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I giganti hi-tech violano le leggi antitrust? Gli Stati Uniti vogliono vederci chiaro e hanno avviato una campagna contro le grandi compagnie tecnologiche della Silicon Valley. Come conferma IlSole24Ore, accanto alle iniziative considerate delle autorità americane sulla concorrenza, la Commissione Giustizia della Camera ha indicato di aver avviato la propria inchiesta sull’economia e i mercati digitali. Sono in programma audizioni e richiesta di consegna di informazioni a numerose aziende. I deputati intendono inoltre esaminare se le attuali leggi e norma antitrust siano adeguate alla sfida del cambiamento tecnologico o richiedano aggiornamenti da parte del Parlamento.

Secondo quanto riportato dal New York Times, due funzionari vicini al presidente Trump hanno confermato che la Casa Bianca appoggia le iniziative delle agenzie che mirano a una maggiore supervisione sulle società tecnologiche. Le sole voci di un sondaggio da parte del Dipartimento di Giustizia su Google e l’inchiesta della Federal Trade Commission (Ftc) su Amazon e Facebook, hanno provocato una massiccia caduta di importanti titoli tecnologici lunedì, con miliardi di dollari di valutazione del mercato spazzati via in pochi minuti.

La guerra di Trump alle compagnie hi-tech

A Washington l’aria è cambiata. Sono lontani i tempi in cui Barack Obama, nel 2011, invitava a cena i 12 leader della Silicon Valley in un ristorante di San Francisco. Tra questi c’erano anche il presidente della Apple e il fondatore di Facebook. Come nota Bloomberg, l’amministrazione Obama era considerata relativamente accogliente con Google. Con Donald Trump la Casa Bianca è diventata apertamente critica nei confronti di Google e delle altre multinazionali, in parte perché la presidenza ritiene che le società tecnologiche siano faziose e politicamente schierate e censurino ingiustamente le voci conservatrici.

“Il sentimento nella capitale e nel Paese si è inasprito dal momento che le superstar della tecnologia degli Stati Uniti sono diventate ancora più grandi e potenti” sottolinea Bloomberg. “È probabile che un’indagine su Google sia politicamente popolare sia a sinistra che a destra”. Di sicuro avrebbe l’avvallo della senatrice democratica Elizabeth Warren, che a marzo ha proposto un piano normativo volto a colpire le più grandi aziende tecnologiche americane, tra cui Amazon, Google, Apple e Facebook. Durante una manifestazione a Long Island City, la senatrice dem ha presentato una proposta di legge che limiterebbe fortemente lo strapotere delle aziende hi-tech. Dello stesso parere il senatore Bernie Sanders e la senatrice Amy Klobuchar che hanno espresso più volte la volontà di limitare l’influenza di aziende come Facebook, Google, Apple e Amazon.

“Perseguite per motivi politici”

Jim Cramer, commentatore e volto noto della Cnbc, sostiene altresì che il Presidente Donald Trump stia cercando di reprimere le più grandi compagnie tecnologiche della Silicon Valley perché le vede come oppositori e che l’amministrazione Trump stia perseguendo queste compagnie per motivi politici.

In questa accusa c’è un fondo di verità. Non è certo non è un mistero che le aziende della Silicon Valley siano storicamente vicine ai democratici, ma negli ultimi anni lo strapotere di queste multinazionali ha cominciato a preoccupare anche una parte dei dem, quella più a sinistra che fa capo a Bernie Sanders e a Elizabeth Warren. Inoltre, l’aria in America è cambiata e le grandi società hi-tech non godono più della popolarità di un tempo e molti credono che sia giunta l’ora di limitare la loro influenza. Facebook, Apple, Google e Amazon sono nel mirino e saranno argomento da campagna elettorale in vista delle elezioni del 2020.

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