Un miliardo di dollari per contrastare i governi autoritari e i cambiamenti climatici. È l’ultima, ambiziosa, iniziativa del finanziere liberal George Soros annunciata dal World Economic Forum di Davos: l’obiettivo è quello costituire un network di università impegnate “nel pensiero critico” che si occupino del cambiamento climatico e della difesa della democrazia da “dittatori” come l’arcinemico di Soros, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, da lui definito un “truffatore e un narcisista”. Si chiamerà Open Society University Network e offrirà una piattaforma internazionale per l’insegnamento e la ricerca, ha spiegato l’89enne di origini ungheresi. “Come strategia a lungo termine, la nostra migliore speranza sta nell’accesso a un’istruzione di qualità, in particolare un’educazione che rafforzi l’autonomia dell’individuo coltivando il pensiero critico e rimarcando la libertà accademica”.

“Tenendo conto dell’emergenza climatica e dei disordini in tutto il mondo, non è un’esagerazione affermare che il 2020 e i prossimi anni determineranno non solo il destino di Xi e Trump, ma anche il destino del mondo”, ha poi affermato. Il finanziere, fondatore dell’Open Society Foundations, si è scagliato, ancora una volta, contro Facebook per l’incapacità di sorvegliare la rete dei social media. “Non c’è nulla che li fermi, e penso che ci sia una sorta di operazione informale di mutua assistenza o di accordo tra Trump e Facebook”, ha detto Soros. “Facebook lavorerà per rieleggere Trump e quest’ultimo lavorerà per proteggere Facebook”. Soros ha preso di mira anche  il primo ministro indiano Modi, affermando che lo stato indiano sta “imponendo misure punitive sul Kashmir, una regione musulmana semi-autonoma, e minacciando di privare milioni di musulmani della loro cittadinanza”.

Le università che hanno aderito al progetto di George Soros

Secondo quanto riferito dal Financial Times, le università in tutto il mondo che hanno aderito al progetto del finanziere sono la Arizona State University, che ha già collaborato attivamente con la rete filantropica di Soros, l’Istituto di studi politici di Parigi (SciencesPo), la School of Oriental and African Studies di Londra, la University of Central Asia in Kyrgyzstan, l’Università Ashesi in Ghana, l’Università Brac in Bangladesh e l’Università Fulbright del Vietnam. Ma l’iniziativa del magnate coinvolgerà anche il Carnegie Council for Ethics in International Affairs di New York, la Chatham House a Londra, l’Institute for New Economic Thinking di New York e Oxford, l’Institut für die Wissenschaften vom Menschen di Vienna e il Rift Valley Institute in Kenya, oltre al Bard College di New York.

Da New York a Londra passando per l’Asia e l’Africa, la nuova rete globale delle università di Soros è in continua espansione e il lancio dell’Open Society University Network ne è la dimostrazione. Secondo il Financial Times, il finanziere avrebbe già investito negli anni ben 32 miliardi di dollari nel tentativo di diffondere gli ideali liberal-progressisti della sua agenda politica nelle università sparse per tutto il globo. Il figlio di George Soros, Alexander, ha dichiarato: “Mio padre ha capito che l’educazione è il modo migliore per garantire che i valori in cui crede possano essere rinnovati in ogni generazione “.

Il finanziere tifa per le Sardine

Come già reso noto da IlGiornale.it, il magnate appoggia il movimento delle sardine in Italia. Queste ultime, secondo il finanziere 89enne, sono destinate a trionfare contro il nazionalismo del leader leghista Matteo Salvini. “In Italia – ha dichiarato Soros nella consueta cena a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos – le sardine sono più degli squali e sono destinate a vincere”. L’anziano finanziere, promotore della “società aperta”, è giunto a questa conclusione quando ha saputo “di questo movimento spontaneo di giovani che si sono rivoltati contro Matteo Salvini” definito da George Soros “un potenziale dittatore italiano”.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME