Nuovo incontro, ancora a porte chiuse, tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ed il premier libico Fayez Al Sarraj. Scenario del bilaterale questa volta è stato Istanbul, in cui il primo ministro del governo di Tripoli si è recato di ritorno da Doha, dopo aver partecipato ad un forum organizzato dal Qatar. L’incontro tra Erdogan ed Al Sarraj ha generato non pochi sospetti a livello internazionale, specie dopo l’accordo di inizio mese tra Ankara e Tripoli sui confini marittimi.

Turchia sempre più presente in Libia

Il memorandum d’intesa tra Turchia e Libia ha scosso e non poco gli equilibri nel Mediterraneo orientale. Soprattutto perché negli accordi voluti da Erdogan, c’è spazio per la ridefinizione dei confini marittimi tra i due paesi. In particolare, è stato previsto un confine tra le Zee, le Zone Economiche Esclusive della Libia e della Turchia. Una situazione che andrebbe a ridisegnare le mappe del Mediterraneo, a danno di numerosi paesi della zona: dalla Grecia, di fatto staccata dalla Zee di Cipro, fino all’Egitto ed Israele, con questi ultimi tagliati fuori dai corridoi commerciali verso l’Europa.

Contro questo progetto si sono espressi anche gli Stati Uniti, i quali tuttavia hanno ritenuto la questione di esclusivo interesse dei paesi coinvolti ed hanno fatto intendere di non voler intervenire direttamente sulla questione. La Grecia ha chiesto, per adesso senza successo, a Bruxelles di attuare sanzioni contro la Turchia e di intervenire energicamente su Ankara. L’Egitto dal canto suo, ha intensificato il proprio appoggio ad Haftar, visto adesso come argine anti turco. Ma gli accordi tra Ankara e Tripoli hanno indispettito anche Italia e Francia. Il nostro paese, in particolare, teme e non poco la possibilità di perdere il proprio ruolo economico, specialmente sul fronte energetico, nella Libia occidentale. Non è un caso che nei giorni scorsi si sono svolte, a largo di Cipro, esercitazioni comuni tra la marina italiana e quella francese. 

Erdogan: “Interverremo militarmente in Libia se richiesto”

Nel memorandum firmato tra libici e turchi, vi è anche una parte in cui è stato delineato anche un accordo di natura militare tra i due paesi. Ed al termine dell’incontro a porte chiuse, di cui poco è trapelato, tenuto domenica ad Istanbul, Erdogan ha voluto sottolineare proprio questo aspetto dell’intesa: “Proteggeremo i diritti della Libia e della Turchia nel Mediterraneo orientale. Siamo più che pronti a dare il supporto necessario alla Libia”, ha dichiarato il presidente turco all’emittente Haber Tv in un’intervista rilasciata nelle scorse ore.

In questo modo, Erdogan ha fatto intuire che buona parte del colloquio avuto con Al Sarraj è stato incentrato proprio sul possibile aiuto militare che la Turchia potrebbe dare alla Libia. Ankara già da mesi per la verità ha inviato, sia a Tripoli che a Misurata, armi e munizioni. In Libia sono presenti anche droni turchi, uno dei quali abbattuto dalle forze fedeli al generale Haftar nello scorso fine settimana. Ma l’aiuto turco, secondo quanto dichiarato questo lunedì da Erdogan, potrebbe essere incentrato anche sull’invio di militari da impegnare contro il Libyan National Army di Haftar lungo i fronti di Tripoli. Una circostanza che destabilizzerebbe ancora di più il già frastagliato quadro libico.

“Se richiesto lo faremo – ha però tuonato Erdogan – La Turchia prenderà una decisione in merito in modo indipendente, non chiederemo il permesso a nessuno”.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME