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Alla morte misteriosa del suo leader Evgeny Prigozhin, il gruppo Wagner era stato trattato dal Cremlino come una gigantesca acquisizione aziendale. Dalle indagini e dai differenti passaggi di questa maxi operazione di smembramento venne fuori una sequela di società controllate che rimandavano a un’unica holding, la Concord, che avrebbe contribuito a creare più di cento società controllate dal gruppo, al fine di gestire le entrate da record dell’impero di Prigozhin, oltre che occuparsi di influenzare politicamente precise aree del Pianeta come alcuni Paesi africani.

La macchina della propaganda sbarca in Africa

Una buona parte di questo impero costituiva quella che era stata definita “la fabbrica dei troll”, la potente macchina di disinformazione e propaganda filorussa messa in piedi dal gruppo. Del colosso Patriot Media Group, faceva parte, un tempo, l’Internet Research Agency, organizzazione specializzata in social media e disinformazione. Secondo le indagini del Wsj, ciò che resta del Patriot, sarebbe stato assorbito dal National Media Group, presieduto dal 2014 Alina Kabaeva, la tanto chiacchierata ginnasta legata sentimentalmente a Vladimir Putin. Ma è in Africa che numerose attività meno note della Wagner trovano, assieme, un senso, tra protezione ai signori locali, traffico di oro e diamanti, ma soprattutto soft power. Ed è proprio a questo proposito che il gruppo si sarebbe dedicato, fino all’estate del 2023, anche alla redazione di cartoni animati a fini di propaganda anti-occidentale, ma soprattutto anti-francese.

Topi francesi…

Difficile, dopo la morte di Prigozhin, trovare un’unica fonte a cui attingere per questi video di animazione. Youtube, tuttavia, ne conserva traccia attraverso condivisione di terzi. Uno dei video più popolari, mostra le forze del gruppo Wagner assistere le milizie africane nel combattere i colonialisti francesi. Nel video viene mostrato un topo che indossa una maglietta a strisce bianche e nere e una bandiera francese prima di entrare in casa di un uomo. Una volta introdottosi in casa altrui, il ratto passa a rubare cibo fino a diventare gigante e forte, pronto a cacciare i legittimi proprietari da casa. Sullo sfondo, si sente una voce alla radio che ripete “Questo è il topo…è tuo amico…è venuto per aitarti…hai bisogno di lui…i topi non rubano mai…al contrario, fanno molto bene…il colonialismo è finito!”. Stando così le cose, il proprietario di casa defraudato apre un giornale nel quale, salvifico, compare lo stemma della Wagner PMC: l’uomo fa un telefonata e in men che non si dica uno scagnozzo della Wagner in mimetica gli restituisce il maltolto, uccidendo il topo con una mazza con la lettera “W” decorata su di essa. Nella scena finale, i due uomini, in compagnia di due donne, sono ritratti mentre arrostiscono il topo su un fuoco da campo.

Il “pubblico” della Wagner: Mali, Burkina Faso e Costa d’Avorio

Ma le animazioni della Wagner hanno viaggiato non solo su Youtube ma anche su Telegram, piattaforma prediletta dal mondo russo. Era il settembre del 2022 quando il gruppo pubblicava sul proprio canale uno speciale annuncio di reclutamento per le operazioni in Africa e Medio Oriente: questa volta la propaganda era affidata a due personaggi della letteratura sovietica, il coccodrillo Gena e il piccolo Ceburaska (piccolo animale sconosciuto agli scienziati creato dalla fantasia di Eduard Uspenskij nel 1966), ritratti in tenuta militare mentre sorvolano un villaggio. La didascalia recita “Lavoro per uomini sopra i 24 anni: volete trascorrere un’estate indimenticabile in compagnia di amici e con benefici? La compagnia di viaggi “Wagner Group” offre tour in Europa, Africa e Medio Oriente“. In un altro video, un esercito di zombie viene decimato da un soldato che reca sul braccio destro la bandiera del Mali. Il militare, che sta avendo la meglio sugli scheletri francesi, resta però improvvisamente a corto di munizioni. Salvifico, giunge un elicottero russo dal cielo che paracaduta sullo scenario africano un miliziano della Wagner che, in francese con evidente accento russo, rifornisce di infinite munizioni l’omologo maliano. Gli zombie di Macron sono sconfitti e i due militari si stringono la mano in segno di vittoria nel bel mezzo di una folla festante. Nel frattempo, in quel di Parigi, Emmanuel Macron batte il pugno, irritato, sulla mappa dell’Africa facendo a pezzi i ritratti di Joe Biden e della moglie Brigitte che ha sulla scrivania. La scena si sposta poi in Burkina Faso, dove sono in corso feroci combattimenti che vedono ancora una volta la Wagner agire al fianco delle forze locali nel tentativo di abbattere un enorme cobra. Distrutto il serpente, che simboleggia la tracotanza francese, la scena successiva fa presagire uno spostamento in Costa d’Avorio, dove continuerà la battaglia.

“Il leone e l’orso”

I video, pubblicati per la prima volta nel gennaio di un anno fa su Twitter, sono poi diventati virali su Facebook e TikTok grazie alla staffetta di numerosi account e pagine troll. Quello che conta è il tempismo con cui questi video sono stati pubblicati. Uno di questi, ad esempio, iniziò a circolare durante il “Giorno della sovranità restaurata” in Mali, istituito dalla giunta al potere a Bamako in ricordo della grande mobilitazione del 14 gennaio 2022 contro le sanzioni ECOWAS imposte al Mali. Un momento chiave per la giunta maliana al potere, opportunamente sostenuta dalla Wagner, pronta ad “adempiere” alla propria missione in Africa. Tuttavia, non si deve pensare che la diffusione massiccia di questi materiali sia esclusivamente connessa al boom della brigata in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. Nell’estate del 2019, su Youtube, circolavano già materiali con caratteristiche simili, come la clip “Il leone e l’orso“, dedicato alla cooperazione tra Russia e Repubblica Centrafricana. Nel video, la voce di un bambino racconta la storia di un leone venuto a difendere un elefante attaccato dalle iene. Improvvisamente, un orso russo corre in salvo dell’elefante per ristabilire la pace fra i diversi animali della savana. A differenza di quelli successivi, questo video è addirittura “firmato”: i titoli di coda menzionavano, infatti, Lobaye Invest, entità sanzionata nel 2020 per i suoi legami con la Wagner. La Repubblica Centrafricana fu, in un certo senso, un banco di prova per il gruppo, prima di tentare la scalata ad altre realtà africane.

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