Aleksandar Vucic si è dimesso. Nella giornata di domenica, il presidente serbo ha formalizzato l’addio per ufficializzare la sua candidatura a primo ministro alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre, un appuntamento che si preannuncia cruciale per il futuro di Belgrado. Lo riporta l’agenzia Associated Press.
Il secondo mandato presidenziale di Vucic sarebbe scaduto a maggio 2027. La Costituzione serba, tuttavia, gli impedisce di candidarsi per la terza volta consecutiva: da qui la scelta di dimettersi in anticipo per guidare il Partito progressista serbo (Sns), la formazione nazional-conservatrice della quale è il leader indiscusso. Successivamente, Vucic ha consegnato le funzioni presidenziali alla Presidente dell’Assemblea Nazionale Ana Brnabić, che assumerà la carica di Presidente ad interim fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato. «Penso che la Serbia non avrà mai più un presidente che si sia battuto in questo modo e con tanta determinazione, che sia stato così pronto al sacrificio e che abbia messo da parte tutto il resto per il bene della Serbia. È un onore per me ricevere questo incarico da un uomo simile e poter custodire questa carica fino a quando il popolo non sceglierà il prossimo presidente della Repubblica di Serbia», ha dichiarato Brnabić.
Secondo la Costituzione, Brnabić può rimanere in carica come Presidente facente funzioni per un massimo di 90 giorni.
Le parole di Vucic
Secondo Vucic, servono risultati elettorali che «dimostrino e stabiliscano chiaramente la volontà dei cittadini su dove, in quale direzione e lungo quale strada stia andando la Serbia», dopo «turbolenze da più di un anno e mezzo». Il presidente uscente ha attribuito le «turbolenze» non solo ai «conflitti tra partiti politici o attori politici qui in Serbia», ma anche a «significative interferenze di potenze straniere», una tesi già avanzata più volte da Vucic pubblicamente, che accusa Stati stranieri, europei compresi, di sostenere o fomentare le manifestazioni anti-governative.
Vucic ha però ribadito che la Serbia, Paese candidato all’adesione all’Ue, ha scelto «un buon percorso europeo, preservando [al contempo] le amicizie tradizionali, l’orgoglio nazionale e la dignità», con un chiaro riferimento ai rapporti amichevoli tra Belgrado e Mosca.
Una mossa pianificata
Quella di Vucic è una manovra attentamente studiata e tutt’altro che improvvisata, pensata per tentare di rimanere al potere e per rafforzare le chance del partito contro il movimento studentesco. Non a caso, nei giorni scorsi i vertici dell’Sns avevano proposto il passaggio di Vucic dalla presidenza alla guida del governo dopo il voto. Il presidente uscente è al centro della politica serba da anni: il suo schieramento governa la Serbia da 14 anni e lui stesso è stato primo ministro o presidente negli ultimi dodici.
L’avversario più temibile per Vucic è indubbiamente il movimento studentesco, che ha guidato la diffusa protesta scaturita dal crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, il 1° novembre 2024, tragedia nella quale persero la vita 16 persone. Un episodio di cronaca che è stato impiegato dagli studenti per accusare il governo serbo di corruzione. Gli universitari, infatti, hanno chiesto che venissero accertate le responsabilità della tragedia: una battaglia che presto si è trasformata in un movimento strutturato che tenterà ora di scalzare il governo, con una propria lista in corsa per il voto.
Il capolista della «Lista studentesca – Gli studenti vincono» è invece Ilija Srdanović, cardiologo e professore della Facoltà di Medicina di Novi Sad.
L’addio al Palazzo e la campagna
Prima di ufficializzare le dimissioni, il presidente serbo ha parlato ai sostenitori radunati davanti alla sede della presidenza a Belgrado.
Guardando al futuro, il leader serbo ha promesso alla folla che scandiva il suo nome che «nuove vittorie» sarebbero presto arrivate. Vucic ha già iniziato la sua campagna elettorale da mesi, girato tutto il Paese in un vero e proprio tour, inaugurando strade, promesso aiuti economici e farmaci a prezzi più bassi, a facendo visita agli elettori nelle loro case.
Fonti:
Associated Press, “Serbia’s Populist President Vucic Resigns to Run for Prime Minister at Early Vote,” AP News, 27 settembre 2026, https://apnews.com/article/serbia-election-vucic-resigns-students-dc1ac38b8f442bb7e32c339dc7fad069.
Tanjug, “Ana Brnabić v.d. predsednika Republike, izbori za predsednika najkasnije za tri meseca,” Tanjug, 28 settembre 2026, https://www.tanjug.rs/srbija/politika/284603/ana-brnabic-vd-predsednika-republike-izbori-za-predsednika-najkasnije-za-tri-meseca/vest.
Katarina Baletic, “Serbia’s Vucic Calls Early Parliamentary Elections for October 25,” Balkan Insight, 9 settembre 2026, https://balkaninsight.com/2026/09/09/serbias-vucic-calls-early-parliamentary-elections-for-october-25/bi/.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

