La Guerra fredda (“nuova” solo a parole, perché in realtà è sempre la stessa anche da quando è caduta l’Unione sovietica) continua a imperversare in Europa, e questa volta entra direttamente nel Parlamento europeo. I servizi segreti di Varsavia hanno infatti annunciato che il 31 maggio scorso hanno arrestato un cittadino polacco, tale Janusz N., sembra un ex reporter, che avrebbe condotto operazioni in favore della Russia in Europa. Secondo le accuse della Agencija Bezpieczenstwa Wewnetrznego (Abw), il controspionaggio polacco, l’uomo si muoveva per i corridoi delle sedi europee cercando continuamente contatti con i suoi connazionali e con personalità di altri paesi. L’obiettivo, a detta dei pubblici ministeri di Varsavia, era quello di colpire la posizione polacca all’interno dell’Unione europea, rafforzando la strategia di Mosca. “Le sue attività facevano parte di uno sforzo di propaganda e disinformazione russo volto a minare la posizione della Polonia nell’Ue e a livello internazionale”, hanno confermato i procuratori. E a conferma di queste mosse, gli 007 polacchi hanno detto che durante la perquisizione nell’appartamento del sospettato hanno trovato contanti per una cifra equivalente a 80mila euro e una serie di apparecchiature informatiche che potevano essere usati per operazioni di hacking e di spionaggio.

Da Mosca per ora non sono arrivate reazioni. Il Cremlino è da tempo al centro delle accuse delle intelligence europee per presunte operazioni di disinformazione e di spionaggio. Il caso di Walter Biot, l’ufficiale di Marina arrestato in Italia per aver ceduto dati ai russi, è solo l’ultimo di una lunga serie di arresti e di accuse rivolte agli agenti di Mosca. Ma con l’avvento della nuova presidenza democratica negli Stati Uniti, l’impressione è che sia partito una sorta di tacito ordine dei servizi Nato ed europei per far luce su qualsiasi legame degli agenti del Cremlino con i paesi del blocco atlantico. E il fatto che questo arresto arrivi proprio in concomitanza con lo sbarco di Joe Biden in Europa potrebbe non essere un caso, soprattutto perché lo stesso presidente incontrerà Vladimir Putin alla fine del suo tour nel Vecchio Continente.

Non è un mistero che Biden abbia messo nel mirino la Russia. Nel tipico modo di pensare dei democratici americani, il presidente russo rappresenta un avversario particolarmente sgradito che preoccupa soprattutto perché è riuscito in questi anni a mantenere il potere e a realizzare la propria agenda strategica nonostante un accerchiamento sia dal punto di vista politico che finanziario, nonché militare. La Casa Bianca (e con essa la Nato)  è molto preoccupata dalle attività russe in Europa e non ha mai nascosto questa percezione del Cremlino come di un avversario strategico sia nel Vecchio Continente che in Medio Oriente. E anche per questo motivo ha da subito chiesto ai partner europei e atlantici delle prove tangibili di allineamento, in modo da evitare pericolose “incomprensioni” nei rapporti internazionali. L’arresto di un agente al soldo dei russi è in questo senso una sorta di prova di forza che serve a far comprendere “da che parte stare”.

Sulla Polonia, dubbi in tal senso è difficile averne. Varsavia ha scelto nettamente di virare verso l’Occidente e in particolare verso gli Stati Uniti, sicuramente più apprezzati rispetto all’Unione europea. Lo conferma anche il pieno sostegno ai dissidenti bielorussi contro Aleksandr Lukashenko. Ma la Polonia con questa mossa ha anche voluto lanciare un segnale nei confronti di Bruxelles, soprattutto per la divisione ideologica che divide l’establishment polacco dal mondo liberal Ue. Varsavia ha assunto un ruolo di primo piano come partner degli Stati Uniti in Europa orientale (sia in chiave militare che diplomatica), ma l’arresto di Janusz N., che “minava la posizione della Polonia in Ue”, sta a indicare anche un segnale di saldatura di un legame con Bruxelles che nel tempo si era lacerato. Con la nuova presidenza democratica in Usa, la Polonia sa di poter migliorare la sua posizione in tutta la regione. E per questo ha bisogno del sostengo di tutto l’Occidente.

Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY