C’è la mano del finanziere George Soros dietro alle proteste contro il giudice Kavanaugh. Lo scorso 6 ottobre, con 50 voti a favore e 48 contrari, il Senato ha confermato l’elezione del giudice scelto da Trump, che si appresta a sostituire Anthony Kennedy alla Corte Suprema. A presiedere la votazione c’era il vicepresidente Mike Pence, costretto a sospendere le operazioni di voto in seguito alle proteste dei manifestanti in aula. Nel frattempo, la polizia arrestava circa 300 persone, tra cui l’attrice Amy Schumer e la modella Emily Ratajkowski.

Muniti di cartelli con scritto “No Kavanaugh” e “Kavanaugh mente”, i manifestanti hanno espresso il loro sdegno per l’elezione di Brett Kavanaugh, finito al centro di uno scontro politico dopo che quattro donne lo hanno accusato di molestie sessuali risalenti ad almeno 30 anni fa. Secondo il Wall Street Journal, ad alimentare la protesta contro Kavanaugh c’è l’ombra del finanziere Soros e di almeno una ventina di associazioni da lui finanziate.

Trump: “Manifestanti pagati da Soros”

Il presidente Usa Donald Trump, nel commentare su Twitter la manifestazione contro il giudice da lui indicato, ha descritto “una folla inferocita e di sinistra” fatta di “dimostranti professionisti pagati da George Soros e altri”. Asra Q. Nomani è una femminista e liberale, politicamente lontanissima da Trump e più vicino al Partito democratico americano. Eppure, come spiega sul Wsj, le accuse del presidente Trump – bollate dalla stampa progressista come “complottiste” e “antisemite” – sono tutt’altro che campate per aria. “Le proteste al Campidoglio di sabato scorso sono state organizzate da gruppi di cui il signor Soros è un importante finanziatore”, spiega.

Nomani ricorda come la Women’s March avesse ricevuto ingenti donazioni da parte della Open Society Foundations, la rete “filantropica” fondata dal magnate. “Il numero di associazioni supportate da Soros è cresciuto di almeno 80 unità – sottolinea – e almeno 20 dei più importanti gruppi che hanno guidato le proteste anti-Kavanaugh di sabato hanno ricevuto finanziamenti dalla Open Society”.

Le associazioni finanziate dal magnate

Alla manifestazione contro il giudice conservatore, in effetti, hanno preso parte tutte le associazioni supportate dalla rete del finanziere: l’American Civil Liberties Union, la Leadership Conference on Civil and Human Rights, Planned Parenthood, NARAL Pro-Choice America, the Center for Popular Democracy, Human Rights Campaign e molte altre. “MoveOn.org – spiega Nomani – l’organizzazione vicina ai democratici e fondata grazie al denaro di Soros, ha inviato al suo esercito di seguaci un modulo dove poter richiedere i biglietti del treno per arrivare a Capitol Hill”.

Ad animare la protesta contro il giudice Kavanaugh c’era anche USaction (ora People’s Action) che, secondo Open Screts, nel solo 2018, ha ricevuto dal Soros Fund Management circa due milioni di dollari. “Non c’è dubbio, la conferma di Kavanaugh rappresenta un orrendo passo indietro verso il progresso. Invia anche un messaggio sbagliato ai ragazzi e ai giovani: che puoi aggredire le donne, schivare la responsabilità ed essere nominato in uno degli uffici più importanti della terra” si legge sul sito dell’organizzazione. People’s Action è una “coalizione progressista, multirazziale”, che conta oltre un milione di persone e 48 organizzazioni satelliti in 30 stati americani. 

Chi si stupisce dei metodi impiegati dal magnate dovrebbe ascoltare l’intervista nel quale lo stesso fondatore della Open Society ammette di aver avuto un ruolo cruciale nei fatti di EuroMaidan nel 2014, in Ucraina. Dopo aver finanziato le “rivoluzioni colorate” in giro per il mondo, a cominciare dalla Rivoluzione delle rose in Georgia nel 2003,  il finanziere prosegue nel supportare la “resistenza” contro Donald Trump a suon di dollari. 

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