Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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Sally Yates, segretario ad interim della giustizia,  incaricata dall’amministrazione Obama, sarebbe dovuta rimanere al suo posto sino alla conferma della nomina di Jeff Sessions senatore ultraconservatore per il quale i democratici stanno facendo un grosso ostruzionismo. Tra le curiosità di questa storia c’è quella che vide proprio Jeff Sessions premere sulla Yates durante l’audizione per la sua nomina, riguardo all’eventualità che il magistrato statunitense fosse realmente in grado di opporsi, nel caso in cui l’allora Presidente Obama avesse esercitato politiche o azioni ritenute non lecite.La Yates oggi, invece, è stata rimossa straordinariamente dall’incarico visto che ha chiaramente dato ordine ad i legali del suo ministero di non difendere l’ordine esecutivo denominato ” Muslim Ban”, quello riguardante il blocco per 90 giorni dell’ingresso negli Stati Uniti di cittadini provenienti da 7 nazioni, arrivando a definirlo come ” illegale”. Sembra uno scherzo della storia. La Yates è stata già sostituita da Dana Boente, odierno procuratore  della Virginia. Il Presidente degli Stati Uniti d’America, infatti, ha immediatamente rimosso la Yates dal ruolo assegnatogli dai democratici, non esitando un istante ad identificare quali tradimenti le disposizioni dell’ormai ex segretario. Immediata, quindi, la mossa di Trump che ha fatto recapitare la sua decisione con una lettera consegnata a mano. Sally Yates è di Atlanta, capitale della Georgia, stato storicamente repubblicano. Un’eccellenza dem, quindi, proveniente da un contesto generalmente distante da quelle posizioni politiche. Si è laureata in legge all’Università di Georgia, è sposata ed ha due figli. La sua carriera ha inizio nel 1989 internamente al  Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, col ruolo di assistente di un procuratore. Inizia a collaborare, poi, a casi di grossa rilevanza mediatica riguardanti corruzioni politiche o frodi finanziarie.Il caso che fa accendere su di lei i riflettori, però, è quello nel quale ha portato avanti l’azione legale contro Eric Rudolph, il responsabile dell’attentato nel mezzo delle Olimpiadi di Atlanta, proprio la città della Yates. Barack Obama, quindi, la seleziona come capo della procura locale, dando vita ad un legame destinato a consolidarsi. Da quel momento, infatti, la Yates continua a scalare posizioni, e quando nel 2015, l’allora procuratore generale Erich Holder decide di dimettersi, Obama sceglie  ancora la Yates quale vice di Loretta Lynch. Nel Maggio 2015, poi, il Senato confermò la nomina della Yates e proprio in virtù di quella riconferma Jeff Sessions la mise alle strette, presumibilmente preoccupato per un’eventuale eccessiva correlazione tra le promozione della Yates e l’assoluta fedeltà ad Obama. Quale vice procuratore generale ha avuto alle sue dipendenze 113.000 persone e si è distinta particolarmente all’interno del dicastero per quello che viene ricordato come ” Yates Memo“, cioè la disposizione a dare priorità agli ordini esecutivi riguardanti le accuse di reati societari.

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