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Il capo del comando nord, generale Glen VanHerck, ha informato il senato degli Stati Uniti che la Russia avrebbe dispiegato in Messico il numero maggiore di spie che in qualsiasi altro paese nel mondo. L’informazione viene diffusa in parallelo ai reclami dell’ambasciatore americano, Ken Salazar, per una funzione che, nel congresso, ha inaugurato il gruppo di amicizia Messico-Russia, dove hanno presenziato diplomatici del Cremlino. L’iniziativa è stata promossa da rappresentanti di Morena, il partito del presidente Andrés Manuel López Obrador, il Partito del Lavoro, della coalizione di governo, e il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che domina la scena politica nazionale da oltre 70 anni. Un gruppo Messico-Stati Uniti era già stato istituito, ma Salazar ha contestato l’opportunità, da parte dei deputati, di conformarne uno per il dialogo con la Russia, indicando in maniera aperta che ci si aspetta che il Messico prenda le distanze da Mosca per il conflitto in corso in Ucraina.

Nella sessione della commissione parlamentare sulla difesa, VanHerck ha comunicato che il servizio di spionaggio militare Glávnoye Razvédyvatelnoye Upravlenie (Gru), il più potente dei tre di cui è dotata la Russia e addestrato per missioni di alto rischio, sarebbe posizionato in Messico, attraverso un’importante base operativa, con il mandato di incursionare negli Stati Uniti e influire nelle decisioni interne e la sicurezza nazionale. Secondo il generale, l’instabilità creata dai cartelli del narcotraffico, con una fitta rete di corruzione nello stato e l’incessante violenza sociale, genera opportunità per azioni mirate ai danni degli interessi statunitensi. Inoltre, Cina e Russia avrebbero intensificato le campagne di disinformazione contro l’amministrazione Biden nell’area geostrategica di responsabilità del comando. VanHerck è parte di una corrente di pensiero che identifica nella Russia il vero pericolo per gli Stati Uniti, per via della sua capacità bellica, e non la Cina, considerata una minaccia di lungo termine. Le affermazioni, non suffragate da prove, sono state dismesse dal Cremlino come propaganda priva di fondamento con il solo scopo di isolarlo.

Per tale clima di accusa, ha giocato a favore la notizia che uno scienziato messicano, Héctor Alejandro Cabrera Fuentes, arrestato all’aeroporto di Miami, lo scorso febbraio, si sia dichiarato colpevole, in una corte degli Stati Uniti, di essere un agente di Mosca. Cabrera Fuentes aveva stabilito contatti con funzionari russi, durante un dottorato in medicina in Europa e, in seguito, avrebbe ricevuto istruzioni di localizzare il veicolo di un agente del Fbi. La tempistica delle dichiarazioni di VanHerck, e di quelle dell’ex procuratore generale William Barr, il quale, solo pochi giorni prima, aveva annunciato che López Obrador, a fronte della escalation criminale, avrebbe perso il controllo del paese, preparano il terreno alla militarizzazione della frontiera con il Messico, cominciata con il dispiegamento di 2.050 truppe della guardia nazionale, con la copertura dell’aviazione, per il rilevamento e l’analisi di intelligence. Barr, nel 1989, consigliere legale della presidenza, giustificò l’invasione del Panama. All’audizione ha assistito anche, Laura Richardson, generale del comando sud, che si estende dal Centroamerica alla Patagonia, confermando la versione esposta dal collega, circostanza che incute preoccupazione nell’intera regione.

La Gru venne creata nel 1918 dal consiglio militare rivoluzionario dell’Armata Rossa, sotto la guida di Leon Trotsky. Il suo obiettivo iniziale fu quello di coordinare le agenzie dell’esercito, per questa ragione rimase a lungo sconosciuta ai servizi stranieri. Sopravvissuta alla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, le si attribuisce la diffusione dei messaggi di posta elettronica di Hillary Clinton che influirono sulla sua corsa alla Casa Bianca, un tentativo di colpo di stato in Montenegro, e l’avvelenamento della ex spia russa, Sergei Skripal, in Gran Bretagna. López Obrador ha assicurato di non avere informazioni sulla supposta presenza massicia di personale della Gru, aggiungendo che pur rispettando la libera espressione delle idee, il Messico è indipendente e sovrano e, soprattutto, non è colonia di nessuno. Non va dimenticato che, nel 1848, venne costretto a cedere il 55 per cento del proprio territorio, a causa dell’aggressione degli Stati Uniti e la sua prolongata occupazione; e, negli ultimi mesi, sta affrontando una crisi di governo per l’intromissione di Washington nella strategia energetica nazionale.

Nel mezzo della confrontazione tra Russia, Stati Uniti, e i membri dell’alleanza atlantica, sull’allargamento a est della Nato, e l’equilibrio dei poteri nel nuovo ordine mondiale, sebbene il governo messicano abbia votato a favore di una risoluzione delle Nazioni Unite a condanna della guerra in Ucraina, si è rifiutato di aderire alle sanzioni economiche contro la Russia, rivendicando indipendenza nella propria politica estera. Non solo non ha esaudito la richiesta di Kiev di aiuti militari, ma ha espresso il proprio dissenso rispetto all’armamento dell’Ucraina ad opera di attori esterni. Per Washington, questa risolutezza costituisce una preoccupante crepa nella posizione di un paese chiave in America Latina, regione dove la Russia conta con un seguito non comparabile altrove. In tre anni, il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha visitato il Messico in due occasioni, il suo omologo è stato ricevuto a Mosca, e l’anno scorso Putin ha sostenuto colloqui diretti con il premier messicano.

Ció di cui non si è parlato a sufficienza è il fatto che uno degli acquartieramenti di punta della Central Intelligence Agency (Cia), dall’inizio della guerra fredda, si trova in Messico. Servita per pianificare e portare a termine colpi di stato, supportare regimi dittatoriali, coordinare l’addestramento di squadroni della morte, e favorire repressioni violente fino al genocidio, continua a funzionare da centro strategico per lo spionaggio in tutta l’America Latina. Alla Cia, si sommano le operazioni dell’intelligence militare (Dia), dell’agenzia di sicurezza nazionale (Nsa), e dell’iniziativa nazionale per l’investigazione di attività sospette (Nsi). Non a caso, l’ambasciata degli Stati Uniti a Città del Messico conta con oltre mille funzionari.

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