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Questa è anche l’epoca dell'”Uomo qualunque”. Alcune forme di sovranismo-populista si appoggiano su figure che con la politica, fino a qualche tempo fa, non avevano niente a che fare. Può essere il caso di Miroslav Skoro, un esponente che si è già distinto tra le fila nazionalismo croato. Miroslav Skoro, in realtà, è sceso in politica da più di un decennio, precisamente dal 2007. Non è esattamente un neofita. Ma la sua parabola è associabile a quella di tanti altri personaggi anti-sistema ed anti-elitari che stanno comparendo sul palcoscenico ideologico occidentale.

Da Beppe Grillo, il fondatore del Movimento 5 Stelle a Jean-Marie Bigard, un attore comico francese che ventila la candidatura all’Eliseo contro Emmanuel Macron (ma anche contro Marine Le Pen): l’elenco, per quanto i protagonisti di questo macro-fenomeno differiscano per istanze e collocamento ideologico, inizia a farsi lungo. E ora ci si è messo anche Kanye West, con la sua candidatura a presidente degli Stati Uniti. Sono tutti leader o presunti tali accomunati dal fatto di non essere o di non essere stati politici di professione. Quella di Miroslav Skoro è tuttavia una piattaforma ideologica pronunciata che guarda con decisione a destra.

Miroslav Skoro era già un attore del sistema partitico croato. Ora il suo nome sta balzando agli onori delle cronache continentali. I croati si sono da poco espressi sul nuovo parlamento e i risultati fotografano una situazione che non sarà facile da risolvere. Potrebbero essere necessari proprio i parlamentari del Movimento Patriottico, la formazione di Skoro, anche se i conservatori per adesso frenano qualsiasi tipo di alleanza. Stando a quanto ripercorso pure da La Stampa, la pattuglia di Miroslav Skoro ora conterà su 16 eletti. Le condizioni sono quelle per cui Andrej Plenkovic, il premier conservatore uscente, non può ancora dire di aver trionfato completamente. Certo, Plenkovic ha staccato i contendenti progressisti – c’è una distanza siderale con le forze di sinistra – , ma non possiede la maggioranza assoluta dei seggi. Ecco perché Miroslav Skoro potrebbe presto essere chiamato a sedersi attorno ad un tavolino. Il fine? Trovare la quadra per la costituzione di un esecutivo in grado di garantire governabilità alla Croazia.

L’ascesa di Miroslav Skoro è stata lineare: dopo aver smesso di fare il cantante, ha aderito all’Unione democratica croata. Il partito di cui fa parte anche Andrej Plenkovic. Il primo ministro, però, in patria è considerato un conservatore, non un populista. A differenza di Skoro, che invece si discosta dal partito maggioritario a partire dalle passate elezioni presidenziali, dove – senza ottenere poi un granché – ha tentato il tutto per tutto due anni fa. Ma Miroslav Skoro – nonostante la terza piazza del podio – non ha mollato un centimetro. Contando sul fatto che seminare avrebbe prima o poi concesso dei frutti, ha fondato una creatura ex novo: il Movimento patriottico, appunto. Quello che, dopo essersi presentato agli elettori, ora potrebbe fare da stampella alla maggioranza di Plenkovic.

Miroslav Skoro esprime quello che Unione democratica non vuole promuovere: l’ex cantante si colloca, in sintesi, più a destra della destra tradizionalmente intesa. Soltanto che da spina del fianco dell’arco costituzionale, il Movimento patriottico potrebbe presto esordire come forza governativa a tutti gli effetti, suscitando gli avvertimenti di chi intravede dei pericoli nell’esordio di personaggi come questi. E in effetti Skoro, nel corso di questi anni, è stato anche accusato di avere più di qualche simpatia nei confronti dei toni e delle battaglie promosse dagli Ustascia, i seguaci di Ante Pavelic durante la seconda guerra mondiale. L’estremismo, insomma, non è proprio uno sconosciuto dalle parti di Miroslav Skoro, che potrebbe però diventare vicepremier o ministro dell’esecutivo presieduto da Plenkovic.