Trump e lo Stato dell’Unione: Zelensky e Putin pronti alla pace, Panama torna nostro

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Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione di martedì sera, durato circa un’ora e quaranta minuti, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua visione del mondo e soprattutto il ruolo dell’America sullo scacchiere internazionale. Davanti al Congresso, il tycoon ha snocciolato una serie di successi attribuiti al Doge di Elon Musk, ha difeso le sue iniziative politiche di questo primo mese e mezzo, come l’imposizione dei dazi commerciali, il rafforzamento della sicurezza al confine con il Messico e la guerra alla cultura woke. “Consegnerò la più grande economia della storia”, ha dichiarato, assicurando che i repubblicani estenderanno i tagli fiscali introdotti durante il suo primo mandato. Tra i momenti salienti, Trump ha celebrato il ritiro degli Stati Uniti da quelle che ha definito istituzioni multilaterali “ingiuste” e “corrotte”, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Accordo di Parigi sul clima

Le guerre a Gaza e in Ucraina secondo Trump

Sul fronte della politica estera, il messaggio di Trump è stato sintetico quanto chiaro: il tycoon vuole la “pace” a Gaza e in Ucraina. In Medio Oriente, il presidente ha citato Israele solo in riferimento al sistema Iron Dome e ha menzionato Gaza solo in un breve passaggio, parlando del rilascio di ostaggi. Nessun accenno al suo controverso piano, ventilato nelle scorse settimane, di trasformare la Striscia in una Riviera né tantomeno alla tregua in corso. Ha tuttavia lodato gli Accordi di Abramo, siglati durante il suo primo mandato, definendoli “uno degli accordi di pace più rivoluzionari di generazioni”. “Costruiremo su quella base per creare un futuro più pacifico e prospero per l’intera regione”, ha aggiunto.

Per quanto concerne l’Ucraina, dopo il burrascoso incontro con Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale e dopo aver sospeso gli aiuti militari a Kiev, il presidente Usa ha rivelato di aver ricevuto una lettera dallo stesso Zelensky. Parafrasando il contenuto, Trump ha detto: “L’Ucraina è pronta a venire al tavolo delle trattative il prima possibile per avvicinare una pace duratura. Nessuno vuole la pace più degli ucraini… Il mio team e io siamo pronti a lavorare sotto la forte leadership del presidente Trump per ottenere una pace che duri”. Trattasi di quanto affermato dallo stesso leader ucraino sui social nelle scorse ore.

“Apprezzo che mi abbia mandato questa lettera, l’ho ricevuta poco fa”, ha aggiunto Trump, senza però chiarire se gli aiuti riprenderanno. Il Presidente ha poi accennato a colloqui con la Russia e con il presidente Vladimir Putin: “Allo stesso tempo, abbiamo avuto serie discussioni con la Russia e abbiamo ricevuto forti segnali che anche loro sono pronti per la pace. Non sarebbe bello?”.

Groenlandia e Panama

Parlando della Groenlandia, Trump ha detto: “Sosteniamo con forza il vostro diritto di determinare il vostro futuro, e se lo scegliete, vi accoglieremo negli Stati Uniti d’America. Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e persino internazionale, e stiamo lavorando con tutti i coinvolti per ottenerla”. Ha poi aggiunto: “Penso che la otterremo in un modo o nell’altro”.

Sul Canale di Panama, Trump ha annunciato il completamento di un accordo da 22,8 miliardi di dollari con un consorzio guidato da BlackRock per acquistare due porti chiave, attualmente di proprietà di una compagnia di Hong Kong. “Oggi una grande azienda americana ha annunciato che sta comprando entrambi i porti intorno al Canale di Panama e molte altre cose relative al canale. Il Canale di Panama è stato costruito dagli americani, per gli americani, non per altri, anche se altri possono usarlo”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di contrastare l’influenza cinese nella regione.

Al di là di questo riferimento, curiosamente la Cina – il primo avversario strategico degli Usa – è stata appena sfiorata nel discorso del tycoon, mentre l’attenzione si è concentrata sull’emisfero occidentale – dai cartelli in Messico al Canale di Panama – e sui due grandi conflitti in corso. Concludendo sull’Ucraina, Trump ha ribadito la sua linea: “È tempo di fermare questa follia. È tempo di fermare le uccisioni. È tempo di porre fine a questa guerra insensata. Se vuoi porre fine alle guerre, devi parlare con entrambe le parti”.