La geopolitica della corsa allo spazio
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Il sogno socialista di Pedro Sanchez e dell’accoglienza indiscriminata dei suoi alleati della sinistra spagnola è ormai un miraggio. Anche il leader del Partito socialista di Spagna si piega alla realtà dei fatti ed è costretto ad ammettere che l’immigrazione clandestina in arrivo dalle coste africane è una vera emergenza nazionale. Proprio per questo motivo, da Madrid filtrano alcune indiscrezioni particolarmente interessanti riguardo un piano messo a punto dall’esecutivo per dimezzare l’arrivo di immigrati irregolari.

A rivelarlo è il quotidiano El Pais, secondo il quale l’esecutivo Sanchez ha avviato una vera e propria inversione a “U” sull’accoglienza. Secondo il giornale, Sanchez, insieme ai suoi ministri, ha deciso innanzitutto di tagliare i pattugliamenti della Guardia costiera nel Mediterraneo. Una decisione che indica la volontà di non intervenire più come prima nel salvataggio dei naufraghi o nel recupero dei barconi alla deriva al largo della costa dell’Africa settentrionale.

Secondo quanto trapelato dalla riunione della commissione sulle questioni migratorie guidata dalla vicepresidente Carmen Calvo e che vede al suo interno i ministeri dell’Interno, degli Affari esteri, del Lavoro e dello Sviluppo economico, la Guardia costiera non dovrà terminare di salvare i migranti, ma semplicemente non deve farlo in maniera proattiva. Interverrà solo se chiamata in soccorso, ma non più in maniera indipendente dalla richiesta di aiuto in alto mare.

Inoltre, come già fatto nelle scorse settimane, impedirà a tutte le navi delle Ong di salpare dai porti spagnoli per soccorrere i migranti che partono dalle coste della Libia. Questa politica è stata già avviata da alcune settimane, ma la Spagna l’ha sempre fatto attraverso un escamotage giuridico: le autorità hanno bloccato sia la nave di Open Arms sia la Aita Mari dicendo che non vi fossero garanzia per la sicurezza nel trasporto di decine se non centinaia di persone.

Infine, terzo punto del piano, la Spagna non parteciperà alla ripartizione dei naufraghi accolti da altri Paesi. E fra questi c’è inevitabilmente l’Italia che condivide, insieme a Spagna e Grecia, il controllo della frontiera meridionale dell’Unione europea. Anzi, da quanto si evince dalle prime indiscrezioni, è proprio l’Italia e il governo composto da Lega e Movimento 54 Stelle a essere uno degli obiettivi di questa scelta. Madrid infatti è assolutamente contraria alla politica dei porti chiusi arata con Matteo Salvini. E per questo ha deciso che non parteciperà più alla ridistribuzione dei migranti. Un modo con cui Madrid vuole mettere pressione a Roma.

A questi tre punti del piano previsto da Madrid, se ne aggiunge poi uno più attivo che consiste nella volontà di fare molto più affidamento sulla Marina del Marocco per controllare le rotte dei migranti che salpano dalla costa marocchina verso le rive dell’Andalusia. Fino a questo momento, come riporta il quotidiano spagnolo, le forze della Marina di Rabat sono riuscite a riportare indietro solo il 20% dei migranti rispetto a quelli recuperati dalla Guardia costiera spagnola. E questo divario fra Marocco e Spagna, a detta delle rivelazioni de El Pais, deve essere rimosso.

La scelta di Sanchez quindi è per una sterzata molto dura nei confronti dell’immigrazione clandestina. E così, sotto i colpi dei numeri (64mila arrivi nel 2018) e del rischio di un’esplosione della destra già vista con il voto in Andalusia, il governo di sinistra ha fatto marcia indietro. L’accoglienza degli immigrati si ferma. E dopo la linea dura a Ceuta e Melilla, per Sanchez è arrivato il momento di chiudere anche il Mediterraneo.

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