Sparatorie negli Usa e in Canada, stragi narcos in Messico: il prossimo Mondiale di calcio ha un problema sicurezza

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È possibile organizzare l’evento sportivo più seguito al mondo in un Paese in cui avvengono attentati nei confronti di personalità di spicco durante incontri pubblici? È una domanda che in molti si stanno ponendo, dopo l’omicidio del propagandista di estrema destra Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre da un cecchino durante una conferenza alla Utah Valley University.

La prossima estate, gli Stati Uniti ospiteranno i Mondiali di calcio assieme a Canada e Messico, ma è noto a tutti che saranno la sede principale dell’evento. 11 stadi su 16 sono negli USA, e al loro interno si disputeranno la maggior parte delle 104 partite previste, compresa la finale del 19 luglio, che sarà al MetLife Stadium in New Jersey. Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino hanno più volte lasciato intendere il ruolo centrale del Paese nell’organizzazione del torneo.

I dubbi attorno alla capacità degli Stati Uniti di gestire un simile evento erano emersi nell’estate del 2024, quando gli USA avevano ospitato la Copa América e si erano verificati seri disordini in occasione della finale tra Argentina e Colombia. Di nuovo, la questione della sicurezza negli USA è tornata d’attualità nei mesi scorsi, durante il Mondiale per Club. La competizione si è svolta senza particolari problemi, ma in parallelo il governo Trump aveva militarizzato diverse grandi città a causa delle proteste contro l’ICE.

Usa, 309 sparatorie in 8 mesi

Ora, il tema della sicurezza riguarda una questione ben diversa, slegata da episodi isolati e facilmente limitabili: quella della violenza causata dalla libera circolazione delle armi da fuoco. Nei primi otto mesi del 2025, negli Stati Uniti si sono verificate in tutto 309 sparatorie, che hanno causato la morte di 302 persone e il ferimento di altre 1.354. Questi dati non contano i più recenti episodi in Maryland, in Colorado e a Minneapolis: solo queste tre sparatorie hanno causato 4 morti e 25 feriti. Nel 2024, Donald Trump ha subito due attentati; lo scorso aprile, un uomo ha cercato di uccidere il governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro, mentre il giugno successivo la deputata democratica del Minnesota Melissa Hortman è stata assassinata assieme al marito.

La FIFA, per adesso, non interviene, come del resto sta facendo nei confronti di tutte le serie problematiche politiche legate al prossimo Mondiale, come ad esempio il discusso travel ban di Trump. Eppure, la sicurezza attorno ai grandi eventi sportivi negli Stati Uniti è tutt’altro che scontata. Nel febbraio 2024, 40 persone furono ferite e una addirittura uccisa a causa di una sparatoria durante la parata dei Kansas City Chiefs per la vittoria del Super Bowl. In quell’occasione, era stato The Athletic, uno dei più influenti siti sportivi a livello globale, a porre delle domande in merito alla sicurezza nella Coppa del Mondo, ottenendo dalla FIFA solo vaghe rassicurazioni.

E quanto al Messico…

Sebbene la situazione negli USA sia di gran lunga quella maggiormente sotto gli occhi di tutti, però, anche i Paesi co-ospitanti del torneo hanno i loro problemi. Il Messico è notoriamente segnato da episodi di violenza efferati, legati in particolar modo ai cartelli del narcotraffico. Lo scorso agosto, la CNN segnalava che nello Stato di Sinaloa gli omicidi sono cresciuti del 400% nell’ultimo anno, come conseguenza dell’arresto in Texas di Ismael “El Mayo” Zambada, uno dei leader storici della locale organizzazione criminale. Per contro, la prossima estate la regione non ospiterà nessuna partita del Mondiale, dato che le sedi messicane saranno le più tranquille Monterrey, Guadalajara e Città del Messico.

Il Canada, sorprendentemente, non è da meno. Il più settentrionale degli stati americani ha a sua volta un molto poco raccontato problema con la circolazione delle armi da fuoco, che negli ultimi anni risulta in aumento. Questo ha portato a un’impennata nel numero delle sparatorie nel Paese, come denunciava Bloomberg nel 2023.

Ciò che legittima, però, le maggiori preoccupazioni riguardo agli Stati Uniti sono anche le parole di Trump e dei suoi sostenitori dopo l’assassinio di Kirk. Il timore che questo episodio possa rappresentare la giustificazione per politiche ancora più repressive nei confronti dei dissidenti politici è alto. Tra nove mesi, quando verrà fischiato il calcio d’inizio del Mondiale, in che condizione saranno gli USA?