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Gennaio nero per il trasporto ferroviario in Spagna, funestato il 18 febbraio scorso dal tremendo incidente di Adamuz, nella provincia di Cordova, quando il Treno Iryo 6189, un Frecciarossa ETR 1000 della compagnia Ilsa di proprietà di Trenitalia, si è schiantato con il Renfe 2384, un vettore Classe 120 di proprietà della compagnia ferroviaria nazionale. 45 i morti e 292 i feriti nella fatale collisione in Andalusia, il disastro ferroviario più mortale della Spagna da quello di Santiago di Compostela del 2013, in cui morirono 79 persone.

Spagna, dopo il disastro di Adamuz altri due incidenti ferroviari

A rendere più tragico il computo, un altro incidente avvenuto il 20 gennaio a Gelida, vicino a Barcellona, in cui il deragliamento di un treno per pendolari ha ucciso il macchinista e causato decine di feriti. Tragedia a cui si è aggiunto un terzo incidente il 22 gennaio, quando sulla linea locale Cartagena-Los Nietos, nella regione meridionale di Murcia, un vettore con una gru ha colpito un treno della compagnia locale Feve, provocando diversi feriti. Tre incidenti in quattro giorni, inaugurati da una tragedia come quella di Adamuz, su cui ancora sono molti i punti da chiarire.

Sicuramente, per comprensibili motivi, è questa che attira la massima attenzione tra i decisori politici e securitari di Madrid. “L’indagine attualmente indica una rottura in una delle rotaie del binario che attraversa la città nella provincia di Cordova”, nota Publico, che pone l’accento sia sul fatto che sarà l’analisi della scatola nera dei due treni a far capire se essa è stata causa o conseguenza del deragliamento e sottolinea che “la Commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari (CIAF) sta concentrando la sua indagine sulle condizioni del binario”.

Ci vorranno mesi per capire le cause del disastro di Adamuz

Adamuz potrebbe richiedere mesi per trovare una responsabilità reale, come accadde in Italia per il disastro ferroviario di Pioltello del 2017 e quello di Livraga del 2020. Il combinato disposto tra i tre incidenti, compresi i due di minore entità, apre però a possibili discussioni su cause esterne o non calcolate, per ora, dagli inquirenti.

Circa Adamuz, ad oggi le autorità spagnole del governo di Pedro Sanchez sembrano propense a escludere una sola ipotesi: quella del sabotaggio esterno. “L’ipotesi di un sabotaggio , che il Ministro dei Trasporti Óscar Puente e il suo entourage furono i primi a ipotizzare sottolineando la natura anomala dell’incidente, è stata praticamente esclusa dagli esperti”, nota il quotidiano economico Expansion.

Sul versante dell’incidente in Catalogna, Euractiv ricorda che la Generalitat è stata teatro di vari incidenti nell’ultimo decennio legati a diversi disservizi di rete. E l’aumento del numero di incidenti a tre in quattro giorni pone l’attenzione sulla governance infrastrutturale. La Spagna ha una profonda rete ferroviaria, ivi compresa la seconda più lunga al mondo ad alta velocità dopo quella cinese, e sono emerse polemiche sulla ridefinizione del Ministero dei Trasporti con la modifica di diversi organi di vigilanza operata nel 2025 dal governo a guida socialista, sui presunti disinvestimenti nelle operazioni di rete.

La fragilità infrastrutturale spagnola

La testata Voz Populi parla di come gli spagnoli da tempo denunciassero “l’aumento esponenziale dei ritardi dovuti a guasti tecnici che ha portato a immagini impressionanti, come quelle  di centinaia di passeggeri intrappolati sui treni” e segnalato le problematiche di governance infrastrutturale.

Nelle grandi tragedie non esistono spiegazioni monocausali e quella di Adamuz, con la coda dei due incidenti minori di cui uno purtroppo fatale, è una vicenda che andrà esplorata con attenzione. Un dato è certo: la Spagna, Paese che dipende profondamente dal tessuto connettivo infrastrutturale di stampo ferroviario, si trova con connessioni meno stabili al suo interno e più vulnerabile. Adamuz è stato il campanello d’allarme, Gelida e Murcia l’eco del suo suono: in Penisola Iberica bisognerà scoprire le motivazioni di una grande tragedia e le cause profonde di una vulnerabilità strutturale. Su cui potenzialmente attori malevoli staranno, in tempi di minacce sempre più proteiformi, prendendo appunti per capire le debolezze infrastrutturali, e dunque strategiche, del Paese iberico.

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