Fra le priorità dell’amministrazione Usa appena insediatasi c’è, naturalmente, la lotta al Covid-19 e il piano vaccini. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, l’amministrazione Biden dal prossimo 11 febbraio inizierà ad inviare direttamente i vaccini alle farmacie, in modo da ampliare la possibilità per gli americani di ricevere l’immunizzazione. “Milioni di americani vanno nella loro farmacia di zona ogni giorno per le medicine, il vaccino antiinfluenzale ed altro” ha detto Jeff Zients, il coordinatore della risposta della Casa Bianca al Covid, illustrando il programma che inizierà la prossima settimana con un gruppo pilota di 6500 negozi che riceveranno un totale di un milione di dosi. Dopo questa fase iniziale, ha spiegato, il programma potrà ampliarsi.
Come ricorda l’Adnkronos, Biden nei giorni scorsi ha annunciato una serie di misure destinate a rafforzare la disponibilità e la distribuzione di vaccini anti-Covid, in modo da immunizzare 300 milioni di americani entro la fine dell’estate o al più tardi inizio autunno. Attualmente sono 32 milioni gli americani vaccinati. Parlando di “un’impresa da tempi di guerra”, Biden ha assicurato che il paese dispone ora “di una strategia nazionale” per sconfiggere il coronavirus. “Completa, basata su dati scientifici, non sulla politica. Sulla verità, non sulle negazioni, ed è precisa”. Tra gli sforzi preannunciati, l’acquisto di ulteriori cento milioni di dosi da Pfizer/BioNTech e altri 100 da Moderna, i due antidoti approvati dalla US Food and Drug Administration.
Il piano di Joe Biden ricco di ostacoli
L’ambizioso piano del presidente dem per contrastare la pandemia da Covid-19 deve però affrontare alcuni ostacoli, e non di poco conto. Durante la campagna elettorale, Joe Biden ha promesso che avrebbe portato alla Casa Bianca un team competente e collaudato per gestire la risposta alla pandemia, imponendo rigide linee guida di salute pubblica. Il suo team è arrivato alla Casa Bianca con un piano anti-Covid da 200 pagine pronto per essere messo in pratica. Ma come riferisce Politico, dopo una settimana di lavoro, il team di Biden sta ancora cercando di individuare più di 20 milioni di dosi di vaccino che sono state precedentemente inviate negli stati: un “mistero” che sta mettendo in crisi il piano. Solo una piccola percentuale – circa 2 milioni, spiegano i funzionari della Casa Bianca – è dovuta a ritardi nella comunicazione dei dati. Ciò significherebbe che il resto della fornitura – 18 milioni – è inscatolato nei magazzini, inattivo nei congelatori o rimasto altrove nelle complesse e macchinose operazioni di distribuzione che va dall’amministrazione centrale ai singoli stati.
Preoccupano le varianti del virus
Secondo quanto riferito dalla testata americana, in generale, la situazione sui vaccini per il team anti-Covid di Joe Biden è più complicata di quanto si potesse pensare all’indomani dell’insediamento della nuova amministrazione. Lo stesso presidente Usa ha avvertito che “il programma di vaccinazione è in condizioni peggiori di quanto ci aspettassimo”, facendo eco alle dichiarazioni del Capo di Gabinetto della Casa Bianca, Ron Klain, secondo il quale “un piano anti-Covid prima non esisteva”. A preoccupare Washington anche le varianti del coronavirus. L’emergenza sulle nuove varianti al Covid deve suonare come un “campanello d’allarme” per gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato di recente dall’immunologo Anthony Fauci. Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha citato studi della Johnson & Johnson e Novavax da cui risulta che i loro vaccini hanno mostrato “protezione sulle varianti” ma “in percentuale minore” rispetto a quanto previsto. La Johnson & Johnson ha comunicato che i suoi vaccini hanno risposto con successo nel “66 per cento” di casi moderati e gravi di Covid, ma sono risultati “meno efficaci” sulle varianti emerse per la prima volta in Sud Africa.
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