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François Fillon è in grossa difficoltà, Un recente  sondaggio realizzato per FranceInfo svela come  circa sei francesi su dieci, l’equivalente del 61%, avrebbe adesso una “cattiva opinione” del candidato dell’Ump per l’Eliseo. Solo pochi giorni fa, invece, Fillon era l’esponente strafavorito per sfidare  Marine Le Pen al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, adesso, solamente  il 38% degli intervistati dice di essere disposto a votarlo o comunque di apprezzarlo, ben 4 punti percentuali  in meno rispetto al precedente dato, quello dello scorso ’8 gennaio, neppure tre settimane fa.  Da quando Le Canard Enchainé, un settimanale, ha accusato Penelope Fillon, la moglie di Francois, di essere stata pagata per otto anni quale assistente parlamentare del marito senza che della sua presenza effettiva al lavoro risultino testimonianze effettive, la strada per l’esponente amante della Formula 1 si è fatta più che in salita. Quello che è stato ribattezzato ‘Penelopegate’ sta rischiando di far virare Fillon, sotto il punto di vista dell’immagine, verso una direzione completamente opposta rispetto a quella che il repubblicano aveva tracciato per la sua campagna elettorale: “rettitudine”ed “onestà”, insomma, le parole d’ordine impresse nei discorsi pubblici dell’ex primo ministro, potrebbero risultare molto meno credibili all’orecchio dell’elettore. Si rincorrono, allora, le voci di una possibile sostituzione in corsa, ipotesi più fantapolitica che realistica, ma comunque possibile, dato il continuo mutare della situazione politica in Francia.Fillon e la moglie, intanto,  sono stati sentiti dai giudici: i media francesi sostengono che i magistrati abbiano aperto un’inchiesta per appropriazione indebita e abuso di beni sociali. I 500 mila euro guadagnati da Penelope, dunque, potrebbero essere frutto di un lavoro fittizio e non di una vera e propria collaborazione parlamentare. Un nuovo articolo del settimanale, la cui uscita è prevista per oggi, 1 Febbraio, il rilancia parlando di cifre ancor più grandi: 831.440 euro lordi. Si dice, inoltre, che Penelope Fillon  sarebbe stata assistente parlamentare anche tra il 1988 e il 1990.  Il programma elettorale di  Fillon ha come cardine essenziale una sfilza di provvedimenti tesi a tagliare l’impiego pubblico e la discordanza tra quanto richiesto ai francesi, un vero e proprio shock in materia economica, e l’apertura del Fillongate, ha fatto sì che nell’Ump si cominciassero a tessere le fila di un possibile piano B. Se Fillon dovesse essere rinviato a giudizio, infatti, la prosecuzione della sua campagna elettorale diverrebbe in serissimo dubbio. Alain Juppè per ora nicchia e smentisce qualunque ipotesi di sostituzione, ma nel caso in cui Fillon saltasse, la scelta non potrebbe che ricadere su di lui. Il fondatore dell’Ump, infatti, essendo arrivato secondo alle primarie, sarebbe il candidato naturale alla successione di Fillon, il quale, dunque, da presidente in pectore qual era, potrebbe finire nel dimenticatoio, tutto nell’arco di pochissime settimane. In queste ultime ore, però, si parla insistentemente di François Baroin, ex ministro dell’Istruzione e di Xavier Bertrand,  ex ministro dei Trasporti e della Sanità. Marine Le Pen e Macron intano gongolano: il Front National si è immediatamente scagliato contro quanto sta accadendo a Fillon per mezzo delle dichiarazioni di David Rachline, direttore della campagna elettorale e di Florian Philippot, braccio destro di Marine Le Pen. Emmanuel Macron, dal canto suo, sta cercando di allargare il proprio consenso anche ai delusi del centrodestra ed un ballottaggio che sembrava ormai scontato nei protagonisti, una sfida tutta a destra tra l’Ump e il Front National, potrebbe essere diametralmente sconvolto, declinandosi in uno scontro tra due completi outsiders. Nel caso Fillon saltasse, in fin dei conti, Alain Juppé sarebbe chiamato ad discreto miracolo.

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