Dopo la nota diffusa dal Procuratore John Durham, anche l’Attorney general William Barr respinge le conclusioni del rapporto dell’Ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz sul Russiagate. Nelle sue conclusioni, infatti, Horowitz critica (duramente) la gestione del caso da parte dell’Fbi e delle intercettazioni telefoniche nelle prime fasi delle indagini sul Russiagate, ma esonera il bureau dall’accusa di cospirazione. Inoltre, secondo Horowitz, l’Fbi aveva gli elementi necessari per aprire legittimamente l’inchiesta contro la Campagna di Trump e non ha agito assecondando un pregiudizio politico. In un’intervista rilasciata alla Nbc, il ministro della Giustizia Barr sostiene che l’Fbi possa aver operato in “malafede” quando ha avviato le indagini sul Russiagate e in maniera “impropria” quando The Donald si è insediato alla Casa Bianca. Come più volte spiegato su questa testata e come confermato da William Barr, sarà John Durham ad avere l’ultima parola sull’ipotesi di cospirazione ai danni del presidente Usa.

“Penso che la nostra nazione sia stata travolta per tre anni sulla base di una narrazione completamente fasulla che è stata in gran parte alimentata e pubblicizzata da una stampa completamente irresponsabile”, ha detto Barr alla Nbc. “Penso che ci siano stati gravi abusi e comportamenti inspiegabili che sono intollerabili da parte dell’Fbi”. “Penso che ciò lasci aperta la possibilità che ci fosse malafede”.

William Barr: “Tecniche di controspionaggio contro Trump”

L’Attorney general non usa mezze parole e sottolinea che Donald Trump “è stato chiaramente spiato”. “Dal punto di vista delle libertà civili, il più grande pericolo per il nostro sistema libero è che il governo in carica utilizzi l’apparato dello stato sia per spiare gli oppositori politici, sia per usarli in un modo che possa influenzare l’esito di un’elezione”, ha sottolineato Barr. Il ministro della giustizia Usa ha aggiunto che questa è stata la prima volta nella storia che “tecniche di controspionaggio” sono state utilizzate contro una campagna presidenziale. Per quanto riguarda la Russia, Barr ha osservato che “non vi è stata e non c’è mai stata alcuna prova di collusione”, eppure “la Campagna e l’amministrazione Trump sono state dominate da questa indagine su ciò che si è rivelato completamente privo di fondamento”.

Soltanto poche ore fa, il Procuratore John Durham, incaricato da William Barr di indagare sulle origini del Russiagate, e sulla presunta cospirazione ai danni di Donald Trump, ha dichiarato di non essere d’accordo con le conclusioni delle indagini dell’Ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz secondo le quali l’Fbi era giustificata, nel 2016, ad avviare un’indagine nei confronti del presidente. Lo ha reso noto Durham stesso in una nota. “Sulla base delle prove raccolte fino ad oggi, e mentre la nostra indagine è in corso, il mese scorso abbiamo informato l’ispettore generale di non essere d’accordo con alcune delle conclusioni del suo rapporto su come è stato aperto il caso dell’Fbi”, ha affermato Durham.

In quanto ispettore generale, Horowitz non può presentare accuse penali o presentare un mandato di comparizione. John Durham, che ha la reputazione di essere un procuratore di ferro in casi di corruzione pubblica, può fare entrambe le cose. Quest’ultimo, a seguito della conclusione delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller che ha “sgonfiato” l’ipotesi della “collusione” fra lo staff di Trump e la Russia, è stato incaricato da William Barr di determinare se il Dipartimento di Giustizia, l’Fbi e le autorità dell’intelligence abbiano agito in maniera impropria e “cospirato” contro Donald Trump nel 2016. Nelle scorse settimane, l’indagine preliminare del Dipartimento di Giustizia guidata dall’Attorney general William Barr e condotta dal Procuratore John Durham si è “evoluta” in un’indagine penale a tutti gli effetti.

Gravi violazioni da parte dell’Fbi

Nonostante smentisca il pregiudizio politico, il rapporto Horowitz conferma gravi violazioni da parte dell’Fbi. Come riporta il giornalista investigativo John Solomon, il bureau ha mentito ben nove volte al tribunale Fisa pur di ottenere il mandato di sorveglianza ai danni dell’ex collaboratore di Donald Trump, Carter Page. In totale, nel rapporto Horowitz si parla di ben 51 violazioni complessive. Inoltre, l’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz ha identificato 17 gravi omissioni e inesattezze che coinvolgono la condotta dell’Fbi nelle indagini sul Russiagate.

Su tutte, le informazioni omesse sull’affidabilità dell’ex spia britannica Christopher Steele, autore del falso dossier sul Russiagate finanziato da Fusion Gps, dal Comitato nazionale democratico, dalla Campagna di Hillary Clinton e dal Washington Free Beacon.

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