Da Martin Luther King a George Floyd: ogni qual volta nella storia americana si sono verificati casi eclatanti di uccisioni di persone afroamericane la reazione di Wall Street è sempre stata la stessa, con indici in netto rialzo. Una macabra curiosità che ha fatto notare nei giorni scorsi Fox News durante il programma politico ‘Special Report’ condotto da Bret Baier. Una correlazione che però ha scatenato violentissime polemiche contro l’emittente, costretta a scusarsi per aver mandato in onda il servizio, con grafico annesso. Come riporta La Stampa, infatti, si è subito scatenata l’indignazione di numerosi utenti l’emittente è dovuta correre ai ripari: “Ci scusiamo, l’infografica usata per illustrare la reazione dei mercati a periodi storici di disordini civili non avrebbe mai dovuto essere trasmessa senza essere inserita in un pieno contesto”, ha spiegato Fox News in un comunicato ritwittato da Baier.

Tuttavia, in questo clima da guerra civile, nemmeno le scuse sembrano più essere sufficienti. “Questo grafico mette in chiaro come Fox News non si preoccupa delle vite di persone afroamericane”, ha osservato su Twitter Bobby Rush, uno dei leader afroamericani al Congresso. “È così che a Fox piangono la perdita di persone afroamericane, illustrando quanto sale la Borsa”, ha aggiunto l’ex presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, l’afroamericano Michael Steele.

Ma la notizia era vera

Una notizia di cattivo gusto, che probabilmente era meglio non mandare in onda visto il clima di isteria collettiva – al fine di non fomentare ulteriori polemiche e divisioni? Una questione di opportunità? Può essere. Peccato però che la notizia fosse comunque vera, e di questo pare non interessare proprio a nessuno. È un dato di fatto gli indici dei mercati azionari, dopo questi fatti tragici, sono sempre stato in rialzo. Come osserva La Stampa, infatti, è successo nel 1968 dopo l’assassinio a Memphis del leader storico dei diritti civili, dopo l’assoluzione dei poliziotti che nel 1991 a Los Angeles pestarono quasi a morte il tassista Rodney King e dopo l’uccisione da parte di un poliziotto bianco del 18enne Michael Brown nel 2014 a Ferguson, in Missouri. Stessa storia dopo la morte di George Floyd il 25 maggio a Minneapolis, con un vero e proprio balzo dei principali indici della Borsa di New York nei giorni successivi. Fox News si è dovuta dunque scusare non per aver diffuso una notizia falsa, una “fake news”: ma per aver riportato la verità, anch’essa evidentemente “razzista” per l’isteria politicamente corretta.

Intolleranza a senso unico

L’opinione pubblica americana sembra tollerare qualunque cosa provenga dai “manifestanti” di Black Lives Matter, Antifa e altre organizzazioni: non importa se questi ultimi saccheggino, derubino e incendino tutto ciò che incontrano. Il regista Michael Moore, intervistato da Repubblica, “non minimizza i momenti di violenza” dei “manifestanti” (ma nemmeno li condanna apertamente, ndr) ma “cerca di leggerli”. Stesso atteggiamento da parte dell’anchor man della Cnn, Chris Cuomo. Ciò che pare non possa essere tollerato è tutto ciò che non rientra nella narrativa dominante. Tant’è che il caporedattore del Philadelphia Inquirer ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo aver pubblicato un articolo intitolato “Buildings matter, too” (gli edifici contano), in riferimento alle devastazioni di questi giorni, ed essere così finito al centro delle polemiche. Criticare i manifestanti e i loro eccessi, dunque, è sostanzialmente impossibile. È questo il clima di profonda intolleranza dell’America liberal e politicamente corretta.

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