L’House Rules Committee del Congresso Usa – l’organo della Camera che decide come, quando e con quali regole un disegno di legge può essere discusso e votato in aula – ha dato il via libera alla discussione di un emendamento presentato dal deputato repubblicano Thomas Massie, l’eroe degli Epstein Files recentemente sconfitto in Kentucky, che prevede la cancellazione di 3,3 miliardi di dollari di finanziamenti destinati alle Forze di Difesa israeliane dal bilancio federale. Lo riporta Responsible Statecraft. La votazione potrebbe tenersi in queste ore (venerdì 26 giugno) e, benché non abbia alcuna chance di passare, ha l’obiettivo politico di mettere ogni singolo membro della Camera di fronte a una scelta destinata a lasciare il segno in vista delle prossime elezioni, in una fase in cui la popolarità di Israele negli Stati Uniti è in netto calo per via della politica estera di Tel Aviv a Gaza e in tutto il Medio Oriente. Massie, che lascerà nei prossimi mesi l’aula, vuole costringere i parlamentari a dichiarare pubblicamente la propria posizione sul sostegno incondizionato a Israele.
Un voto che mette tutti in difficoltà
Per i deputati repubblicani, l’emendamento rappresenta un banco di prova particolarmente delicato. Dovranno spiegare ai propri elettori perché continuano a inviare miliardi di dollari delle tasse dei contribuenti a un paese che, secondo molti osservatori, ha trascinato gli Stati Uniti in una guerra non necessaria con l’Iran, con conseguente impennata dei prezzi della benzina. Un sondaggio citato da Responsible Statecraft indica che il 51% dei repubblicani – e tre quarti dei democratici – ritiene ora che Israele eserciti troppa influenza sulla politica estera americana. Per i repubblicani che avevano fatto della dottrina “America First” il proprio cavallo di battaglia, l’assegno in bianco a Israele è diventato sempre più difficile da difendere.
Sul fronte democratico, la sfida è altrettanto complessa. I deputati progressisti dovranno giustificare perché gli Stati Uniti continuano a finanziare azioni che organizzazioni internazionali e organismi per i diritti umani hanno definito come genocidio e atrocità, mentre Israele occupa territori in Cisgiordania e Libano e ha attaccato sette paesi nell’ultimo anno, incluso il Qatar, un importante alleato degli Stati Uniti. A maggior ragione dopo che, nelle scorse ore, una commissione d’inchiesta internazionale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha pubblicato un nuovo, sconvolgente, report, nel quale accusa apertamente Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, denunciando ancora una volta il «genocidio» in corso, ma anche evidenziando i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra nella Striscia, oltre a rilevare crimini di guerra anche in Cisgiordania.
La politica Usa schiacciata sull’Aipac
Emendamenti analoghi presentati in passato da Massie o da altri deputati, come l’ex trumpiana Marjorie Taylor Greene per tagliare i fondi a Israele sono sempre stati respinti con margini schiaccianti. Ad esempio, un emendamento di Greene per ridurre di 500 milioni di dollari i finanziamenti per i programmi di cooperazione con Israele è stato bocciato con un voto di 6 a 422. Anche in quell’occasione, Massie si era schierato a favore insieme ad alcuni esponenti dell’ala progressista del Partito Democratico. Difficilmente questa volta lo scenario sarà diverso ma, a differenza del passato, i deputati – siano essi dem o repubblicani – che sostengono gli aiuti Usa a Israele, dovranno renderne conto a un elettorato stufo degli assegni in bianco concessi a Tel Aviv.
Nelle scorse settimane, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una misura storica che prevede l’integrazione operativa tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane, con un focus particolare sulle armi cyber e sulle tecnologie critiche.
Si tratta della Sezione 224 del National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2027, il maxi-emendamento che definisce il bilancio del Pentagono. Il provvedimento, intitolato «United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative», è passato con una votazione espresso (voice vote) dopo che un tentativo dell’esponente democratico Ro Khanna (California) di stralciare la norma è stato sonoramente respinto. A sostegno di Khanna solo la collega Sarah Jacobs, sempre democratica.
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