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Il 25 maggio di ogni anno, a partire dal 2000, il Libano festeggia l’anniversario della liberazione del sud del Paese. Sedici anni fa, Tsahal – l’esercito israeliano -, che occupava stabilmente il Libano meridionale, si ritirò dal Paese dei Cedri.Questa data, oltre a scrivere la parola fine a quella che Israele aveva chiamato “Operazione Litani” – uno dei capitoli più neri dalla nascita dello Stato ebraico, costato la vita a oltre 1.500 soldati in 22 anni di occupazione -, segnò un passaggio chiave della storia di tutto il Medio Oriente, dando molta popolarità al movimento sciita libanese di Hezbollah. Per la prima volta, infatti, i media di tutto il mondo, fecero vedere le immagini dei soldati israeliani costretti ad indietreggiare dai loro avversari, fino al ritiro completo. È stata la prima vera sconfitta militare per le truppe di Tel Aviv.Per approfondire: Nel quartier generale di HezbollahLa Muqāwama – la Resistenza libanese – da quel momento ha dimostrato al suo popolo che il massiccio dispiegamento delle forze israeliane, anche se ben equipaggiate, non potevano fermare uomini che erano pronti a sacrificarsi per la libertà del proprio Paese. Ma non solo. Dimostrò anche ai palestinesi e agli arabi in generale, come con la fede e la determinazione sarebbe stato possibile ottenere concreti successi.[Best_Wordpress_Gallery id=”178″ gal_title=”Hezbollah”]Hezbollah, attraverso le parole di Hassan Nasrallah – numero uno del Partito di Dio – sottolineò subito il carattere nazionale della vittoria e rassicurò le istituzioni statali sulla sua disponibilità a cooperare con tutti. Proprio per questo, in Libano, la data del 25 maggio è diventata un patrimonio di tutta la Nazione. Il giorno della memoria, dell’orgoglio e della sovranità.Quest’anno la celebrazione per festeggiare la liberazione del sud del Paese si è svolta nel piccolo villaggio di Nabi Sheet, nella valle della Bekaa, vicino al confine siriano. E non è stato un caso. Nelle montagne che dividono il Libano dalla Siria, infatti, da mesi sono in atto pesanti combattimenti contro il Fronte al-Nusra e altri gruppi fondamentalisti che stanno cercando di occupare alcuni villaggi sciiti – e cristiani – lungo la frontiera.Per approfondire: Ecco perché Hezbollah non teme la morteDurante i festeggiamenti, davanti a migliaia di libanesi – senza distinzione di religione o di partito – è stato trasmesso l’atteso intervento video di Hassan Nasrallah. “Bisogna credere nelle nostre capacità, siamo in grado di difendere il nostro Paese”, ha esordito il numero uno del Partito di Dio. E, soprattutto, “bisogna trarre vantaggio dalla nostra storia per il nostro futuro”.“Nei prossimi mesi ci saranno tempi caldi in Medio Oriente”, ha poi profetizzato il leader. Secondo Nasrallah, una delle cause sarebbero le elezioni americane. “L’attuale amministrazione degli Stati Uniti sta cercando di garantire risultati al fine di trarre vantaggio in vista delle presidenziali”. Per questo “dobbiamo affrontare anche questa situazione con grande responsabilità e consapevolezza”.Il numero uno della Resistenza ha poi esortato il popolo libanese ad essere unito: “È fondamentale mettere i nostri disaccordi da parte per difendere il nostro Paese contro i regimi faziosi”. Sulla complicata situazione regionale Nasrallah ha spiegato che “Hezbollah sta continuando a dare il suo appoggio contro il vero terrorismo” e ha sostenuto che “la vittoria contro i l’Isis è molto vicina”.@fabio_polese

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