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Il primo presidente americano ad ospitare i fedeli musulmani alla Casa Bianca per l’iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno durante il Ramadan, fu Thomas Jefferson nel 1805. Ma è dal 1996 che, per volere dell’allora first lady, Hillary Clinton, la cena con i rappresentanti della comunità musulmana americana è diventata una vera e propria consuetudine, portata avanti anche durante le presidenze di George W. Bush e Barack Obama.

La tradizione è stata interrotta per la prima volta lo scorso anno da Donald Trump. “Come era prevedibile”, commentano i giornali americani, visti i duri attacchi all’Islam portati avanti durante la campagna elettorale e le polemiche sul Muslim ban, il provvedimento che vieta ai cittadini dei Paesi a maggioranza musulmana di entrare negli Stati Uniti.

Nella serata di ieri, però, i duri toni usati nei mesi scorsi contro la religione che conta 1,6 miliardi di fedeli nel mondo sono stati messi da parte. Trump ha definito l’Islam “una delle più grandi religioni del mondo”. “Questa sera mentre godiamo di una splendida cena alla Casa Bianca, sforziamoci di incarnare la grazia e la buona volontà che caratterizzano il Ramadan”, ha detto il presidente americano rivolgendosi ai suoi ospiti.

Tra loro il vice presidente Mike Pence e gli ambasciatori negli Usa di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Kuwait, Indonesia e Giordania. Stati chiave, alcuni di questi, nota Politico, per portare avanti le priorità di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, tra cui rientra il contenimento dell’Iran. Non a caso The Donald ha esortato i rappresentanti stranieri invitati alla Casa Bianca a lavorare insieme per “raggiungere un futuro di prosperità e sicurezza per tutti”, definendo “favolosa” la visita in Medio Oriente compiuta lo scorso anno.

Non ha partecipato ai festeggiamenti, invece, la rappresentanza palestinese negli Usa, richiamata il mese scorso dopo la controversa decisione di Washington di trasferire l’ambasciata americana a Gerusalemme, riconoscendo di fatto come capitale di Israele la città santa per le tre religioni monoteiste. Sarebbero stati esclusi dalla cena, secondo Politico, anche i rappresentanti delle principali associazioni musulmane americane. Anche se, assicurano gli attivisti al quotidiano statunitense, sarebbero stati pronti a declinare l’invito. 

Molti di loro, al contrario, si sono radunati nei dintorni della Casa Bianca per protestare contro quello che hanno ribattezzato “l’iftar di Trump”. Le aperture, quindi, non sembrano essere servite ad appianare i contrasti tra la comunità islamica e il presidente americano.  

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