Per la Spagna di Pedro Sanchez c’è una relazione da tutelare attivamente, anche a costo di concessioni politicamente pressanti: quella con il Marocco, che è Paese confinante con Madrid nelle enclave nordafricane di Ceuta e Melilla, primo affaccio oltre lo Stretto di Gibilterra del Paese iberico, antemurale contro l’immigrazione clandestina, importante partner economico.
Un Paese strategico e in continua crescita, con il quale Madrid ha siglato più volte importanti partnership (si pensi anche alla scelta di organizzare congiuntamente, col Portogallo, il Mondiale di calcio 2030) di cui l’ultimo esempio è stato l’accordo concluso a Madrid da Sanchez con l’omologo marocchino Aziz Akhannouch il 4 dicembre scorso a La Moncloa, sede dell’esecutivo iberico.
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Madrid-Rabat, una relazione in ascesa
Si tratta del più importante accordo dopo la dura crisi di confine del 2021-2022, che ha messo sotto pressione i commerci bilaterali e mandato in crisi la strategia di Madrid per Rabat. Mostrando, inoltre, il ruolo strategico e sistemico del Marocco per la Spagna. Certificato, negli anni scorsi, dalla sostanziale accettazione da parte di Madrid della posizione marocchina sul Sahara Occidentale, ex colonia spagnola che il Marocco occupa nella sua quasi totalità e per cui propone uno status di autonomia che priverebbe il popolo saharawi dell’aspirazione alla sovranità.
Un cortocircuito, se si pensa che Madrid da un lato riconosce le aspirazioni del popolo palestinese, ha definito “genocida” la guerra di Israele a Gaza e si batte per un’ampia strategia di mediazione e diplomazia e dall’altro ha sul territorio saharawi una posizione solo poco meno netta di quella di Tel Aviv, che ai sensi degli Accordi di Abramo è uno dei quattro Paesi (assieme agli Usa, al Togo e al Paraguay) a riconoscere unilateralmente la sovranità di Rabat sul Sahara senza chiedere contropartite autonomiste. Ma dal 2022 a oggi il cambio di rotta di Madrid ha riaperto le trattative per una distensione ibero-marocchina che per Sanchez è parsa pienamente necessaria.
Middle East Observer ne ha parlato a proposito degli accordi di Madrid del 4 dicembre e ha sottolineato che “le relazioni si sono evolute da un approccio reattivo alla gestione delle crisi a un partenariato strategico che comprende settori vitali come la sicurezza, l’economia, l’energia, le migrazioni e un coordinamento politico senza precedenti”.
Immigrazione, Sanchez punta sul Marocco
In particolare, il governo spagnolo, per mantenere la sua politica di apertura sul fronte interno e di inserimento massiccio di lavoratori e personale qualificato tramite i canali di immigrazione legale ha avuto bisogno del sostegno marocchino al valico di Ceuta sul fronte del contrasto ai transiti illeciti e, scrive Meo, nel 2025 ne ha pienamente usufruito, dato che “il Marocco è diventato un partner chiave per la sicurezza, sventando oltre 34.000 tentativi di migrazione irregolare da gennaio al 17 dicembre. Nel complesso, gli arrivi in Spagna sono diminuiti del 40,4%, attestandosi a circa 36.000 persone nel 2025, rispetto alle oltre 60.000 nello stesso periodo del 2024, secondo i dati del governo spagnolo”.
In cambio, il Marocco ottiene copertura politica e spunti positivi in termini di mercato, dato che il ministro delle Finanze Marocchino Nadia Fettah ha ricordato, parlando con El Economista, che il commercio bilaterale cresce del 9% annuo, attestandosi in prospettiva nel 2025 a 20 miliardi di euro (11 miliardi di export spagnolo e 9 di vendite marocchine oltre le Colonne d’Ercole). L’incremento cumulativo dal pre-Covid, l’anno 2019, è del 59%.
Il florido asse Spagna-Marocco
L’export agroalimentare del Marocco, in particolare, sta conquistando il mercato spagnolo, mentre il mercato iberico si valorizza utilizzando lo scalo logistico di Tangeri, tra i porti per il trasporto intermodale e il transhipping più importanti del Mediterraneo e non solo, come hub strategico per distribuire nel mondo le merci spagnole.
L’ingresso dell’operatore principale di Tanger-Med, Marsa Maroc International Logistics col 45% del capitale in Boluda Maritime Corporation, un’importante compagnia spagnola della logistica portuale partner in diversi settori anche del colosso Msc guidato dall’italiano Gianluigi Aponte, mostra quanto le interconnessioni geologistiche spingano la relazione ispano-marocchina. Un patto di potere e interesse che per Sanchez rappresenta un’importante forma di compromesso per sostenere il Paese e le prospettive politiche di un esecutivo che vuole durare fino a scadenza di mandato, nel 2027.
In quest’ottica, risulta profondamente sacrificata la questione del Sahara Occidentale, “Gaza del Nord Africa” su cui il Marocco sta costruendo un indubbio consenso geopolitico. Passante anche per la necessità di Madrid di ricorrere a quei dolorosi doppi standard di cui, piaccia o meno, la politica internazionale è piena.