Sembra aprirsi un nuovo scenario lungo il martoriato confine tra Ucraina e Russia, dopo l’apertura di Vladimir Putin ad incontrare il nuovo Presidente dell’Ucraina.

Occorre infatti ricordare che sotto l’ultima presidenza di Petro Poroshenko, le relazioni tra Russia e Ucraina erano arrivate ai minimi storici, con più episodi che hanno rischiato di far conflagrare un più grande conflitto tra i due Paesi.

La Russia non è più nella lista nera dell’Ucraina

Poroshenko è stato infatti in carica dal 2014, anno in cui si sono verificati i noti episodi di piazza Maidan nonché il controverso referendum che ha portato all’annessione della Crimea alla Russia e non ultimo il conflitto nel Donbass tra nazionalisti ucraini e filorussi. La fine dell’era Poroshenko potrebbe così segnare una svolta distensiva tra Kiev e Mosca e l’elezione del nuovo Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky sembra puntare proprio verso questa direzione.

Di professione comico, Zelensky è stato la sorpresa delle recenti elezioni in Ucraina e come in Italia, dove Beppe Grillo ha tentato di rompere gli schemi della destra e della sinistra, anche a Kiev il nuovo presidente sta cercando di uscire dai vecchi schemi politici che lo hanno preceduto. Tra questi vi è anche la geopolitica e la centralità del contenimento russo all’interno dell’agenda ucraina. Il solo fatto di non aver posto tale aspetto come priorità durante la sua campagna elettorale ha infatti esposto Zelensky all’accusa di essere “filorusso” e finanziato dal Cremlino. Tra i principali detrattori vi era, come prevedibile, lo stesso Poroshenko, ma anche diversi giornali europei. In sostanza in Ucraina la tensione è tale che è sufficiente non citare la Russia come nemico principale, per essere tacciati di putinismo.

La risoluzione pacifica del conflitto con la Russia come priorità

In realtà, pur non avendo espresso una posizione chiara e netta rispetto al “problema” russo, l’atteggiamento di Zelensky è stato finora dettato da un semplice buonsenso. Cinque anni di tensioni e conflitti non hanno infatti portato ad una soluzione positiva per l’interesse ucraino. Anzi, l’arresto dei 24 mariani ucraini nel Mare d’Azov da parte russa, ha dimostrato ancora una volta che lo squilibrio delle forze in campo non permette all’Ucraina di poter uscire vincitrice da questo conflitto a bassa intensità.

D’altra parte l’indebolimento parallelo dell’Unione europea e della Nato, dove peraltro l’Ucraina non è ancora oggi membro, non permette al Paese quella garanzia difensiva, necessaria per reggere un’eventuale escalation con la Russia. In questo senso Zelensky è interprete di una politica realista e infatti tra i primi punti della sua agenda vi è il recupero dei 24 marinai sotto arresto in Russia e l’apertura di un dialogo con la Russia per risolvere la guerra reale tra i due Paesi senza che questo debba per forza portare a compromessi sulla sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.

È emblematico poi come tale strategia sia stata premiata in maniera netta dagli elettori, che hanno assegnato a Zelensky il 73,2% delle preferenze contro il 25% dei voti riservati a Poroshenko. Sembra quindi che il nuovo Presidente sia pronto ad un vero cambiamento nei rapporti con la Russia e che il popolo ucraino ne abbia dato pieno supporto.

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