Skip to content
Politica

Trump dichiara guerra al legname canadese

Donald Trump e Justin Trudeau sono sempre stati messi l’uno come avversario dell’altro. Se Trump era il nemico della modernità, il chiuso e razzista bigotti scelto dall’America profonda, colui che contrastava contro i valori democratici dell’Occidente, Trudeau è sempre stato...

Donald Trump e Justin Trudeau sono sempre stati messi l’uno come avversario dell’altro. Se Trump era il nemico della modernità, il chiuso e razzista bigotti scelto dall’America profonda, colui che contrastava contro i valori democratici dell’Occidente, Trudeau è sempre stato al contrario il paladino di tutti questi valori. Canada e Stati Uniti sono quindi diventati in pochi mesi da ottimi amici a simboli di due mondi diversi. Se da una parte, il pacifico Paese con la bandiera biancorossa si era trasformato nella patria dei diritti civili e del progressismo occidentale, gli Stati Uniti si trasformavano lentamente, nell’opinione pubblica mondiale, nel Paese dove non era più possibile avere quel tipo di diritti.Il confronto fra i due Paesi è nel tempo diventato non soltanto simbolico, ma anche politico. E il commercio, in particolar modo, è stato da subito oggetto di attrito fra Ottawa e Washington. Basti pensare alla differenza di vedute fra il mercato globale e gli accordi internazionali fra Donald Trump e Trudeau. Quando Trump chiedeva di finirla con il TTIP, Trudeau firmava il CETA.Adesso, ancora una volta, il commercio è diventato campo di battaglia fra i due vicini, un tempo preziosissimi alleati l’uno dell’altro. Non è un mistero che l’accordo noto come NAFTA ha sempre avuto un forte peso politico nella propaganda di Trump durante le elezioni. Il Tycoon aveva da subito puntato il dito contro l’accordo di libero scambio fra America settentrionale e Messico, e tutti pensavano che dovesse essere il Messico la prima vittima di questa rappresaglia commerciale. Del resto nulla aveva fatto intendere che potesse essere altrimenti, vista anche la volontà da parte del nuovo presidente degli Stati Uniti di chiudere con il Messico su molte questioni, prima di tutte il cosiddetto muro anti-immigrazione clandestina.E invece, con un colpo a sorpresa, il primo vero obiettivo della politica protezionistica di Trump è stato il Canada. Ebbene sì. Gli USA hanno, infatti, annunciato di voler imporre al Canada una tariffa doganale tra il 3 e il 24%, con un dazio medio del 20%, sull’importazione del legname. Wilbur Ross, il segretario al Commercio degli Stati Uniti, era stato chiaro sin da subito. Secondo lui, il Canada aveva coscientemente esportato a prezzi più bassi il legname delle proprie foreste grazie a una politica di finanziamento pubblico. Secondo Ross, quest’attività consiste in un vero e proprio dumping che ha permesso alle grandi società del legname canadese di lucrare sovrastando le regole del NAFTA. Il nuovo regolamento delle tariffe doganali avrà effetto retroattivo di novanta giorni, e non sembra essere l’ultimo atto di guerra fra Washington e Ottawa. Anche l’industria casearia e del latte canadese è entrata nel mirino del Commercio americano, e lo stesso Trump ha sottolineato in un tweet che per troppo tempo il Canda ha voluto lucrare sulle spalle degli allevatori degli Stati Uniti.La Casa Bianca ha definito la conversazione “molto amichevole”, mentre in una dichiarazione diffusa dal governo canadese, si rileva che Trudeau ha definito “ingiuste” le imposte e “ha confutato le accuse senza fondamento lanciate dal Dipartimento del Commercio americano”. “Il governo del Canada difenderà con vigore gli interessi dell’industria canadese del legno, come abbiamo fatto con successo in tutte le passate dispute con gli Usa”, ha affermato il primo ministro canadese. I due leader hanno discusso del settore della produzione di latte in Wisconsin, nello Stato di New York e in altri luoghi. Trump, subito dopo la firma dell’ordine esecutivo sul decreto, ha detto che non avrà problemi a continuare la guerra commerciale con il Canada, perché per troppo tempo ha accumulato un surplus come tutti gli altri partner commerciali.Dopo l’annuncio del cambiamento di politica commerciale, c’è stata una telefonata fra i presidenti dei due Stati. Con due visioni completamente differenti date alla stampa. Trump ha parlato di una telefonata molto cordiale, mentre il governo canadese ha detto l’esatto opposto. Trudeau ha voluto confermare che difenderà senza alcun dubbio gli interessi dell’industria canadese del legno, bollando come ingiuste e dannose le leggi varate dal governo federale di Washington. Trudeau ha poi voluto ricordare a tutti che le economie dei due Paesi sono estremamente legate tra loro, e che potrebbero esserci delle forti ripercussioni su tutti i settori commerciali ed economici in caso di inasprimento del conflitto su legane e latticini. Parole che sanno di minaccia in un momento in cui gli Stati Uniti sono impegnati già sul fronte cinese e iniziano a dover rivedere la loro politica negativa sul TTIP, dopo aver chiuso con l’accordo trans-Pacifico. Trump è avvisato: anche il Canada può dire la sua al G7 e in tutto il WTO. 





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.