Serbia e Russia alleati anche in Siria

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Serbia e Russia sono legate da anni da una stretta rete d’interessi di cui ormai sembra quasi difficile capire il motivo principale di una così solida alleanza strategica. Un’alleanza che, con l’ascesa al potere di Vladimir Putin, si è trasformata in qualcosa di molto più forte di una semplice comunanza d’interessi. Mosca e Belgrado, infatti, dagli anni Duemila a oggi, hanno accresciuto notevolmente la loro amicizia rendendo, di fatto, la Serbia il più fedele alleato del Cremlino nel territorio balcanico.Russia e Serbia oggi hanno legami molto forti dettati in particolare dalla volontà della Russia di mantenere almeno uno Stato balcanico sotto la propria influenza dopo che la NATO ha avviato da anni una conquista politica di tutta l’Europa orientale, che ha, di fatto, relegato Mosca al di là dell’Occidente. La Serbia è l’unico Paese oggi che, in Europa, può definirsi filorusso. E questo, chiaramente, giova sia all’una sia all’altra nazione. Per la Russia, significa avere basi militari, interessi economici e influenza in un’area strategica basilare quali sono i Balcani. I Balcani per la Russia hanno da sempre rappresentato lo sfogo sul Mediterraneo senza dover per forza passare per il Mar Nero.Per la Serbia, essere amica fraterna della Russia vuol dire inoltre ricevere importanti benefici sia in termini economici sia in termini politici, strategici e militari. In primo luogo, Belgrado ha un alleato militare e politico fondamentale. L’esercito e l’aviazione russa proteggono i confini serbi ed evitano quindi che si rigenerino conflitti etnici che hanno ancora un forte peso nella politica e nell’opinione pubblica serba ed incidono ancora molto sulle scelte diplomatiche della Serbia. Il Kosovo è ancora un nodo da sciogliere e il suo rafforzamento militare nell’ambito NATO ma anche autonomo, mina il percorso di pace. Dall’altra parte, le tensioni in Bosnia e in particolare la volontà d’indipendenza della Repubblica serba di Bosnia, confermano come vi sia sempre la brace ardente di guerre mai estinte del tutto. La recente presa di posizione di Tirana, sulla possibilità di avere una Grande Albania anche con il Kosovo, ha indotto inoltre Belgrado a chiedere l’intervento di Mosca, che ha da subito dato l’altolà a un’idea che, se vera, sarebbe causa di una guerra nel giro di qualche anno.In termini economici, la Serbia è inoltre un hub importante per le risorse energetiche russe e uno sfogo per molte imprese russe che trovano in Serbia la possibilità di investire. Gazprom possiede il 50% dell’azienda energetica serba, la NIS. Nel 2015, Mosca ha investito nelle ferrovie serbe un budget di circa 800 milioni di euro, diventando quindi un fornitore anche d infrastrutture per tutto il Paese.Si tratta quindi di un’alleanza d’interessi reciproci, che sia la Russia sia la Serbia stanno rispettando con ricavi proficui per entrambi. Sul fronte militare, in particolare, adesso è la Serbia a essere interessata a contribuire alle iniziative russe. Interessante a tal proposito la volontà di Belgrado di partecipare alle missioni di sminamento delle truppe russe in Siria. Il Ministro della Difesa della Repubblica di Serbia, Zoran Djordjevic, ha avuto un colloquio, martedì 25 aprile, a Mosca, con l’omologo russo Sergey Shoygu, in merito alla partecipazione della Serbia alla sesta Conferenza di Mosca in materia di sicurezza internazionale. La collaborazione militare fra i due Paesi potrebbe, infatti, subire un’accelerazione, diventando quindi la Serbia a tutti gli effetti un partner strategico per la Russia su più livelli e non soltanto come base per il Cremlino.La partecipazione della Serbia nelle operazioni in Siria ha un significato politico molto profondo. La Siria per la Russia è ormai un campo di battaglia non soltanto per sostenere l’alleato Assad, ma anche per contrastare il terrorismo internazionale e i suoi alleati. La Serbia negli ultimi tempi ha iniziato soprattutto a preoccuparsi della situazione in Kosovo in termini di terrorismo internazionale. Secondo mote fonti ufficiali di Belgrado, e degli apparati militari, il Kosovo sta subendo negli ultimi mesi una forte radicalizzazione islamista e la presenza di campi di addestramento affiliati al Daesh non depone a favore di chi dice di non essere allarmato. L’impegno serbo in Siria significa quindi anche lanciare un segnale a tutto il radicalismo islamico balcanico.