Il sud della Siria è ormai diventato il fronte caldo della grande avanzata per la liberazione del Paese dallo Stato islamico. Qui, al confine fra Siria e Giordania, non troppo distante dai confini israeliani e dal fondamentale confine siro-iracheno, infuria la guerra non solo fra esercito di Damasco e Stato islamico ma anche fra le forze di Assad e i ribelli, in particolare la Free Syrian Army e la coalizione internazionale a loro supporto. Da tempo gli Stati Uniti in particolare hanno iniziato una campagna di attacchi mirati anche nei confronti dell’esercito regolare, trasformando la guerra contro lo Stato islamico in un vero e proprio redde rationem in cui tutti gli avversari delle coalizione internazionale, siano essi Damasco o gli islamisti, vengono colpiti.In quest’area, ormai è certo che vi sia molto di più di un confronto fra eserciti siriani e ribelli, con gli alleati occidentali e russi a dare soltanto supporto tattico dall’aviazione. Il conflitto vede, infatti, coinvolte le truppe speciali statunitensi e britanniche, le quali avrebbero fatto breccia al confine tra Siria e Giordania mettendo finalmente piede in terra siriana. In particolare, ad essere stato scelto come territorio per il dispiegamento delle forza speciali del Regno Unito e degli Stati Uniti, almeno secondo quanto riportato dal Daily Express, sarebbe stata la regione di Al-Tanf, al sudest della provincia di Homs e a pochi chilometri dal confine fra Giordania ed Iraq. Un dispiegamento intercettato da tempo dalle forze di sicurezza di Damasco, che hanno infatti iniziato a muoversi in direzione dell’area prescelta dalle forze speciali occidentali, opponendo postazioni lanciamissili e mezzi corazzati proprio per allontanare il più possibile le forze operative angloamericane dal fronte di guerra contro la Free Syrian Army.Ma l’esercito di Bashar Al Assad non sembra essere solo in quest’avanzata nel deserto contro le forze ribelli e contro i loro alleati delle forze speciali britanniche e statunitensi. Secondo quanto riportato dalla testata Al Masdar News, anche gli Specnaz russi avrebbero messo piede in territorio siriano. Secondo quanto riportato, le forze speciali russe sarebbero giunte nel governatorato di Al-Sweida, un’area che si trova sopra la linea di confine fra la Siria e la Giordania, e che non dista molto dal fondamentale territorio che collega la Siria con l’Iraq. Lo scopo dell’arrivo degli Specnaz è quello di aiutare ed addestrare le truppe siriane nel fronteggiare questa nuova minaccia composta dalle forze ribelli a loro volta supportate, consigliate ed addestrate dalle forze speciali angloamericane. Ma oltre a questo scopo di supporto logistico, vi sarebbe anche un motivo puramente tattico: la presenza delle forze speciali russe impedirebbe al Pentagono di muovere le proprie forze contro i russi, onde evitare un’escalation tra Russia e Stati Uniti da cui poi sarebbe molto difficile uscirne senza arrivare ad uno scontro vero e proprio. La presenza russa servirebbe quindi come una sorta di scudo per le forze di sicurezza siriane, che avrebbero le spalle coperte da eventuali e probabili attacchi della coalizione internazionale e della Free Syrian Army.In molti ritengono che questo invio degli Specnaz nella provincia di Al-Sweida sia in realtà il preludio a un sostegno di terra da parte dell’esercito russo nella zona che prevedrebbe anche la costruzione di una base militare russa sul territorio. Di questo, tuttavia, non è stato possibile trovare alcuna fonte ufficiale che ne fornisca prova o quantomeno sentore, essendo stata riportata soltanto da pochissime fonti d’informazione. Resta comunque la certezza che, in queste settimane, il sud della Siria si sia trasformato in un teatro di guerra dove difficilmente si parla soltanto la lingua siriana. Forza speciali britanniche, americane, russe, norvegesi e da molti Stati arabi sono ormai dispiegate nell’area e hanno trasformato il fronte meridionale di Damasco in un vero e proprio piccolo conflitto mondiale tra forze speciali in cui ognuna di esse tenta inesorabilmente di portare in vantaggio la propria fazione del conflitto siriano. Sul confine tra Siria e Giordania sembra ormai sempre più chiaro che la guerra allo Stato Islamico sia soltanto un pretesto: lo scontro è tra chi deterrà il controllo della Siria a guerra finita, o, se non il controllo, chi potrà sedersi da vincente sul tavolo delle trattative.

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