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Per reagire alla Brexit “serve un’Europa più flessibile rispetto al passato”. Questa la ricetta delministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, intervenuto nella giornata di martedì, nella sede del ministero degli Esteri di Berlino, alla conferenza di apertura del progetto Dialogue on Europe, promosso dal Das Progressive Zentrum e incentrato proprio sul tema delle strategie da intraprendere per portare avanti il processo di integrazione europea dopo lo choc del referendum inglese.Per approfondire: Brexit, cosi può cambiare il mondoDopo l’incontro di lunedì tra Merkel, Hollande e Renzi, la Germania si prepara quindi a prendere le redini del progetto europeo e a dare, per dirla con le parole della cancelliera tedesca, “una spinta all’Europa”. E per portare avanti il progetto di un’Europa unita, secondo Steinmeier, occorre “avanzare in direzione di una unione politica”, ma occorre anche una dose più ampia di “flessibilità” rispetto al passato per “trovare soluzioni europee condivise”.“L’Europa deve fornire risposte concrete a problemi concreti”, ha sottolineato Steinmeier. Come quello della crisi economica o della crisi dei migranti, alle quali l’Europa, ha affermato il capo della diplomazia tedesca, non ha saputo ancora trovare risposte comuni. Per questo, ha detto Steinmeier, che assieme all’omologo francese Jean-Marc Ayrault, lunedì ha sottoscritto il documento che contiene le idee principali per il rilancio di “un’Europa forte” dopo la Brexit, “sono state fatte proposte su tre settori: quello della politica estera e di sicurezza comune, dello sviluppo di una politica europea per l’asilo, e della crescita e completamento della politica economica e monetaria”. “La Germania”, ha detto, infatti, il ministro in proposito, “è stata capace di accogliere un milione di rifugiati in un anno, ma ora bisogna pensare a soluzioni alternative” e “occuparci delle cause del flusso di rifugiati” come il conflitto in Siria.La Brexit, ha detto Steinmeier, è arrivata in un momento di crisi. In questo contesto, per il ministro degli Esteri tedesco è fondamentale “proteggere l’unità europea” e “quello che è stato raggiunto in questi anni”, “perché è la cosa giusta da fare”. Nel tenere l’Europa unita “la Germania ha una responsabilità speciale”, ha affermato il ministro. “Per raggiungere questo obiettivo è importante ascoltarci a vicenda ed essere pazienti”. Il riferimento è ai colloqui intrattenuti dal capo della diplomazia tedesca con gli altri partner europei, dall’omologo francese Ayrault, ai rappresentanti dei Paesi del gruppo Višegrad. Per i quali, la proposta europea post-Brexit è quella di un nuovo modello di integrazione a due velocità, più “flessibile” verso quei Paesi che non vogliono procedere verso un’integrazione più stretta.Per approfondire: Brexit, gli Usa dicono addio all’UeLo scorso 24 giugno è stato “un giorno amaro” per l’Europa, in cui l’Ue “non ha perso solo uno stato membro, ma un pezzo di storia e di tradizione”. “Continuo a ripetere”, ha affermato Steinmeier, “che l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue non è quello che desideravamo, ma dobbiamo accettarlo”. L’importante però, ha detto il ministro in linea con le ultime dichiarazioni della cancelliera, Angela Merkel, è che si trovi una “soluzione buona e veloce”. “Non possiamo restare per molto tempo in questo limbo”, ha affermato Steinmeier, augurandosi nuovamente che presto Londra “renda chiara la tabella di marcia”.“L’Unione Europea”, ha detto il ministro concludendo il suo intervento davanti ad oltre 250 rappresentanti di Ong, think tanks, mondo accademico e società civile, “non è un progetto delle élites ma deve ritornare ad essere un progetto dei popoli europei”.

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