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Politica

Trump contro tutti: “Disonesti, volevano dividere il Paese”

Donald Trump è un vero fiume in piena. Dopo la conclusione delle indagini sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller, che ha accertato che non c’è stata alcuna nessuna collusione fra lo staff di Trump e la Russia durante la...

Donald Trump è un vero fiume in piena. Dopo la conclusione delle indagini sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller, che ha accertato che non c’è stata alcuna nessuna collusione fra lo staff di Trump e la Russia durante la campagna presidenziale del 2016, il Presidente degli Stati Uniti attacca gli avversari e ne ha per tutti: “Crooked” Hillary Clinton, i democratici e i media liberal che “hanno cercato di dividere il nostro Paese” e di “avvelenare il dibattito nazionale e di strappare il tessuto della nostra grande democrazia”.

Un discorso bomba pronunciato nelle scorse ore davanti a una folla di sostenitori riuniti a Grand Rapids, in Michigan. Trump ce l’ha con i giornalisti, gli opinionisti tv e i democratici che hanno sostenuto l’ipotesi di collusione fra la sua campagna e il Cremlino. “Sono dei disonesti – ha affermato davanti a una folla entusiasta – dei perdenti che hanno tentato di danneggiare l’America. Hanno fatto tutto questo perché non hanno accettato il risultato delle elezioni presidenziali” probabilmente “le numero uno della nostra storia”.

Trump contro dem e media: “Svelata la loro frode”

Nel suo discorso di 90 minuti pronunciato in Michigan, Donald Trump ha ribadito che “lo sforzo dei democratici, dei media e del Deep state di ribaltare le elezioni del 2016 è fallito”. L’indagine sul Russiagate, ha sottolineato il Presidente degli Stati Uniti, “non è stato altro che uno sforzo sinistro per minare i risultati delle elezioni del 2016”. Perché, come ha più volte ribadito durante il suo intervento, “non c’è mai stato nulla di simile a ciò che noi abbiamo fatto nel 2016”.

“Abbiamo sconfitto un establishment molto corrotto e abbiamo mantenuto la promessa fatta al popolo americano, e questo li sta facendo impazzire”, ha osservato Trump. “Oggi il nostro movimento e il nostro Paese sono fiorenti. La loro frode è stata messa in luce. La credibilità di coloro che hanno supportato questa bufala è compromessa per sempre. E ora hanno dei problemi enormi. I democratici dovranno decidere se continuare a frodare il pubblico con queste ridicole stupidaggini” o “scusarsi per la bufala della collusione russa”.

The Donald ha poi osservato che il Procuratore speciale Mueller “era un dio per i democratici” fintanto che non ha comunicato l’esito delle sue indagini sul Russiagate e ha stabilito che non vi è “alcune collusione”. “Ora non lo amano più così tanto” ha aggiunto.

“Settimane incredibili per l’America”

Trump ha rivendicato alcuni risultati importanti ottenuti – a suo dire – dalla sua amministrazione. Primo fra tutti, l’andamento positivo dell’economia americana: “Le nostre case automobilistiche sono tornate a produrre in America – ha detto il Presidente – e la nostra economia è sana come non mai”. Per l’America, ha aggiunto il tycoon, “sono state due settimane incredibili. L’Isis in Medio Oriente è stato sconfitto al 100%”.

Il Presidente repubblicano parla di salari in aumento, in particolare per gli operai. Sostiene inoltre che il tasso di disoccupazione ha raggiunto il minimo da 51 anni a questa parte, e questo vale anche “per le minoranze e per gli americani disabili”. In Michigan, Donald Trump è tornato a parlare anche di immigrazione e della situazione al confine meridionale con il Messico. “Chiuderò quel dannato confine se il Messico non fermerà le carovane di migranti” ha sottolineato.

È un Trump in grandissimo spolvero, rinvigorito dopo l’esito dell’inchiesta di Mueller. Pronto ad affrontare l’ultimo anno e mezzo della sua presidenza e una campagna elettorale che lo potrebbe condurre verso una probabile riconferma. Ipotesi impensabile soltanto qualche settimana fa, quando su di lui gravava l’ombra dell’impeachment.





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