Una marea umana sparita nel nulla. Sono oltre 30mila i richiedenti asilo che hanno raggiunto la Germania e che ora sono spariti nel nulla. Nessuno sa più dove siano. Sono fuggiti all’estero? Si sono nascosti nel Paese? Impossibile dirlo. Nemmeno le forze dell’ordine tedesche, per il momento, ne sanno qualcosa. 

Secondo i numeri diffusi da Die Welt, degli oltre 54mila migranti che hanno raggiunto il Paese da dicembre 2016 ad oggi, solamente 23mila sono state “schedate” nel registro centrale degli stranieri (Azr). Tutti gli altri sono completamente spariti. Sono dei fantasmi. Questo dato deve far riflettere sue due punti. Il primo: come è stato gestito il flusso migratorio in Germania?

Angela Merkel ha rappresentato il volto buono dell’Ue, quello capace di accogliere chiunque bussasse alle porte del Paese. Ma poi? Quale politica è stata attuata per inserirli nella società? Poco, pochissimo. E i risultati si sono visti: Alternative für Deutschland, il partito di ultradestra anti migranti, si è affermato come terza forza politica in parlamento. Un risultato senza precedenti. Resasi conto di questa avanzata dell’ultradestra, la Merkel ha detto, come riporta Il Foglio,  di voler recuperare le “preferenze di chi ha votato AfD affrontando temi come ‘l’immigrazione illegale’ e la ‘sicurezza interna’”.

Ed è proprio il tema della sicurezza che deve far tremare la Germania. Lo Stato islamico, ormai in disfacimento, adesso cambierà strategia. In lupi solitari colpiranno con più frequenza e con più forza di prima, secondo il comandamento di Abu Muhammad alAdnani, portavoce dell’Isis ucciso in un raid americano il 30 agosto del 2016: “Monoteisti, ovunque siate cosa farete per aiutare i vostri fratelli dello Stato islamico, attaccati da tutte le nazioni? Alzatevi e difendete il vostro Stato, dovunque voi siate. Se potete uccidere un infedele americano o europeo – specialmente gli schifosi francesi – o un australiano o un canadese o un qualsiasi infedele, inclusi i cittadini delle nazioni che ci stanno facendo la guerra, allora abbiate fiducia in Dio e uccidete in ogni modo. Uccidete il militare e il civile, sono la stessa cosa. Se non potete trovare un proiettile o una bomba, usate una pietra per rompergli la testa, o un coltello, o investitelo con l’automobile o gettatelo dall’alto, o strangolatelo oppure avvelenatelo. […] Se i tiranni vi hanno sbarrato la porta per raggiungere lo Stato islamico aprite la porta del jihad in casa loro. Davvero apprezziamo di più un’azione piccola commessa in casa loro che un grande gesto qui, perché così è più efficace per noi e più dannoso per loro. Terrorizzate i crociati, notte e giorno, fino a che ciascuno non avrà paura del proprio vicino […] Saremo sconfitti e voi vittoriosi se prenderete Mosul o Sirte o Raqqa o tutte le altre città e noi torneremo come all’inizio? No, la sconfitta è perdere la volontà e il desiderio di combattere“.

Nel corso degli ultimi anni, la Germania è stata pesantemente colpita dallo Stato islamico. L’attentato più devastante è stato ai mercatini di Natale di Berlino, il 19 dicembre del 2016. In quell’occasione, Anis Amri, un richiedente asilo che era riuscito ad utilizzare almeno sei alias diversi, lasciò sul selciato 12 persone. Questa settimana, invece, la polizia tedesca è riuscita a fermare un siriano di 19 anni che aveva già programmato un attentato nel Paese. 

L’antiterrorismo di Berlino senza dubbio funziona. Le retate sono sempre più frequenti. Ma come agire per fermare i jihadisti, sicuramente una piccolissima parte, che possono nascondersi tra 30mila migranti?

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