale statunitense tradizionalmente legata al Partito Democratico. E c’era riuscito.Mediante il suo account Twitter, il POTUS, ha voluto sottolineare di non essere stato decisivo per la scelta sull’accordo:  ” Non sono io ad aver deciso di non terminare il Nafta, ho solo accettato la proposta di Canada e Messico”. E ancora: “Ho solo accettato la richiesta dei Presidenti di Canada e Messico di rinegoziarlo … se non otterremo quanto vogliamo però vi prometto che mi ritirerò dall’accordo”. Un’altra giravolta di Trump, dopo quelle in politica estera. Segno che la presidenza stia, dopo i numerosi proclami elettorali, virando in tutt’altra direzione.