Sono i terroristi di Al-Qaeda a guidare l’opposizione anti-Assad. Sono passati sei lunghi anni da quel 15 marzo 2011, quando a Damasco, capitale della Siria, scoppiarono le prime proteste anti-governative: manifestazioni, ampiamente supportate dalle petromomarchie del Golfo e dalla Turchia, che avevano l’obiettivo di rovesciare il governo del presidente alawita Bashar al-Assad.La violenta escalation di quelle rivolte ha trascinato la Siria in una sanguinosa guerra per procura in cui si fronteggiano le grandi potenze internazionali. A sei anni di distanza, di quella “opposizione moderata” che sembrava dovesse guidare la rivoluzione contro Assad e far scoccare l’ennesima Primavera Araba del Medio Oriente, non sembra essere rimasto granché. A beneficiarne è la componente estremista e salafita capeggiata da Hayat Tahrir al-Sham, ovvero al-Nusra, la diramazione di Al-Qaeda in Siria.Che fine hanno fatto i “ribelli moderati” siriani?A fornire tale chiave di lettura non è un’agenzia di stampa del governo siriano ma l’autorevole Foreign Policy americano: “L’opposizione moderata siriana non è mai stata così debole – osserva Charles Lister – complice anche l’andamento della politica internazionale. Gli Stati Uniti hanno abbandonato la narrazione che sosteneva la cacciata di Assad e ha deviato le proprie attenzioni altrove. L’Europa è distratta dalla crisi dei rifugiati e dalla Brexit. La Turchia ha rivisto la propria strategia e ha lasciato Aleppo alla Russia“.”Nel frattempo – osserva – Mosca, Teheran ed Hezbollah hanno incrementato il proprio impegno militare a favore del regime di Damasco, garantendo la sopravvivenza di quest’ultimo. Dinanzi a queste sfide, l’opposizione siriana è entrata in un periodo di grande difficoltà e di tensioni interne. Messa di fronte a poche altri opzioni, l’opposizione armata capeggiata da Al-Qaeda ha dimostrato un certo pragmatismo, accettando di partecipare ai colloqui per la pace in Kazakistan e  in Svizzera, anche se la base rimane fortemente contraria a questi segnali di compromesso”.La debolezza ideologica, militare e organizzativa dei “moderati” ha spianato la strada ai terroristi di Al-Qaeda: “Spronata dal progressivo indebolimento della base più moderata dell’opposizione – sottolinea Lister su Foreign Policy – il gruppo di Al-Qaeda si pone come l’unica componente del vasto movimento rivoluzionario siriano dotato di pragmatismo e di una strategia militare definita”.La nuova alleanza islamista guidata da Al-QaedaCome vi avevamo raccontato nelle scorse settimane, dopo la sconfitta di Aleppo, alcune importanti fazioni jihadiste ribelli hanno deciso di convogliare in un’unica entità. A tirare le fila è proprio Al-Nusra, che qualche mese prima aveva deciso di ribattezzarsi Jabhat Fateh al-Sham. Nel nuovo soggetto, chiamato Hayat Tahrir al-Sham (“Organizzazione per la liberazione del Levante”), sono confluiti Jabhat Fateh al-Sham, il movimento Nour al-Din al-Zenki , il fronte Jabhat Ansar al-Dine Liwa al-Haqq. E a seguito dell’annuncio del 28 gennaio scorso, altre fazioni jihadiste e salafite hanno deciso di confluire nell’organizzazione, compresi diversi miliziani del movimento Ahrar al-Sham (il più importante gruppo che costituisce il Fronte Islamico).A questo si aggiunge la grave crisi che affligge l’FSA (Free Syrian Army), ridotto ai termini e colpito dalle defezioni a favore del fronte islamista. FSA che ha recentemente manifestato la propria solidarietà nei confronti della Turchia e del presidente Recep Tayyip Erdoğan, all’indomani delle tensioni diplomatiche con l’Olanda.Le parole di Assad sull’Oscar agli Elmetti BianchiDurante una recente intervista concessa all’emittente televisiva cinese Phoenix Tv, riportata dall’agenzia di stampa siriana Sana, il presidente siriano ha espresso alcune considerazioni sulla vittoria agli Oscar del documentario Elmetti Bianchi prodotto da Netflix: “Prima di tutto – ha osservato Assad – dobbiamo congratularci con Al-Nusra per aver vinto il primo Oscar! È un evento senza precedenti per l’Occidente; è incredibile, è un’altra prova del fatto che Oscar, Nobel, e tutti questi premi sono politicizzati, è così che devono essere visti. La storia dei Caschi Bianchi è molto semplice; si tratta di un un “lifting” di Al-Qaeda al fine di apparire sotto un volto più umanitario. Ci sono molti video in rete che dimostrano il loro legame con i terroristi”.Il cambio di strategia Usa e la collaborazione con la RussiaCon l’insediamento di Donald Trump, sembra che l’approccio Usa nel conflitto siriano sia parzialmente cambiato. Secondo il Times, i militari russi e americani che pattugliano il quartiere della città siriana di Manbij, rappresentano la più stretta forma di collaborazione tra Mosca e Washington su un campo di battaglia dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. “Teoricamente, i militari russi e americani, fungono da zona cuscinetto tra le parti rivali, ossia tra i curdi e i miliziani supportati dalla Turchia. Ma questo dimostra la nuova vicinanza geopoltica tra le due parti, quella di cui ha parlato Trump” – osserva il giornale.