Gli Stati Uniti sarebbero in procinto di vendere tecnologia nucleare all’Arabia Saudita. Il piano, sul quale sta indagando la Camera dei rappresentanti Usa, consisterebbe nel supportare il Regno saudita nella costruzione di reattori nucleari

Secondo un report preliminare, diffuso dalla commissione Supervisione della Camera – titolare dell’inchiesta – , “il tentativo, da parte dell’amministrazione, di trasferire tecnologia nucleare all’Arabia Saudita sembrerebbe già in corso”.

L’indagine determinerà, dunque, se l’amministrazione sta agendo “nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti o, piuttosto, per servire gli interessi di coloro che ne trarranno un vantaggio finanziario”.

Il timore è che la mossa americana possa ulteriormente destabilizzare il Medio Oriente, scatenando una “caccia” alle tecnologie e quindi alle armi nucleari nella regione.

Il report

Il report si basa su documenti diffusi da un informatore segreto, che dimostrerebbero l’esistenza di collegamenti tra l’amministrazione Trump e le industrie nucleari, in merito al trasferimento di tecnologia nucleare al Regno saudita.

Secondo la Bbc, lo scorso 12 febbraio il presidente americano avrebbe incontrato gli imprenditori del settore per discutere l’eventualità della costruzione di impianti nucleari in Medio Oriente, anzitutto in Arabia Saudita.

Il report riferisce di come negli Stati Uniti “forti interessi commerciali privati” abbiano “spinto in modo aggressivo per trasferire tecnologia nucleare all’Arabia Saudita”. I soggetti economici coinvolti in questa operazione “potrebbero incassare miliardi di dollari stipulando contratti per la costruzione e la gestione di strutture nucleari in Arabia Saudita”.

Trump si sarebbe “impegnato direttamente” nella realizzazione del progetto, e con lui altri funzionari di vertice dell’amministrazione Tra questi, il segretario per l’energia, Rick Perry, il senior advisor  del presidente Jared Kushner, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, e Thomas Barrack,  imprenditore molto vicino a Trump.

Gli interessi sauditi

Riad, al contrario, sostiene di essere interessata alla tecnologia nucleare nella prospettiva di diversificare la propria economia, troppo dipendente dal petrolio. Già nell’aprile 2016, il Regno saudita aveva optato per un cambiamento radicale della strategia energetica, basato sulla diversificazione, su privatizzazioni e tagli alle sovvenzioni pubbliche.

L’Arabia Saudita è uno dei principali produttori di idrocarburi, ma è anche un consumatore vorace di energia, in particolare di quella elettrica. Riad utilizza più di un quarto della sua produzione di greggio per il funzionamento delle centrali elettriche. Se l’offerta non venisse diversificata, entro il 2030 il Regno rischierebbe di consumare per intero la propria produzione di petrolio. In questo quadro, le centrali nucleari si presentano come una delle principali opzioni, accanto alle energie rinnovabili.

Lo scandalo nucleare saudita

“Un segno dell’ipocrisia americana”, è stato il commento del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, alla notizia del trasferimento di tecnologia nucleare all’Arabia Saudita. “Giorno dopo giorno diventa sempre più chiaro al mondo ciò che per noi è sempre stato evidente: la reale preoccupazione degli Stati Uniti non sono né i diritti umani né il programma nucleare”.

Il ministro iraniano fa riferimento alla recente decisione di Washington (maggio 2018) di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, siglato nel luglio 2015 tra Teheran, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina – e la Germania.

Trump aveva deciso di ritirarsi dal patto, che prevedeva la limitazione del programma nucleare iraniano in cambio di minori sanzioni internazionali contro l’Iran, affermando che aveva ormai fallito, non riuscendo a limitare “le attività destabilizzanti dell’Iran a sostegno del terrorismo”. 

Le parole del presidente iraniano, Hassan Rouhani, sulla vicenda tradiscono l’estrema tensione tra Teheran e Washington. “Lo scontro tra l’Iran e l’America ha raggiunto il livello massimo. L’America ha fatto tutto quello che era in suo potere contro di noi”.