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Rientrata definitivamente la tensione diplomatica tra Marocco e Spagna. I due Paesi, ai ferri corti l’anno scorso per via dell’ospitalità offerta da Madrid al leader del Polisario Brahim Ghali, hanno riallacciato importanti rapporti diplomatici. A dimostrarlo è la lettera inviata dal premier spagnolo Pedro Sanchez al Re del Marocco, Mohammed VI. Nella missiva, oltre a toni riconcilianti e alla volontà comune tra i due governi di collaborare per le più importanti questioni regionali, anche il riconoscimento da parte spagnola della proposta marocchina dell’autonomia per risolvere la questione relativa al Sahara.

Il riavvicinamento tra Madrid e Rabat

Sembrano lontani i tempi di quando tra le due sponde del Mediterraneo si è abbattuta una delle più recenti gravi crisi diplomatiche. Tutto era nato dalla notizia della presenza, all’interno di una clinica di Saragozza, di Brahim Ghali. Si tratta del nemico numero uno del Marocco. Capo degli indipendentisti del Polisario, la formazione in guerra con Rabat per la rivendicazione della sovranità del Sahara, Ghali è stato ricoverato in Spagna per i postumi di una forma grave di Covid-19. Quando la notizia si è diffusa, la diplomazia marocchina ha espresso la sua contrarietà. Secondo il Marocco, Ghali è responsabile di numerosi attacchi contro Rabat e attualmente la sua figura è ritenuta come una delle principali minacce alla sicurezza nazionale. Da qui lo screzio con le autorità spagnole. Un botta e risposta che ha portato anche ad alcuni episodi importanti. Ad esempio, è ricollegabile al deterioramento dei rapporti politici tra i due governi la crisi dei migranti di Ceuta del maggio 2021, quando in poche ore migliaia di immigrati sono riusciti ad attraversare i confini con l’enclave iberica.

Mesi di tensioni e screzi quindi spazzati via da un riavvicinamento a cui entrambe le diplomazie hanno lavorato per mesi. La fine delle diatribe si è avuta con la lettera del premier Pedro Sanchez al sovrano marocchino. Nella missiva a spiccare è soprattutto un elogio rivolto a Rabat per l’approccio attualmente tenuto sul Sahara: “Il governo spagnolo – si legge – elogia gli sforzi seri e credibili del Marocco nel quadro delle Nazioni Unite per cercare una soluzione mutuamente accettabile”. Poche frasi che segnano l’inizio di una nuova fase distensiva tra le il Paese iberico e il regno marocchino. Una svolta non molto attesa in realtà: dopo il congelamento delle posizioni di dodici mesi fa, per tornare a vedere Rabat e Madrid camminare lungo lo stesso sentiero diplomatico i più ottimisti scommettevano su un’attesa di alcuni anni.

Sanchez: “Sì alla proposta marocchina sull’autonomia”

Come detto, fulcro della lettera recapitata nel palazzo reale di Rabat è stata la questione relativa al Sahara. La Spagna riconosce la prospettiva data dalla proposta sull’autonomia. Si tratta del progetto politico, presentato per la prima volta in sede Onu nel 2007 dal Marocco, secondo cui Rabat rivendica la sovranità sul Sahara, regione considerata come parte integrante del proprio territorio e della propria storia, in cambio di un’autonomia speciale da concedere alle future autorità regionali. Attualmente il Sahara è inserito dall’Onu nella lista dei “territori non autonomi”. La sovranità marocchina da diversi Paesi, tra questi nell’autunno 2020 si sono aggiunti gli Stati Uniti. In 25 hanno aperto una rappresentanza consolare nella regione. Il Marocco chiede da tempo all’Europa di attuare la stessa decisione di Washington e riconoscere ufficialmente il Sahara come territorio marocchino.

Per questo la svolta di Madrid ha assunto ancora maggiore significato: “La Spagna riconosce l’importanza della questione del Sahara per il Marocco – si legge ancora nella lettera scritta da Pedro Sanchez – e a questo proposito la Spagna considera l’iniziativa marocchina di autonomia presentata nel 2007 come la base più seria, realistica e credibile per la risoluzione di questa controversia”. Non si tratta di un riconoscimento della sovranità marocchina, ma è comunque un passo importante verso questa direzione. Un passo peraltro che succede di poco a quello della Germania. Dopo l’insediamento del nuovo governo di Olaf Scholz, Berlino si è detta favorevole alla proposta marocchina sull’autonomia. L’Ue quindi potrebbe gradualmente schierarsi definitivamente con il Marocco, aprendo la strada a un definitivo riconoscimento della sovranità di Rabat.

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