Si ha spesso la sensazione che Donald Trump, alla bella età di 80 anni, sia più svelto e “moderno” della gran parte dei suoi critici. Siamo tutti troppo concentrati sulle baggianate narcisistiche e autocelebrative che ci spingono a giudicarlo un vecchio coglione o un pazzerello di quelli da barzelletta, con la mano nella falda del cappotto e un cappelluccio di carta che gli fanno credere di essere Napoleone. Soprattutto, tendiamo a pensare che si muova a casaccio, un giorno sul melo e l’altro sul pero, senza un piano o un’idea coerente. Dovremmo, per il nostro bene, cambiare atteggiamento.
Proviamo a dare un’occhiata al quadro generale. Trump e la sua amministrazione hanno dichiarato che l’emisfero occidentale è cosa degli Usa, un loro dominio. Ed è esattamente quanto sta avvenendo. Javier Milei è diventato presidente dell’Argentina nel 2023, cioè prima che Trump rientrasse alla Casa Bianca nel 2025. Ma nell’ottobre del 2025 la vittoria della maggioranza di Milei nelle elezioni parlamentari è stata grandemente favorita dal prestito Usa di 20 miliardi di dollari, arrivato puntuale in un momento di forte crisi per il presidente-istrione. Poi c’è stato il Venezuela: con la scusa della lotta al narcotraffico è stato abbattuto l’autocrate Nicolas Maduro lasciando intatto il suo regime, che dietro la facciata della presidente ad interim Delcy Rodriguez si è di buon grado allineato ai desideri dei nuovi padroni. Così il Venezuela ha “liberamente” deciso di passare un quinto della sue riserve petrolifere al controllo degli Usa e, se non fosse bastato, ha anche trasferito 312 tonnellate d’oro dalla Bank of England alla Federal Reserve Usa. Il resto mancia.
Più di recente l’amministrazione Usa ha lavorato per far vincere Abelardo de la Espriella in Colombia, aggiungendo un altro tassello al proprio dominio. E ora tenta il colpo grosso con il Brasile, dove la rielezione di Lula (sarebbe il quarto mandato) è messa fortemente a rischio dalla spinta pro-Flavio Bolsonaro, finanziata addirittura da una fondazione vicina al vice-presidente J.D. Vance. Bolsonaro che, nella sua campagna elettorale, già preannuncia accordi particolari con gli Usa sugli ambitissimi minerali delle terre rare. Se a questo aggiungiamo El Salvador (presidente Nayib Bukele), l’Ecuador (Daniel Noboa), la Bolivia (Rodrigo Paz), il Cile (José Antonio Kast) e il Perù (Keiko Fujimori). Un tappeto di governi di destra che, con l’eventuale caduta di Lula, offrirebbe alla Casa Bianca il monopolio sul continente e soprattutto sulle sue risorse. Le presenze aliene, soprattutto quella della Cina, verrebbero eliminate. Cuba diventerebbe un boccone facile facile. Molte questioni su Panama, soprattutto quelle relative alla gestione dei porti e del canale, sono già state regolate a favore degli Usa. E al Canada si penserà con calma, tra sanzioni e velate interferenze nella sua politica interna.
Con l’Europa abbiamo visto come va. Paghiamo gas e petrolio tre volte tanto perché prima gli Usa hanno collaborato con gli ucraini a far saltare il gasdotto Nord Stream e poi si sono inventati la guerra contro l’Iran. In più, ora paghiamo anche le armi americane per poter sostenere l’Ucraina. Una trappola perfetta, neanche Vladimir Putin e Donald Trump si fossero messi d’accordo. Tanto più che ora anche gli Usa, appunto dopo la Russia, minacciano di bloccare l’export di diesel.In più, sempre per mantenere l’analogia, siamo molto preoccupati per i tentativi, ibridi o no, del Cremlino di dividere l’Europa. E quelli di Trump, che festeggia per la vittoria dell’AfD in Germania, minaccia di ritirare le truppe Usa del contingente Nato dall’Europa e intanto briga per sistemarle, a pagamento peraltro, nei Paesi più amici come la Polonia?
Non c’è bisogno di parlare del Medio Oriente. L’appoggio incondizionato a Israele, sancito dall’ultima fornitura di potenziale esplosivo superiore a quello di Hiroshima, serve a tenere in soggezione, con la minaccia o la pratica della guerra, l’intera regione, facendo anche qui pagare il prezzo agli alleati. Lo scontro con l’Iran e l crisi di Hormuz sono costati molto agli Usa ma ancor più ai loro tradizionali alleati: al di là dei colpi inferti dai droni e dai missili iraniani, il Qatar ha visto ridursi di quasi il 90% le esportazioni di gas liquefatto e l’Arabia Saudita è impegolata in uno scontro con gli Houthi dello Yemen che l’attaccano alla giugulare energetica. Gli Usa ci guadagnano e in ogni caso hanno trasferito un pezzo notevole della loro macchina bellica in uno dei tratti di mare fondamenta.i per il commercio mondiale. Non è un caso, e non è nemmeno troppo pretestuoso, che Trump voglia ribattezzare lo Stretto di Hormuz col proprio nome: gli Usa sono lì per restarci. Perché quello a cui stiamo assistendo è un attacco generalizzato alle risorse mondiali, e quelle energetiche sono solo le prime nel mirino. Trump un piano ce l’ha, eccome.
A tutto questo, pur sommariamente descritto, dobbiamo aggiungere l’offensiva e le rappresaglie contro le maggiori istituzioni internazionali: dall’Onu (Trump ha ordinato il ritiro da 60 organizzazioni e agenzie, di cui circa la metà legate alla Nazioni Unite) alla Corte Penale Internazionale, dalla Ue alla Nato, nulla che possa fare ombra agli Atti Uniti è stato risparmiato. D’altra parte qualche giorno fa il segretario di Stato Marco Rubio lo ha detto chiaramente: “Non metteremo mai l’ordine internazionale al di sopra degli interessi degli Stati Uniti”. La conclusione è facile e inevitabile: tra tanti Stati-canaglia, si aggira per il mondo un super-Stato canaglia dotato di armi atomiche, dell’esercito più potente del mondo e dell’apparato tecnologico di gran lunga più sviluppato. Per i cui dirigenti il mondo può anche bruciare purché ciò convenga al loro Paese. Che si chiama Stati Uniti d’America.
Riferimenti
Per la dottrina Monroe: https://it.insideover.com/politica/panama-groenlandia-ma-se-credete-che-siano-solo-farneticazioni-di-trump.html
Per la Colombia: https://it.insideover.com/tag/elezioni-in-colombia
Per il Brasile: https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html
Per Panama: https://formiche.net/2026/08/panama-cina-canale-ck-hutchinson-stati-uniti/
Per Trump e il Canada: https://www.corriere.ca/lultima-provocazione-di-trump-il-canada-si-sta-autodistruggendo/
Per Trump e le truppe Nato: https://it.insideover.com/difesa/via-le-truppe-usa-dalleuropa-dellest-piu-un-grande-bluff-che-un-grande-gioco.html
Per Trump e Israele: https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html
Per il costo della guerra contro l’Iran: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/19/il-costo-della-guerra-in-iran-supera-le-stime-del-pentagono-oltre-45-miliardi_4d7cef8c-59f8-4f7c-ab77-c72acb884175.html
I guadagni Usa su gas e petrolio: https://www.corriere.it/economia/finanza/26_marzo_12/quanto-guadagnano-gli-usa-se-il-petrolio-sale-e-anche-il-gas-i-conti-della-guerra-e-cosa-cambia-per-l-europa-32200586-2128-43ec-8fab-233eca5c7xlk.shtml
Per Usa e Corte penale internazionale: https://www.rainews.it/articoli/2026/08/gli-usa-sanzionano-la-presidente-della-corte-penale-internazionale-ira-di-tokyo-c8e7e4a6-102a-4799-992b-c663aec7dd71.html
Per la dichiarazione di Rubio: https://t.me/letteradamosca/38487