Il Qatar vuole continuare la sua guerra in Siria. Non che in questi anni se ne sia stato in disparte. Anzi. Già lo scorso maggio, l’ex primo ministro Hamad bin Jassim Al Thani affermava candidamente al Financial Times: “Non l’ho mai detto prima: quando abbiamo iniziato a interferire sulla scena politica siriana (attorno al 2012) eravamo sicuri che il Qatar avrebbe presto assunto la guida delle operazioni, in parte per la riluttanza dei sauditi a interferire in quel Paese. Poi però la situazione cambiò, la monarchia saudita decise di intervenire direttamente e ci chiese di sederci sul sedile posteriore. Questo portò a una competizione tra noi e loro e non è stato salutare”.In tre righe Al Thani ci dice che: Il Qatar ha avuto un ruolo di primo piano nella rivoluzione siriana. I sauditi hanno soffiato il posto ai qatarioti, relegandoli a un ruolo di secondo piano. Questo processo non è stato “salutare”. Ovvero: è stato un vero e proprio disastro.Il problema è che il Qatar non ha solo legami con i ribelli siriani, ma pure con l’Isis. E non parliamo tanto dei finanziamenti più o meno occulti che gli sceicchi fanno arrivare in massa ai miliziani delle bandiere nere. Parliamo di affinità teologica. Se i jihadisti hanno potuto, per esempio, dare fuoco al pilota giordano Muad Kasasbeah è grazie ai teologi qatarioti. Per il Corano, infatti, bruciare un essere umano è proibito. Come nota Gian Micalessin, esistono però eccezioni.  “Ed una di queste s’appoggia su un parere consultivo (‘fatwa’) preparato dagli esperti coranici dell’Emirato e pubblicato nel giugno 2009 sul Centro per la Fatwa, il sito internet di quell’Autorità per la ‘Guida Religiosa e la Dawa (Proselitismo dell’Islam ndr)’ che fa capo al Ministero degli Affari Islamici del Qatar”. Questo per mettere i puntini sulle “i” e capire come la pensa chi sta investendo in maniera così ingente nel nostro Paese.Ma, all’indomani della fine del cessate il fuoco in Siria, interessano le parole pronunciate dal ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed Bin Abdulrahman Al – Thani, proprio agli sgoccioli della tregua. Il Qatar continuerà a sostenere i ribelli. Bashar Al Assad non potrà governare più la Siria. Il Qatar desidera una Siria unita e sovrana, pluralista, pacifica e democratica. Basata sul rispetto per i diritti umani e la libertà.Sì, avete letto bene. Il Qatar dà lezioni di democrazia e di tolleranza alla Siria. Quella stessa Siria – veramente tollerante e pluralista – che gli sceicchi hanno contribuito a distruggere.

Nel campo comunista di Goli Otok
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