L’alleanza tra Italia e Stati Uniti passa per due grandi direttrici: il rapporto fra Donald Trump e Giuseppe Conte e l’asse che si sta costruendo fra la Lega di Matteo Salvini e l’altra sponda dell’oceano Atlantico.

Non è un mistero che l’attuale esecutivo composto da Lega e Movimento 5 Stelle sia in  perfetta sintonia con il governo americano. Roma e Washington hanno interessi strategici comuni, ma hanno soprattutto visioni molto simili su alcuni punti essenziali delle rispettive agende politiche. Il recente viaggio di Enzo Moavero Milanesi negli States, con incontri con i vertici americani ma anche del Partito democratico, ha dimostrato che la Farnesina applica una doppia direttrice: verso Trump ma anche verso l’opposizione. Una diplomazia complessa, che mostra anche come da parte di molti segmenti degli Esteri vi sia l’interesse a mantenere solidi i legami con i democratici Usa che si oppongono a The Donald.

Ma mentre la diplomazia “ufficiale” italiana si barcamena fra l’amministrazione Trump e l’establishment contrario al presidente degli Stati Uniti – prova ne è la cena all’ambasciata italiana con ospiti d’onore i coniugi Clinton e Nancy Pelosi -, la politica italiana si muove su un altro binario. E in queste ore, è la Lega a muovere le pedine giocando d’anticipo anche sull’alleato pentastellato.

Il viaggio del sottosegretario Picchi

In queste ore, negli Stati Uniti c’è il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi. È lui l’uomo che sta preparando il terreno all’arrivo di Matteo Salvini in territorio americano, molto probabilmente in occasione della Cpac, la Conservative Political Action Conference del 2019. L’evento, che rappresenta la conferenza annuale dei conservatori americani, potrebbe vedere la partecipazione di Trump. Ed è proprio in quest’occasione che potrebbe consumarsi l’incontro fra il presidente americano e il leader della Lega.

Come scrive Il Tempo, l’agenda del sottosegretario Picchi appare densa di incontri molto importanti. “Cena con Giuliani. Incontro con Tessler, del Dipartimento di Stato che si occupa delle politiche verso l’Iran. Cena con i donatori dei Repubblicani. Incontro al Pentagono sul tema della difesa. Vertice con il senatore repubblicano Wicker. E ancora: appuntamenti con i think tank come l’Heritage, l’Atlantic Council e il Center For New American Security. Senza contare il resto: cena con la Lockheed Martin Corporation e poi incontri alla Camera dei rappresentanti americana e con gli investitori a Wall Street. Con una puntatina a Washington Dc e poi un incontro con Larry Kudlow alla Casa Bianca, il consigliere economico del Presidente americano Donald Trump”.

Incontri importanti dunque, che dimostrano come Salvini e il governo siano impegnati a rafforzare l’asse con gli Stati Uniti sia in chiave di esecutivo che in chiave di partito. E che dimostra come esistano diversi piani della diplomazia italiana e americana, che si fondono tra loro per costruire una rete di alleanze molto più approfondita e ramificata di quanto si possa credere.

Uno sguardo alla Russia e all’Europa

La conferma di quest’asse arriva direttamente da Picchi. Contattato da Occhi della Guerra, il sottosegretario ha detto: “La Lega al governo ha sempre dimostrato il suo atlantismo, pur coniugato con un atteggiamento assertivo a tutela degli interessi nazionali italiani (del resto ampiamente complementari a quelli americani) presso tutte le sedi e alleanze”. Un’alleanza che ha due declinazioni per la nostra strategia: l’Unione europea e la Russia.

Sul fronte europeo, Picchi ribadisce la volontà della Lega e del governo italiano di trasformare l’Italia nel miglior alleato di Trump dentro l’Unione europea. Secondo il sottosegretario, “con Trump c’è una profonda sintonia nella visione del mondo e siamo convinti che l’Italia possa sostituire, in seno all’Ue, l’uscente Gran Bretagna come miglior amico dell’America”. Una frase particolarmente importante che indica la direttrice della politica estera italiana sul fronte europeo e sulla Brexit. l’impegno di Roma è quello di trasformarsi nel miglior alleato di Washington, creando una vera e propria special relationship 2.0 sulle sponde del Mediterraneo. Impegno fra l’altro confermato dai numerosi accordi siglati con gli Stati Uniti sia in termini economici che militari.

Frasi importanti che dimostrano anche come una certa idea di una Lega appiattita sul Cremlino e su Vladimir Putin sia assolutamente superficiale. Sempre a Occhi della Guerra, Picchi riafferma che l’asse con Washington “non è in contraddizione col modo in cui guardiamo alla Russia: la Guerra Fredda è finita, e comunque anche allora diversi atlanticissimi governi Dc cercarono di promuovere buoni rapporti con Mosca. Siamo convinti che il futuro riservi la definitiva distensione tra Usa e Russia e l’unità dell’Occidente di fronte alle grandi sfide mondiali. Nel frattempo l’Italia farà il possibile per mantenere vivo lo spirito di Pratica di Mare, malgrado le tante turbolenze di questi anni”. L’Italia potrebbe trasformarsi in un ponte perfetto fra Mosca e Washington. E sembra essere questo il vero obiettivo di Salvini.