Toh, chi si rivede: aspettando Trump, Kim va in Cina con un viaggio a sorpresa

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A Dandong si respirava un’aria elettrica. Da un paio di giorni, nel cuore della provincia del Liaoning, nell’estremo Nord-Est della Cina, questa strategica città di frontiera con la Corea del Nord stava rafforzando le misure di sicurezza in modo inspiegabile. Si vociferava dell’imminente arrivo di una delegazione di altissimo livello proveniente da Pyongyang, ma la commemorazione dei soldati cinesi caduti nella guerra di Corea del 1950-53 non sembrava sufficiente a giustificare un simile dispiegamento di agenti. Quando, dal nuovissimo ponte sul fiume Yalu, si è materializzato un imponente corteo di automobili e mezzi blindati, a quel punto si è capito che a Dandong stava per arrivare Kim Jong Un.

Il leader nordcoreano ha effettuato una trasferta a sorpresa in Cina sfruttando l’apertura della fiammante infrastruttura e l’appuntamento con la storia. Dietro ai comunicati ufficiali la missione di Kim ha però un altro significato: la necessità di un maggiore coordinamento con Pechino in vista, chissà, di un ipotetico incontro con Donald Trump.

Il viaggio (a sorpresa) di Kim in Cina

Altro che ricoverato a Pechino a causa di una grave emorragia cerebrale, come sostenevano alcune fake news diffuse sul web: Kim, vivo e vegeto, è arrivato in Cina, ma a Dandong, principale crocevia per gli scambi commerciali della Corea del Nord con il mondo esterno. Ad attenderlo non c’era Xi Jinping, ma un gruppo di funzionari di elevatissima caratura, come Wang Huning, il quarto esponente più importante della leadership cinese, e il ministro degli Esteri cinese, nonché alfiere diplomatico di Xi, Wang Yi.

Il presidente nordcoreano, accompagnato tra gli altri dalla fidata sorella Kim Yo Jong, ha visitato una fabbrica di autobus e un museo della guerra di Corea, per poi salutare l’apertura del New Yalu River Bridge, il ponte a quattro corsie che attraversa il fiume Yalu collegando Dandong alla città nordcoreana di Sinuiju.

L’inaugurazione di questa infrastruttura è altamente simbolica e rappresenta un avvicinamento ancora più marcato tra Cina e Corea del Nord, un avvicinamento ben evidenziato dalle parole dello stesso Kim, secondo il quale l’amicizia tra i due Paesi è “invincibile” e “forgiata nel sangue”.

Cina e Corea del Nord ancora più vicini

Con la “comune causa socialista come legame” Wang Yi ha spiegato al suo ospite che la Cina collaborerà con la Corea del Nord per “attuare con fermezza l’importante consenso raggiunto dai massimi leader” e “promuovere l’ulteriore elevazione e lo sviluppo delle relazioni sino-nordcoreane”. Parafrasando il linguaggio istituzionale vuol dire che Pechino e Pyongyang aumenteranno la loro collaborazione e che, per inciso, nell’area di confine si intersecherà inevitabilmente con la Russia.

Ma perché Kim ha fatto tappa a Dandong? In cima alla lista delle priorità nordcoreane c’era il rafforzamento del coordinamento politico e dei rapporti commerciali con il Dragone, che resta il suo principale partner economico.

La gita giornaliera del Grande Leader è inoltre servita ad aumentare la sua forza negoziale in vista di possibili colloqui con gli Stati Uniti. Il fatto di poter viaggiare in Cina in qualsiasi momento dovrebbe infatti lasciar intendere a Washington che i legami tra Kim e Xi sono più che stabili. Sono “forgiati nel sangue”.