Si avvicina all’Aula il DDL in cui l’antisemitismo c’entra poco e Israele c’entra tanto

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Politica /

Come avevamo già scritto, il DDL 1004, meglio noto come “decreto legge sull’antisemitismo”, avanza a larghi passi verso l’approvazione in aula. È una storia già scritta, anche se non va sottovalutato il fatto che tra la partenza dell’iter legislativo e la sua (prossima) fine sono comunque intervenute modifiche non da poco: non si prevede più di bloccare manifestazioni che corressero il rischio di avere contenuti antisemiti (sai che pacchia, a vietare qualunque corteo), non sono più previsti procedimenti penali per eventuali espressioni antisemite, che nella vaghezza di questo DDL e della definizione IHRA su cui è basato sarebbero state facili da trovare o da inventare. Ultima ma non ultima, la decisione di Elly Schlein di schierare il Pd contro l’approvazione del decreto.

Importante per due ragioni. La prima è che la Schlein, da eurodeputata, nel 2017 votò a favore della risoluzione del Parlamento europeo che recepiva la definizione IHRA: il tempo e gli eventi, a quanto pare, hanno fatto il loro lavoro, e in definitiva solo gli stupidi non cambiano mai idea. E lo stesso ragionamento vale per il leader pentastellato Giuseppe Conte, che era capo del Governo che prese la stessa decisione a livello nazionale. Sono due “casi” che i pasdaran del DDL tirano spesso in ballo, in queste settimane. Dimenticando che il travaso della definizione IHRA da filosofia generale a norma di legge, come vogliono loro, in Europa finora è avvenuto solo in Romania. Noi saremmo i secondi. La seconda ragione è che, con la presa di posizione delle segreteria del Pd (per non parlare di M5S e sinistra radicale), il DDL diventa a tutti gli effetti il DDL della destra, replicando quanto avviene in gran parte dell’Europa, dove i migliori amici dell’Israele di Bibi Netanyahu sono appunto movimenti e partiti di destra, che spesso hanno alle spalle (anche se spesso distanti nel tempo) i fantasmi dell’antisemitismo “vero”, quello violento e razzista.

Adesso la senatrice Liliana Segre, dall’alto del suo magistero personale e morale, invita tutti ad approvare il decreto all’unanimità, “… nella consapevolezza che una lacerazione su un argomento così sensibile danneggerebbe l’immagine dell’Italia e contribuirebbe ad alimentare un clima di intolleranza e di diffusione dell’odio”. Poi la senatrice aggiunge: “Grazie al buon lavoro svolto in Senato, sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale sia i divieti che comparivano in alcuni dei testi iniziali. Inoltre, il documento dell’IHRA che il DDL assume contiene questa inequivocabile precisazione:  ‘Le manifestazioni [di antisemitismo] possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite’. Ciò detto, se per giungere a quella convergenza trasversale che ho sempre auspicato fosse  necessario ribadire nel testo il medesimo principio sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica pur di salvaguardare un esito unitario”. 

Non si potrebbe dir meglio cosa più giusta di questa. Se non fosse per un piccolo aggettivo: “inessenziale”. Di fronte a una proposta di legge stravagante in Europa, criticata da decine di illustri costituzionalisti, respinta dalla Federazione nazionale della Stampa e temuta da decine di organizzazioni, oltre che basata sulla definizione IHRA a sua volta rifiutata da studiosi ebrei ed esperti di ebraismo di tutto il mondo e dal curriculum impeccabile con la Dichiarazione di Gerusalemme,na tutto diventa essenziale. Una legge che porterà “esperti” (quali? Scelti da chi? Sulla base di cosa? E chi valuterà il loro operato?) a fare corsi di educazione anti-antisemitismo agli studenti, alle forze armate, alle forze di polizia, ai magistrati? Una legge fortemente voluta da una serie di organizzazioni ebraiche del tutto rispettabili ma non sempre convincenti nei loro assunti.

Israele, Hamas e il genocidio

Facciamo un esempio: il Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia 2025 del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), che era tra le associazioni (insieme con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – UCEI, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia- UGEI, l’International Holocaust Remembrance Alliance-IHRA, L’Associazione figli della Shoah). Nel Rapporto si legge che “nel corso dell’anno si sono registrati 963 episodi di antisemitismo, a fronte di 1492 segnalazioni ricevute. Questo dato rappresenta una crescita di circa il 10% rispetto allo scorso anno, del 100% rispetto al 2023 e di ben il 400% rispetto al 2022. Si tratta, dunque, di un trend in continua crescita”. Ci sarebbe piaciuto avere qualche informazione in più sui criteri sia di segnalazione degli episodi (chi segnala? Come?) sia della loro valutazione, del modo in cui li si identifica come episodi di antisemitismo vero e proprio. Ma non abbiamo ragioni per dubitare della validità dei dati. E della conclusione: gli episodi di antisemitismo sono in aumento.

Questo Rapporto, però, molti lo citano ma pochi devono averlo letto, altrimenti non sarebbero sfuggite certe affermazioni almeno discutibili. Eccone alcune. Per esempio la pagina 61, dove si nega il carattere genocidiario delle operazioni militari scatenate da Netanyahu dopo le stragi terroristiche condotte da Hamas il 7 ottobre del 2023, attribuendo per converso ad Hamas un piano di sterminio della popolazione ebraica e di cancellazione dello Stato di Israele. Per quanto riguarda Hamas, il suo statuto, i suoi progetti, sarebbe difficile non essere d’accordo. Ma le argomentazioni usate per assolvere Israele dall’accusa di genocidio sono risibili. Non ci sarebbe “un grande piano teorico circa la distruzione totale della controparte costituita da un intero gruppo etnico-religioso”? E le dichiarazioni a getto continuo di ministri in carica? Non ci sarebbe “un piano esecutivo operativo, dettagliato nei minimi particolari”? Quindi le azioni dell’IDF a Gaza, la distruzione sistematica del sistema scolastico, di quello sanitario, i colpi sulla popolazione civile sarebbero frutto del caso? Non ci sarebbe “un’ampia partecipazione di volontari civili”? E i setter in Cisgiordania che stanno facendo?

Andiamo avanti, pagina 65. Anche noi crediamo che dire che “il mondo sarebbe un posto migliore senza Israele” sia affermazione con forti connotati di antisemitismo. Ma subito dopo si legge: “L’affermazione della JDA (Dichiarazione di Gerusalemme, n.d.r.) secondo cui il BDS (Boicotta, disinvesti, sanziona, n.d.r.) non è antisemita contraddice la realtà empirica delle percezioni ebraiche contemporanee, dove l’82% degli ebrei europei ha valutato il boicottaggio di Israele e degli israeliani come antisemita”. Qui, onestamente, siamo ai limiti dell’assurdo. Boicottare e sanzionare l’Iran è anti-islamico? Boicottare e sanzionare la Russia è anti-ortodosso? Boicottare e sanzionare l’Italia sarebbe anti-cattolico? A torto o a ragione, gli Stati si boicottano e si sanzionano per ciò che fanno (nel caso di Israele, gli insediamenti illegali), non per ciò che sono. In più: davvero possiamo accettare che sia antisemita ciò che gli ebrei (e solo loro, evidentemente) giudicano tale? Diremmo che tutto ciò che un musulmano considera anti-islamico È anti-islamico?

Arriviamo infine a pagina74, dove il Rapporto, affrontando il tema delle Narrazioni impazzite (siamo, ovviamente, sulle stragi del 7 ottobre 2023), parla di “assoluta unilateralità”, per esporsi poi in affermazioni quasi incredibili: “I dati di base che informano il discorso sono di dubbia attendibilità. Il caso più clamoroso è quello delle stime dei morti a Gaza che provengono da una sola fonte – il Ministero della Sanità di Hamas – ossia da una fonte politica e non obiettivamente professionale. I dati sono dimostrabilmente falsi per eccesso, ma vengono riportati acriticamente da una fonte all’altra, incluse le Nazioni Unite, come se quest’ultima citazione attribuisse maggiore credibilità ai numeri”. Peccato che Israele abbia poi ufficialmente riconosciuto le stime dei morti avanzate da Hamas, com’era peraltro avvenuto anche in occasione delle precedenti operazioni militari condotte a Gaza; peccato quindi che il ministero della Sanità di Gaza sia assolutamente credibile, altro che “non obiettivamente professionale”.

E peccato infine che analisi condotte da personalità professionalmente inattaccabili abbiano (già prima del 2025) alzato l’asticella di morti di Gaza ben oltre la soglia (tra i 70 e i 75 mila) segnalata dal ministero della Sanità di Gaza e riconosciuta da Israele: più di 300 mila secondo lo studio di Yaakov Garb, professore di Sociologia per l’università Ben Gurion del Negev; 75 mila solo nei primi 16 mesi di guerra secondo la prestigiosa rivista medica britannica The Lancet; o i 110 mila morti di cui, già nell’ottobre del 2024, parlavano 99 medici Usa che avevano lavorato nella Striscia, e che scrissero una lettera aperta a Joe Biden. Il paragrafo del Rapporto chiosa così: “Queste cifre affatturate hanno costituito la base principale dell’accusa di genocidio diretta contro Israele”. Affatturate?

E quindi, per concludere: sono queste le premesse ideologiche alla base del DDL? È questo ciò che verrà spiegato agli studenti, ai soldati, ai poliziotti, ai magistrati? È questa discreta distorsione della realtà pro bono Israeli ciò che dovrà essere protetto sotto l’egida (davanti a cui ci inginocchiamo rispettosi) dell’antisemitismo? Ci dispiace ma non possiamo accettarlo. Confermiamo che questo DDL pare fatto non tanto per eliminare l’odioso fenomeno dell’antisemitismo ma per fare un favore (noi e la Romania, unici in Europa) a Israele. E non all’Israele che tutti rispettiamo ma a questo Israele, quello di Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir, sui quali peraltro pesa il sospetto di aver sottostimato (e qualcuno pensa anche peggio) i piani genocidi di Hamas, così evidenti nella giusta analisi del Rapporto che abbiamo fin qui citato.

Riferimenti

Per il DDL: https://it.insideover.com/politica/la-bandiera-dellantisemitismo-e-la-sponda-con-israele-perche-il-ddl-non-ci-cambiera.html#google_vignette

Per la definizione IHRA: https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemitismo-dellalleanza-internazionale-per-la-memoria-dellolocausto

Per le critiche dei costituzionalisti: https://www.costituzionalismo.it/contro-lantisemitismo-o-contro-il-dissenso-sul-disegno-di-legge-in-tema-di-contrasto-allantisemitismo/

Per la Dichiarazione di Gerusalemme: https://www.assopacepalestina.org/2021/04/01/la-dichiarazione-di-gerusalemme-sullantisemitismo/

Per il Rapporto del CDEC: https://www.cdec.it/wp-content/uploads/2026/02/Rapporto-Antisemitismo-2025DEF.pdf

Per le ammissioni di Israele: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/israele-conferma-i-numeri-di-hamas-71-000-uccisi-dai-soli-attacchi-diretti-il-bilancio-reale-puo-arrivare-a-600-mila/8273505/

Per lo studio di Yaakov Garb: https://dataverse.harvard.edu/dataset.xhtml?persistentId=doi:10.7910/DVN/QB75LB

Per la ricerca di The Lancet: https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html

Per i 99 medici Usa: https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html

Per i sospetti su Netanyahu: https://www.corriere.it/esteri/26_settembre_27/cosa-sapeva-netanyahu-le-accuse-al-premier-mentre-israele-e-in-campagna-elettorale-858debc6-012a-456a-a7aa-04a90bda8xlk.shtml