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Pochi giorni fa, Donald Trump annunciava al mondo la nascita della Space Force. Compito della nuovo forza, estendere il dominio degli Stati Uniti nello spazio. Un campo di battaglia sempre più importante della sfida per la supremazia nel mondo. E Trump è stato chiaro: l’obiettivo di questa nuova forza è fare in modo che la leadership dello spazio non sia appannaggio di Cina e Russia.

Proprio per questo motivo, dopo la notizia del varo di questa forza, sono arrivate le dichiarazioni di parte cinese e russa. Mosca e Pechino si sono dette molto preoccupate da  quanto deciso da Washington.

Questo non vuol dire che le due potenze orientali possano definirsi impreparate. Al contrario, Cina e Russia sono state prese come termine di paragone dalla Casa Bianca proprio perché negli anni hanno sviluppato una tecnologia militare sempre più all’avanguardia.

Significa però che il progetto di Trump e dell’amministrazione americana inquieta le altre due superpotenze spaziali alla luce dei rischi che questo può significare. La sfida per il dominio del mondo dovrà tenere conto anche del “dominio dello spazio”, come definito dal presidente Usa al National Space Council. E l’aumento dei campi di battaglia espone il mondo a una nuova escalation di tensione.

La Russia teme la militarizzazione dello spazio

Quello che sta accadendo in questi giorni, è che Mosca e Pechino si trovano a condividere, per lo spazio, lo stesso campo che condividono sulla terraferma. Di fatto, le due potenze, pur con obiettivi a lungo termini diversi, condividono gli stessi interessi. E cioè fare in modo che gli Stati Uniti non inizino una pericolosa corsa alla militarizzazione dello spazio.

A esprimere le inquietudini della Russia sono stati Viktor Bondarev, ex comandante delle Forze aerospaziali russe, e la portavoce degli Esteri, Maria Zakharova. Bondarev è stato molto esplicito: “La militarizzazione dello spazio è una via verso la catastrofe”. Il generale russo ha affermato che se gli Stati Uniti creeranno una nuova Space Force, dovrebbero lasciare il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, che stabilisce le regole per il suo uso e l’esplorazione.

Il problema, è che se gli Stati Uniti abbandonassero il trattato, tutto ciò potrebbe degenerare in una corsa internazionale agli armamenti nello spazio. “Se gli Stati Uniti si ritirano dal trattato, ovviamente, non solo noi, ma anche altri Stati seguiranno con una dura risposta volta a garantire la sicurezza globale”.

La Zakharova ha espresso concetti simili: “La cosa più allarmante di questa notizia è lo scopo delle direttive, vale a dire assicurare il dominio degli Stati Uniti nello spazio”. Una scelta che seconda la funzionaria russa avrebbe conseguenze destabilizzanti su tutto il pianeta.

 Le contromisure di Mosca

Molti analisti, così come i vertici della Difesa americana, hanno espresso perplessità sulla decisione dell’amministrazione americana. Il motivo è da ricercare nel fatto che la divisione del campo aereo da quello spaziale è una scelta che contiene dei rischi.

Proprio per questo motivo, a differenza degli Stati Uniti, la Russia ha intrapreso una strada diversa. Come scritto da Defense News, “la graduale integrazione da parte della Russia delle forze spaziali con l’aviazione rappresenta una sorta di evoluzione”. 

“Dove c’era una volta un vuoto, la Russia ora vede un teatro unificato. Molto di questo ha a che fare con l’evoluzione delle tecnologie aerospaziali e con i loro utilizzi. Mentre  una volta c’era una linea che divideva il teatro aereo e quello spaziale, circa 40 e 100 chilometri […] ora c’è un teatro aerospaziale unificato”.

I rischi per il Cremlino

Ma a questa strategia russa, si contrappongono problemi di natura militare e politica. La Russia per anni ha tentato di convincere gli Stati Uniti ad aderire a una sua proposta di un impegno internazionale per astenersi dallo schieramento di armi nello spazio. Ma sia gli Usa che l’Unione europea hanno risposto”no”.

Le obiezioni degli Stati Uniti derivano dal fatto che la bozza, sostenuta anche dalla Cina, non definisce adeguatamente le armi spaziali. Inoltre, a detta di molti, questa proposta trascura un’intera classe di armi sviluppate dalla Difesa russa e da quella cinese, e cioè le armi anti-satellite lanciate da terra. 

Come spiega sempre il portale americano, “l’esitazione degli Stati Uniti a sottoscrivere la proposta della Russia è stata utilizzata dai media e dai funzionari russi per accusare Washington di tentare di ottenere un vantaggio in una prossima corsa agli armamenti cosmici”. E questo soprattutto perché poi la proposta della Space Force di Trump va proprio in questa direzione.

E questo induce sia la Russia che la Cina a guardare con sospetto la decisione della Casa Bianca. Aver bocciato la proposta russa e poi aver intrapreso la via della costituzione di una forza dello spazio, fa credere che gli Stati Uniti abbiano voluto giocare d’anticipo. Ma i rischi per il mondo non fanno che aumentare.

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