SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Importante vittoria in tribunale per John Durham, il procuratore speciale che indaga sulle origini del Russiagate e sul presunto complotto ai danni dell’ex presidente Usa Donald Trump. Un giudice federale ha ordinato alla Fusion Gps, la societĂ  dietro al famigerato “dossier Steele” sul Russiagate, redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele, di consegnare al procuratore speciale quasi due dozzine di e-mail che l’azienda ha scambiato con l’avvocato della campagna elettorale di Hillary Clinton, Michael Sussmann. Secondo il giudice federale di Washington DC, Christopher Cooper, Fusion Gps ha trattenuto in modo improprio 22 e-mail affermando che erano protette dal “segreto” avvocato-cliente.

Tesi smentita dal giudice Cooper secondo cui le e-mail, che consistono in gran parte in comunicazioni interne tra i dipendenti Fusion, “sembrano non essere state scritte in previsione di un contenzioso, ma piuttosto come parte del normale lavoro di relazione con i media“. Pertanto il giudice ha ordinato a Fusion Gps di consegnare le e-mail alla squadra di Durham nell’ambito del processo contro l’avvocato di Hillary Clinton. Steele lavorava per Fusion Gps, una societĂ  di investigazione privata che l’ex studio legale di Sussmann, Perkins Coie, aveva assunto per esaminare potenziali collegamenti tra la Campagna di Trump e la Russia. Marc Elias, un esperto in campagne elettorali e uno dei partner di Sussmann alla Perkins Coie, rappresentava la campagna di Clinton e assoldò Fusion Gps per indagare su Trump.

L’indagine contro l’avvocato di Hillary Clinton

Come scrive il Wall Street Journal, John Durham “ha giĂ  vinto”. In un deposito del tribunale risalente alla prima settimana di aprile, Durham ha diffuso nuove prove che sembrano inchiodare l’avvocato vicino all’ex Segretario di Stato, Michael Sussmann, accusato di aver rilasciato una falsa dichiarazione all’agente dell’Fbi, James Baker, durante un incontro risalente al settembre 2016. Sussmann, come giĂ  evidenziato da InsideOver, avrebbe omesso di rivelare i suoi veri clienti ai federali, che includevano la Clinton e la sua campagna presidenziale, quando si offrì di fornire al Bureau informazioni circa il rapporto tra il team di Trump e l’Alfa Bank, la piĂą grande banca privata russa con sede a Mosca.

L’obiettivo di questa manipolazione era quello di tentare di incastrare Trump e provare, su piĂą livelli, una falsa “collusione” fra lo stesso tycoon e la Federazione russa. L’ultimo deposito di Durham dimostrerebbe infatti che la sera prima dell’incontro l’avvocato di Clinton avrebbe inviato un messaggio a Baker, affermando: “Vengo da solo, non per conto di un cliente o di un’azienda, voglio aiutare il Bureau”. L’avvocato voleva dimostrare di agire per conto proprio, ma in realtĂ  era sul libro paga di Clinton e della campagna del Partito democratico.

Le persone accusate da Durham

Sussmann è una delle tre persone accusate finora da Durham, che ha ottenuto una dichiarazione di colpevolezza da un avvocato dell’Fbi, Kevin Clinesmith, per aver mentito alla Corte Fisa (Foreign intelligence Surveillance Act) e aver inviato un’e-mail modificata al fine spiare l’ex funzionario della campagna di Trump, Carter Page. Quest’ultimo fu accusato di essere l’uomo dell’entourage di Trump più vicino al Cremlino e di aver incontrato, fra gli altri, Igor Sechin, amico di Putin, guida della petrolifera statale Rosneft, e Igor Diveykin, altro oligarca vicino al leader del Cremlino.

L’altro è Igor Danchenko, analista russo che vive negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall’Economist, l’accusa sostiene che Danchenko abbia consapevolmente mentito all’Fbi circa le informazioni che ha passato all’ex spia britannica Steele. Finanziato in parte dalla Fusion Gps, dal Washington Free Beacon, dal Democratic National Committee e dalla campagna della Clinton, il dossier Steele contiene informazioni infondate secondo cui gli agenti dell’intelligence russa avrebbero filmato il presidente Trump con delle prostitute in un hotel di Mosca. PiĂą Durham scava, e piĂą la vicenda del Russiagare appare torbida e ricca di interrogativi. Il piĂą importante è capire quanto la Clinton sia direttamente implicata in questa vicenda e se sia stata lei – o il suo entourage – a “orchestrare” un’indagine volta a delegittimare il suo avversario politico.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.