Un genio o un folle? Il pubblico è sempre diviso quando si parla di Donald Trump. Il Presidente americano ha uno stile politico unico nel suo genere, lo stesso stile che il tycoon mostra di saper maneggiare con estrema maestria anche in ambito diplomatico. La sensazione è che il modus operandi di Trump sia una forma mentis e non un disegno strategico vero e proprio studiato a tavolino. A questo proposito, l’incontro avvenuto con Kim Jong Un nella Zona Demilitarizzata, al confine tra le due Coree, è l’ultima dimostrazione a conferma di questa tesi.

Obiettivo raggiunto

La Twitter Diplomacy di Trump è stata efficace per riallacciare i rapporti con la Corea del Nord. Il Presidente, lasciato il G20 di Osaka, era diretto in Corea del Sud assieme all’omologo sudcoreano Moon Jae In. Prima di atterrare, The Donald ha scritto sul proprio account un tweet rivolto a Kim Jong Un, bypassando i media e centrando l’obiettivo: “Mentre sarò in Corea del Sud, se il Presidente Kim Jong Un legge questo messaggio, vorrei incontrarlo nella Zona Demilitarizzata solo per stringergli la mano e salutarlo”. Kim non solo ha risposto presente, ma ha anche invitato Trump a calpestare il suolo nordcoreano e avuto con lui colloqui riservati dalla durata di quasi un’ora.

La Twitter Diplomacy di Trump

Ciò che contraddistingue la Twitter Diplomacy trumpiana è la spontaneità con la quale il Presidente fa sapere al mondo intero i suoi piani per la diplomazia degli Stati Uniti. Trump, affermano fonti interne alla Casa Bianca, gestirebbe personalmente il proprio profilo scrivendo ogni singolo tweet, che spesso, va detto, includono gaffe, errori e refusi. L’invito a Kim, ad esempio, terminava con un “hello” seguito da un punto interrogativo tra parentesi e uno esclamativo. A incontro avvenuto, Trump ha rimesso mano al proprio device per lanciare un altro cinguettio: “Sto lasciando la Corea del Sud dopo un fantastico incontro con il Presidente Kim Jong Un. Stare in piedi sul suolo nordcoreano, un’importante dichiarazione per tutti, e un grande onore!”.

Uno stile amatoriale ma efficace

In passato la Cina ha criticato la dipendenza di Trump dall’assiduo utilizzo di Twitter, anche per affrontare questioni di un certo rilievo. In passato, il Presidente americano ha infatti annunciato importanti provvedimenti economici contro Pechino affidandosi proprio all’uccellino blu del famoso social network. Non solo: il tycoon è ricorso ai cinguettii anche per denigrare avversari politici, lanciare ultimatum a governi stranieri e colpire le istituzioni sovranazionali come l’Onu. Trump ha in poche parole rotto ogni protocollo tradizionale diplomatico, facendo emergere uno stile amatoriale e improvvisato ma fin qui efficace. In questo modo l’inquilino della Casa Bianca ha la certezza di non incorrere nel rischio che qualche media possa travisare le proprie dichiarazioni e, soprattutto, di risultare imprevedibile. Ogni momento è buono per mettere mano alla Twitter Diplomacy.

Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA
Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA