C’è un episodio che sembra marginale ma non lo è affatto che riguarda lo Spygate, l’inchiesta americana al centro del dibattito politico anche in Italia dopo la visita a Roma della scorsa settimana del Procuratore generale William Barr e di John Durham. Vale dunque fare un passo indietro. Era il 18 giugno scorso e il presidente Donald Trump era in collegamento telefonico con Sean Hannity, celebre anchorman di Fox News, dopo aver dato ufficialmente avvio alla campagna per le presidenziali del 2020 a Orlando, in Florida.

In diretta telefonica il presidente Usa accusò di fatto Paesi stranieri – tra cui l’Italia – di aver “spiato” la sua campagna nel 2016 e di aver “cospirato” contro di lui. L’anchorman Sean Hannity chiese al presidente se i “gruppi di intelligence ai massimi livelli” di “Italia, Gran Bretagna e Australia” fossero stati coinvolti nell’aver spiato “cittadini americani e violato leggi americane”. Il tycoon, in diretta, non smentì l’affermazione di Hannity e aggiunse: “E l’Ucraina. Attenzione all’Ucraina. Come è accaduto che l’Fbi non abbia preso i server? Podesta ha detto loro di togliersi dai piedi. Come mai non hanno preso i server del Comitato nazionale democratico?”. La “non smentita” di Donald Trump alla domanda del giornalista equivale a una “bomba” completamente ignorata nel nostro Paese e confermerebbe, almeno nelle parole del presidente americano, il coinvolgimento – tutto da definire – dell’Italia nella vicenda.

Nello stesso periodo Il procuratore generale William Barr e John Durham diedero il via all’indagine che ha lo scopo di accertare se funzionari di alto rango in varie agenzie governative americane hanno abusato del loro potere al fine di condurre una raccolta di informazioni illecita su una campagna presidenziale a fini politici, nonché di chiarire il ruolo dei servizi segreti dei Paesi alleati degli Stati Uniti sopra citati.

Lindsey Graham commenta la lettera inviata a Giuseppe Conte

Nei giorni scorsi, il senatore repubblicano Lindsey Graham, a capo del Comitato giudiziario del Senato degli Stati Uniti e molto vicino al Donald Trump, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, al primo ministro inglese Boris Johnson e a quello australiano Scott Morrison, in cui invita ed esorta i tre Paesi alleati degli Usa a cooperare con il Dipartimento di Giustizia in merito all’inchiesta sulle origini del Russiagate. Il Senatore sottolinea come le agenzie governative e la comunità di intelligence degli Stati Uniti “abbiano fatto affidamento sull’intelligence straniera” come parte dei loro sforzi “per indagare e monitorare le elezioni presidenziali del 2016”.

Intervenuto su Fox News, Graham commenta l’invio della lettera e attacca i media come il New York Times, che hanno dipinto la visita del procuratore generale a Roma come un tentativo di fare pressione su un governo straniero per un tornaconto politico. “Barr deve parlare con l’Australia, con l’Italia e il Regno Unito per scoprire se i loro servizi di intelligence hanno agito in modo improprio con i nostri servizi di intelligence nell’aprire un’indagine di controspionaggio sulla campagna di Trump”, ha sottolineato Graham.

Anche Rudy Giuliani puntò il dito contro l’Italia

Ancora più esplicito di Donald Trump sul possibile coinvolgimento del nostro Paese è stato il suo avvocato ed ex sindaco di New York, Rudy Giuliani. Ospite lo scorso 9 agosto di Sean Hannity su Fox News, dove era stato chiamato a commentare gli ultimi sviluppi dell’inchiesta Spygate, Rudy Giuliani ha confermato che le indagini del procuratore Durham sulla condotta opaca dell’agenzia si stanno concentrando anche sull’Italia e sul ruolo del nostro Paese nel 2016. “Non puoi credere a ciò che verrà fuori”, ha sottolineato l’ex sindaco della Grande Mela. “Questi sono crimini che colpiscono al cuore la nostra repubblica”, ha aggiunto. “Queste persone avevano un progetto per impedire che il candidato repubblicano venisse eletto e poi hanno messo in atto un piano per rimuoverlo dalla carica basandosi su false prove e false testimonianze. Il tutto è stato inventato sin dall’inizio e l’hanno venduto ai nostri media. È una tragedia!”, ha commentato Giuliani.

Secondo Giuliani ci sarebbe stata una cospirazione internazionale contro il presidente Usa: “Ci sono molte prove di ciò che è accaduto in Ucraina. Numerose prove di ciò che è accaduto nel Regno Unito. In Italia. Questa è stata una cospirazione globale che ha cercato di privare il popolo americano della persona che ha eletto presidente”. “Sembra che il procuratore John Durham stia spendendo molto del suo tempo in Europa”, ha annotato Hannity. “So perché sta trascorrendo molto tempo in Europa – ha replicato l’avvocato di Trump – Passa molto tempo a indagare su Ucraina, Italia, Regno Unito e Australia”. Dichiarazioni – dell’agosto scorso – che confermavano già i viaggi di William Barr nel nostro Paese.