È un destro da ko quello scagliato da Donald Trump all’indirizzo del Pentagono. Un colpo basso che ha fatto tremare l’intero Dipartimento della difesa degli Stati Uniti e alimentato nuove polemiche tra gli oppositori del tycoon. Dopo il vespaio scatenato dalle rivelazioni della rivista The Atlantic, secondo cui, stando alle parole del caporedattore Jeffrey Goldberg, il presidente americano avrebbe denigrato i morti statunitensi della Prima guerra mondiale durante una visita in Francia risalente nel 2018, ecco la replica, indiretta, di The Donald.

Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca Trump ha spiegato di avere il pieno sostegno delle truppe Usa, anche se non quello degli alti gradi del Pentagono. “Non dico che i militari mi amano. Anzi, i soldati sì ma probabilmente i vertici no perché vogliono solo fare guerre per le meravigliose compagnie che producono bombe e aerei”, ha tuonato il leader repubblicano.

Trump, ha quindi ricordato Politico, avrebbe ribadito che, nonostante l’atteggiamento del Pentagono, gli Stati Uniti stanno finalmente uscendo da queste “guerre senza fine“. Il presidente americano ha inoltre rigettato le accuse di aver fatto commenti offensivi sui militari degli Stati Uniti caduti in servizio, definendo una “bufala” quanto riportato dai media. “Chi direbbe una cosa del genere? Solo un animale direbbe una cosa del genere”, ha aggiunto.

Biden uno “stupido”, Harris una “incompetente”

Nella stessa conferenza stampa, tenuta in occasione del Labor Day, Trump si è anche concentrato sulla campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali di novembre. Dopo i vertici del Pentagono, il tycoon si è lanciato in un attacco diretto all’indirizzo di Joe Biden e Kamala Harris. Biden, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, è stato definito uno “stupido” mentre la sua compagna di corsa, la senatrice Harris, una “incompetente“.

Il casus belli dell’ennesimo affondo di Trump riguarda il vaccino anti Covid. Trump ha promesso lo sviluppo in tempi record dell’antidoto contro il coronavirus, accusando l’opposizione di diffondere un clima negativo e antiscientifico per un mero tornaconto politico. “Contrariamente a tutte le sue menzogne, Biden vuole consegnare il nostro paese al virus”, ha affermato Trump, che ha poi invitato il suo rivale e Kamala Harris a scusarsi “immediatamente per la spericolata retorica anti-vaccino”.

Nel frattempo, in un incontro con i leader sindacali di Harrisburg, in Pennsylvania, Biden ha cercato di replicare all’uragano Trump, accusando l’attuale presidente Usa di vivere “secondo un codice di bugie, avidità ed egoismo”. Al contrario, per Biden, i lavoratori vivrebbero secondo un “codice americano”. Il candidato democratico, insomma, si è spostato sull’economia, ma gli ultimi dati sull’occupazione e sull’economia hanno strizzato l’occhio a The Donald. La sfida è ancora tutta da giocare, anche se le repliche di Joe Biden a Donald Trump appaiono piatte e prive di mordente. E questo potrebbe essere un vantaggio non da poco per l’attuale leader repubblicano.

Il fronte economico

Uno dei fronti più caldi nel testa a testa Trump-Biden riguarda proprio l’economia. Joe Biden sta provando in tutti i modi a cavalcare l’onda della crisi economica globale provocata dal coronavirus, accusando The Donald di dare priorità al mercato azionario rispetto a questioni economiche, come posti di lavoro e diritti sindacali. “Il presidente Trump continua a parlare di quanto sia grande questa economia, di quanto sia grande il mercato azionario”, ha spiegato Biden. “Sapete perché Trump non ha avuto il coraggio di affrontare il Covid e ha alzato la bandiera bianca? Era preoccupato perché se avesse cominciato a parlare di salvare la vita delle persone, il mercato azionario sarebbe potuto crollare”, ha chiosato il candidato democratico.

Per Biden, Trump è il nemico numero uno dei lavoratori americani, e le politiche commerciali adottate dalla Casa Bianca ne sarebbero la dimostrazione. Dal canto suo, dicevamo, Trump, può affidarsi alle statistiche diffuse dal Bureau of Labor Statistics, che ha evidenziato come il tasso di disoccupazione del Paese sia tornato per la prima volta dallo scoppio della pandemia sotto il 10%, passando dal 10.2% di agosto all’8.4% odierno. Scendendo nel dettaglio, lo scorso agosto sono stati creati 1.4 milioni di nuovi posti di lavoro. Tutto questo deve essere sfuggito a Biden e ai suoi compagni di partito.

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