Stavano compiendo attività illecite nelle acque territoriali russe. Due golette nordcoreane, accompagnate da 11 barche a motore, sono state colte in flagrante da alcuni agenti del dipartimento di frontiera del Servizio di sicurezza federale russa (Fsb). Per le imbarcazioni è scattato il sequestro mentre l’intero equipaggio, formato da oltre 100 persone, è stato arrestato non senza prima aver opposto resistenza. Come sottolinea la Bbc, la Corea del Nord non ha ancora commentato l’incidente mentre la Russia ha subito convocato il massimo diplomatico nordcoreano a Mosca per mezzo del ministero degli Esteri ed espresso “serie preoccupazioni” per quanto avvenuto. L’episodio potrebbe inasprire le relazioni tra Mosca e Pyongyang proprio ora che i rispettivi presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e Kim Jong-un, avevano rafforzato i legami diplomatici. Lo scorso aprile il leader nordcoreano era addirittura volato a Vladivostok per incontrare lo zar in quello che fu definito dai media uno “storico” meeting.
Scontro a fuoco tra bracconieri nordcoreani e autorità russe
Un portavoce dell’Fsb ha dichiarato che il gruppo di imbarcazioni è stato rintracciato nei pressi della Yamato Bank, un’area situata tra la penisola coreana, la Russia e il Mar del Giappone, a circa 500 chilometri da Chongjin, la più vicina città portuale nordcoreana. I bracconieri sono stati catturati nella zona economica esclusiva russa, che si estende per circa 370 chilometri a partire dalla fascia costiera orientale della Russia. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Interfax, le navi sono state portate nel porto di Nakhodka, nell’Estremo Oriente russo. Tutto è partito da un’ispezione della Fsb nelle proprie acque territoriali, che si è presto trasformata in uno scontro a fuoco, dal momento che l’equipaggio di una goletta nordcoreana ha attaccato le navi russe causando il ferimento di tre agenti. In una nota la Fsb ha spiegato che “le attività illecite dei bracconieri nordcoreani identificati nella zona economica esclusiva della Russia sono state fermate”. The Moscow Times aggiunto che “sono stati posti sotto sequestro due pescherecci, 10 barche a motore e 160 cittadini nordcoreani”.
La piaga dei bracconieri
Non è il primo incidente di questo tipo avvenuto tra Russia e Corea del Nord. La scorsa estate un motopeschereccio della Compagnia Nordorientale di Pesca russa è stato sequestrato dalle autorità nordcoreane quando si trovava a una cinquantina di miglia nautiche dalla penisola coreana. Sopra l’imbarcazione c’erano 17 membri dell’equipaggio, tra cui due cittadini sudcoreani. In generale, l’imbuto naturale nel Mar del Giappone crea una zona marittima in cui i pescatori giapponesi, coreani e russi finiscono spesso per invadere le acque territoriali di paesi terzi, provocando così scontri a fuoco e sequestri. Limitandoci a Russia e Corea del Nord, l’ultimo episodio potrebbe inclinare i rapporti economici e commerciali che stavano iniziando a sorgere tra le parti, soprattutto quelli riguardanti eventuali collegamenti infrastrutturali tra Vladivostok e il territorio nordcoreano. Mosca ha chiesto a Pyongyang di adottare misure volte ad arrestare gli autori di azioni illegali e prevenire altri incidenti simili al fine di non rischiare di alimentare inutili tensioni. Anche perché Kim Jong Un sa bene che rovinare l’amicizia con Putin per colpa di alcuni bracconieri equivarrebbe a un suicidio geopolitico.
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