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Se nel recente passato a Washington era la Clinton Foundation a godere delle maggiori donazioni da parte dei governi stranieri e delle più importanti società del mondo finanziario e industriale – George Soros compreso – la sconfitta elettorale di Hillary Clinton ha drasticamente cambiato le carte in tavola: a beneficiare maggiormente di questo riposizionamento è il senatore repubblicano John McCain e il suo McCain Institute. È infatti il Presidente della Commissione dei Servizi Armati del Senato Usa, rivale e concorrente del presidente Donald Trump, il nuovo beniamino di Soros e degli altri donatori liberal, un tempo devoti alla famiglia Clinton. A darne notizia è un’inchiesta del Daily Caller.

L’inaspettata sconfitta alle ultime elezioni presidenziali e i vari scandali legati alle e-mail hanno affossato i conti della Clinton Foundation: poche settimane dopo l’esito delle elezioni, infatti, le donazioni da parte dei governi stranieri sono calate dell’87% mentre quelle dal settore industriale e dalle società private sono diminuite del 37%. Una notizia devastante per i Clinton, segno inequivocabile del declino della loro influenza politica.

Soros e Rothschild puntano sul senatore McCain

Ufficialmente il, «McCain Institute for International Leadership» è un think tank con sede a Washington, che agisce in collaborazione con l’Arizone State University. La sua mission è «promuovere la leadership basata sulla sicurezza, l’opportunità economica, la libertà e i diritti umani negli Stati Uniti e in tutto il mondo». L’istituto è stato fondato nel 2012 e intitolato al senatore dell’Arizona John McCain, già candidato per il partito repubblicano alle elezioni del 2008. La lista dei maggiori donatori, tuttavia, è incredibilmente simile a quella della Clinton Foundation: a investire sul think tank del senatore troviamo il magnate e presidente della Open Society Foundations George Soros, Sir Evelyn e sua moglie Lynn Forester de Rothschild e la società di consulenza Teneo. Quest’ultima è stata fondata da Doug Band, socio di lunga data della famiglia Clinton ed ex consigliere del presidente Bill Clinton.

1 milione di dollari dall’Arabia Saudita

Non solo enti privati e presunti «filantropi» alla corte di McCain. Oltre a loro, anche i governi che prima sostenevano con importanti donazioni la Clinton Foundation ora puntano tutto sul senatore dell’Arizona e sulla sua fondazione. Tra questi c’è, per esempio, l’Arabia Saudita: dopo aver finanziato per il 20% la campagna elettorale di Hillary Clinton, Riyad ha elargito una donazione da 1 milione di dollari in favore del McCain Institute che lo stesso senatore si è rifiutato di commentare. I governi stranieri non sono autorizzati a finanziare direttamente i politici americani ma possono usare l’escamotage delle fondazioni e degli enti no-profit per far arrivare a destinazione i fondi e sperare di influenzare la politica americana.

“Un conflitto d’interesse reale”

Negli Stati Uniti, tuttavia, non tutti apprezzano questo modus operandi adottato da alcuni esponenti politici come Hillary Clinton e John McCain. Secondo Craig Holman di Public Citizen, ente no-profit che si occupa dei diritti dei consumatori e monitora le attività di lobbying, intervistato dal Daily Caller, «si tratta di un conflitto d’interesse reale. Quello del McCain Institute è un modello simile a quello della Clinton Foundation, in cui i governi e interessi stranieri donano un sacco di soldi nella speranza di acquisire influenza politica». Con queste donazioni il peso politico e l’influenza esercitata da John McCain sono in crescita. Per Trump, con il quale il senatore non ha mai avuto un buon rapporto, si tratta di una pessima notizia. 

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