Com’è emerso nelle ultime ore, le spese pazze di Joseph Mifsud, il misterioso docente maltese scomparso nel nulla al centro dello Spygate e della contro-indagine del procuratore Usa John Durham, sono oggetto di un’indagine della Procura di Agrigento. Il professore è stato presidente del Consorzio Universitario di Agrigento dal 2009 al 2012, e se con il senno di poi la sua gestione è stata a dir poco controversa, inizialmente la sua figura aveva fatto ben sperare, come ha spiegato anche l’ex presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi in una recente intervista rilasciata a ByoBlu. Mifsud, confessa D’Orsi, “aveva dato ad Agrigento una certa speranza. Era una persona brillante, con conoscenze illimitate, e noi volevamo portare la Sicilia nel mondo. Il docente mi fece mettere in contatto con Malta, e stavamo per fare l’aeroporto grazie a questo. Quella era la parte migliore di lui”. Nella prima fase, ha sottolineato D’Orsi, “Mifsud era una persona che poteva essere stimata; nella seconda parte le dico senza mezzi termini che era un ciarlatano”.

Nel settembre 2011, il docente maltese, allora presidente del polo universitario, come riporta Agrigentonotizie.it in una notizia risalente a quel periodo, presenta alla stampa un progetto importante, finanziato dall’Unione europea per circa un milione di euro: si tratta del ArcheoMed: Cultural and Archeological Heritage in the Mediterranean Basin. Un progetto di alto profilo istituzionale, si legge, al quale hanno aderito diverse istituzioni dei Paesi che insistono sul Mediterraneo. “Grazie alla posizione strategica, ed alla sua naturale propensione verso l’aera del Maghreb, il Polo universitario di Agrigento si è imposto come primo partner all’interno del progetto stesso”. “Questo finanziamento che oggi abbiamo ratificato con la firma del contratto – spiegava il presidente dell’ateneo agrigentino Joseph Mifsud – conferma la crescita costante di questa Istituzione universitaria che non arresta la sua crescita di sviluppo e internazionalizzazione. La posizione privilegiata di primo partner – osservava – conferma, ancora una volta, la leadership di Agrigento quale centro di eccellenza di iniziative europee che guardano con interesse all’aera geografica che si affaccia sul Mediterraneo”.

Quel progetto di Mifsud finanziato dall’Ue

Il 19 dicembre 2011, nei locali del Polo Universitario di Agrigento, prende il via la “due giorni” di incontri sul progetto Archeomed “finalizzato alla realizzazione e promozione di una sorta di rete interattiva tra i maggiori siti archeologici del bacino del Mediterraneo”. “Il progetto Archeomed costituite uno degli impegni di maggiore prestigio della nostra agenda – spiegava Mifsud – e si propone di potenziare la capacità attrattiva e di promozione turistico-culturale degli insediamenti archeologici dei Paesi partner anche attraverso la creazione di un network interattivo”. Partecipano a quelle due prime giornate di incontri: Carmen Gasco Fortea dell’Associazione Aido (Spagna); Ibrahim Buaemar, della Al Quds university (Palestina); Alhusbani Abdelhakim, Alsaad Ziad e Zgibeh Abdelrahman della Yarmouk University (Giordania); l’ex ministro Elisabetta Trenta della Sudgestaid SrL (Roma); Diego Ciocie della Sudgestaid SrL (Roma).

Incontri a cui partecipa anche Mifsud, il quale sottolinea “l’importanza che la valorizzazione dei siti archeologici ed il potenziamento dei flussi turistici riveste per lo sviluppo del territorio e per la creazione di nuove opportunità di lavoro: in sintonia anche con i corsi di laurea già operativi presso il Polo agrigentino”. Da lì in poi, il progetto prosegue, ma senza il docente maltese perché nel 2013 comincia a sparire e non è più presidente del Polo universitario di Agrigento: al suo posto subentra Maria Immordino.

Se Mifsud fosse davvero una spia russa, come ha dichiarato l’ex direttore dell’Fbi James Comey e come ha fatto intendere il Procuratore speciale Robert Mueller, un agente al servizio del Cremlino avrebbe preso parte a un progetto finanziato dall’Unione europea. Il che sarebbe alquanto paradossale per un’istituzione ossessionata dal tema delle interferenze russe e dalle ingerenze di Mosca. Buona parte delle nostre istituzioni sarebbe compromessa. Ma la domanda è: se fosse davvero una spia russa, perché non è mai stato trattato come tale? Perché l’Fbi non l’ha arrestato quando ne aveva la possibilità dopo averlo interrogato? L’altra domanda che sorge spontanea è: come ha gestito Mifsud i fondi dell’Ue, dato che secondo Giovanni Di Maida, presidente del Cda del polo universitario che ha presentato l’esposto alla Guardia di Finanza, il docente maltese “ha lasciato un buco enorme nelle casse del Consorzio e ha creato danni anche all’organizzazione didattica”. Di Maida parla di un “deficit finanziario da 1,5 milioni di euro”, mentre le spese pazze contestate supererebbero i “100 mila euro, forse 200 mila euro”. Mica noccioline.

Ritrovato passaporto di Joseph Mifsud in Portogallo

Nel frattempo, come riporta Buzzfeed, il passaporto del professore è “spuntato” dal nulla in un ufficio oggetti smarriti di un aeroporto del Portogallo. Il documento sarebbe stato trovato dalla polizia portoghese a Madeira il 5 agosto 2017 insieme a un portafoglio, tre mesi prima che il professore maltese sparisse nel nulla. Come spiega Buzzfeed, la polizia portoghese ha spiegato che il passaporto del docente era stato inviato all’aeroporto dalla cittadina di Câmara de Lobos e che l’ambasciata maltese è stata informata una volta scaduto il periodo disponibile per andare a reclamare gli oggetti smarriti.

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