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Ripresi oggi, a Ginevra, i colloqui di pace per tentare di porre fine alla catastrofica guerra civile in Siria che ha lasciato sul campo 250.000 persone e sradicato milioni di persone dalla proprie abitazioni. Le delegazioni governative e dell’opposizione, giunte nella cittĂ  svizzera 24 ore fa, si ritroveranno al tavolo delle trattative ad un mese di distanza dall’accordo raggiunto sul cessate il fuoco in Siria ed entrato in vigore poco piĂą di due settimane fa. Agli angoli, i principali sostenitori dei due schieramenti: Mosca che sostiene le forze governative e Washington che supporta l’opposizione definita moderata. Proprio il cessate il fuoco del 27 febbraio scorso, è sembrato piĂą un compromesso trovato tra Usa e Russia (per quella sembrata a tratti come una guerra per procura) che una reale volontĂ  diplomatica dei principali attori sul campo in Siria.”I combattimenti sono stati ridotti dell’90% – ha commentato il Segretario di Stato John Kerry sabato scorso – ma possiamo dimostrare che la maggior parte delle violazioni in Siria sono state perpetrate dalle forze governative siriane, dai loro alleati iraniani e Hezbollah”. “I paesi coinvolti sul terreno come Russia ed Iran devono essere responsabili delle azioni compiute, così quel sostegno ad oltranza per Assad. Questo è il momento della veritĂ , dobbiamo essere responsabili per il futuro della Siria”.”La delegazione del governo – ha replicato un seccato Ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem – respingerĂ  ogni tentativo di deporre il presidente Assad, il futuro del Presidente non dovrĂ  essere messo in discussione. Se – ha aggiunto Walid al-Moualem da Damasco – l’obiettivo dell’opposizione, sconfitta militarmente sul campo, è quello di strappare una vittoria diplomatica, si sbaglia di grosso. Se questo è il loro fine, possono anche evitare di raggiungere Ginevra”.Nonostante nell’accordo internazionale non sia mai stato menzionato esplicitamente Assad, entrambe le parti potrebbero essere vicine nel costituire un nuovo governo di transizione con pieni poteri esecutivi. Parallelamente, si lavora per una nuova costituzione (che dovrebbe essere giĂ  scritta) e per delle prossime elezioni. Nell’interpretazione di tale accordo (secondo l’opposizione) per Assad non c’è posto.Si preannunciano quindi ore di fuoco a Ginevra. L’amministrazione Obama, che considera l’uscita di scena di Assad come prerequisito fondamentale per la pace, ha evitato comunque di menzionare il futuro ruolo del presidente della Siria, presentando i colloqui come “necessari per il futuro del Paese”.L’organo istituito per monitorare le violazioni del cessate il fuoco, intanto, ha confermato che i raid russi sono stati significativamente ridotti contro l’opposizione ed i civili nelle ultime settimane. Secondo i funzionari dell’amministrazione Obama, però, le forze governative siriane avrebbero effettuato raid ed operazioni di terra contro i settori dell’opposizione nei pressi di Damasco.Il governo ha consentito l’accesso umanitario in alcune aree – ha aggiunto Kerry – ma le forze siriane hanno prelevato dai convogli le forniture mediche di soccorso gestite dalle Nazioni Unite.I colloqui dureranno fino al prossimo 24 marzo. Le Nazioni Unite auspicano un proficuo faccia a faccia tra governo ed opposizione.

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