Tra Cina e Islanda un’intesa strategica per la transizione energetica

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A Pechino, il 14 ottobre 2025, Cina e Islanda hanno annunciato una nuova fase della loro cooperazione bilaterale nel campo dell’energia verde. L’intesa, formalizzata in una dichiarazione congiunta diffusa dai media statali cinesi, prevede il rafforzamento della collaborazione intergovernativa e industriale nei settori della geotermia e della transizione energetica sostenibile.

L’accordo è stato reso pubblico al termine di un incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e la presidente islandese Halla Tomasdottir, giunta a Pechino per partecipare a un vertice internazionale dedicato alla leadership femminile globale. I due leader hanno riaffermato la volontà di promuovere un partenariato basato su benefici reciproci e sul rispetto dei rispettivi modelli di sviluppo, sottolineando come le differenze nei sistemi sociali non debbano rappresentare un ostacolo, ma un’opportunità per il dialogo e la cooperazione.

Secondo la nota ufficiale, Cina e Islanda si impegneranno congiuntamente a ridurre le emissioni di gas serra, creare nuovi posti di lavoro verdi e stimolare l’innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili. L’iniziativa mira anche a favorire la nascita di opportunità di business per le imprese dei due Paesi, puntando a un modello di crescita economica più sostenibile e a basso impatto ambientale.

Energia pulita, la Cina guarda al modello islandese

Il documento congiunto, diffuso dall’emittente nazionale CCTV e confermato dall’agenzia di stampa Xinhua, evidenzia come la geotermia rappresenti un settore strategico per la cooperazione sino-islandese. L’Islanda, tra i Paesi pionieri nello sfruttamento dell’energia geotermica, ha accumulato decenni di esperienza nella gestione di risorse naturali pulite e nella produzione di energia a emissioni quasi nulle.

La Cina, da parte sua, è impegnata in una profonda trasformazione energetica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2060, in linea con le promesse formulate da Pechino nell’ambito dell’Accordo di Parigi. La cooperazione con l’Islanda offre alla Repubblica Popolare la possibilità di acquisire competenze tecniche avanzate e di accelerare l’adozione di tecnologie geotermiche su larga scala, in particolare nelle regioni settentrionali del Paese.

Xi Jinping ha osservato che le relazioni bilaterali tra i due Stati hanno prodotto risultati concreti negli ultimi 54 anni, a conferma che Paesi con condizioni nazionali diverse possono trarre vantaggio da una cooperazione pragmatica e inclusiva. Il presidente cinese ha inoltre esortato entrambe le parti a proseguire la collaborazione in settori chiave come economia, commercio, sanità e transizione verde, sottolineando il ruolo dell’energia geotermica come leva per uno sviluppo sostenibile e per la stabilità ambientale globale.

Formazione, ricerca e governance ambientale

Durante l’incontro, la presidente islandese Halla Tomasdottir ha espresso apprezzamento per l’impegno della Cina nella promozione dell’uguaglianza di genere e nella lotta ai cambiamenti climatici, definendo la leadership cinese un esempio di pragmatismo e visione globale in un mondo caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. Tomasdottir ha ribadito la volontà dell’Islanda di rafforzare la comunicazione e la cooperazione con Pechino, non solo sul piano energetico, ma anche in ambiti sociali e scientifici legati allo sviluppo sostenibile.

Secondo quanto riportato dai media cinesi, l’intesa prevede anche una collaborazione nella formazione tecnica e nella ricerca applicata, volta a migliorare la capacità dei due Paesi di sfruttare in modo efficiente le risorse geotermiche e promuovere tecnologie pulite. L’obiettivo è quello di creare una rete di conoscenze e competenze condivise che possa favorire la diffusione di pratiche sostenibili a livello internazionale.

Il documento sottolinea inoltre l’impegno di Cina e Islanda a mantenere un dialogo costante su questioni globali di governance ambientale, con particolare attenzione alle controversie legate al cambiamento climatico e alla gestione delle risorse naturali. Pechino e Reykjavik intendono lavorare insieme per promuovere un sistema di governance più equo, inclusivo e rispettoso delle specificità nazionali, rafforzando il multilateralismo in materia ambientale.

Reykjavik nella strategia verde di Pechino

La cooperazione energetica tra Cina e Islanda si colloca in un contesto politico più articolato, nel quale la transizione ecologica è diventata una delle principali priorità delle relazioni internazionali: per Pechino, questa partnership rientra nella strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e nella volontà di consolidare la propria leadership nella diplomazia climatica.

L’isola, non a caso, rappresenta per la Cina un punto di riferimento fondamentale per ampliare la cooperazione in ambiti come la ricerca scientifica, l’energia rinnovabile e l’innovazione tecnologica.

Dal punto di vista islandese, la cooperazione con la Cina offre l’opportunità di espandere il proprio know-how geotermico oltre i confini europei, rafforzando al contempo il ruolo di Reykjavik come pioniere mondiale delle energie rinnovabili. L’esperienza islandese nella produzione di calore e elettricità da risorse geotermiche profonde rappresenta infatti un modello per i Paesi che intendono ridurre la dipendenza dai combustibili fossili senza compromettere la crescita economica.

Entrambi i Paesi riconoscono come la transizione energetica non sia solo una questione ambientale, ma anche un processo di sviluppo economico e tecnologico in grado di creare occupazione qualificata e nuove opportunità industriali. Nella dichiarazione congiunta, Cina e Islanda infatti hanno ribadito la necessità di sostenere politiche che favoriscano la creazione di “posti di lavoro verdi” e l’inclusione delle comunità locali nella gestione delle risorse naturali, dimostrando come una transizione ecologica fondata su partenariati globali possa trasformarsi in un modello virtuoso di cooperazione internazionale, capace di generare benefici condivisi e sviluppo sostenibile per i Paesi coinvolti.