La geopolitica della corsa allo spazio
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L’asse tra Iran e Russia non è soltanto militare e questo dato è risultato ancora più evidente durante la visita di Putin a Teheran, quando il presidente russo ha incontrato il leader iraniano Rohani e il presidente dell’Azerbaijan in un vertice trilaterale di fondamentale importanza per il futuro dell’Eurasia. Tra Teheran e Mosca si è andata instaurando nel tempo una cooperazione che travalica la sola – per quanto fondamentale – alleanza militare nel conflitto contro lo Stato islamico, ed è divenuta nel tempo un complesso sistema di partnership di natura politica ed economica. Del resto, negli ultimi tempo, Russia e Iran si sono spesso trovati nello stesso blocco geopolitico e la loro cooperazione è stata molto spesso cercata, ma anche sostanzialmente obbligata dalle scelte di politica estera di alcuni importanti competitor internazionali. La guerra in Siria non ha fatto altro che rinsaldare questo rapporto, sia in funzione di controllo del Medio Oriente, sia in ottica di contenimento del terrorismo islamico, sia in ottica di opposizione alle logiche espansive degli Stati Uniti e dei partner regionali di questi ultimi.

Il vertice trilaterale tra Russia, Azerbaijan e Iran si è incentrato, tra le altre cose, su un progetto infrastrutturale che potrebbe cambiare in maniera sensibile la geoeconomia del Medio Oriente e della ‘Asia centrale: ilNorth–South Transport Corridor, un corridoio infrastrutturale ideato sulla falsariga della Nuova Via della Seta e che, attraverso una serie di terminali portuali, e lo sviluppo delle autostrade e delle rete ferroviarie, creerà un collegamento per lo scambio di merci fra India, Iran, Azerbaijan e Russia. Il progetto, una volta realizzato, avrà un’importanza fondamentale nell’assetto del commercio mondiale per svariati motivi. Il primo motivo risiede nel fatto che l’India riuscirebbe finalmente a eludere il blocco pakistano riuscendo a commerciare con l’Asia centrale attraverso l’Iran e potendo anche arrivare ai mercati russi e dell’Europa orientale. Il porto di Chabahar, costruito con investimenti indiani sulle coste iraniane, avrà quindi un suo peso specifico molto rilevante nell’assetto commerciale ed economico dell’oceano Indiano. A questo motivo se ne collega o un altro che vede Nuova Delhi riuscire, pur in maniera limitata, a controbilanciare lo strapotere cinese della Nuova Via della Seta con un progetto che, unito a Iran e Russia, potrebbe effettivamente comportare un riequilibrio del commercio asiatico legato a un asse nord-sud e non soltanto est-ovest. Il progetto ha poi un’altra importante conseguenza, che è quella di consegnare le chiavi del commercio asiatico all’Iran che diventa in pochi anni l’incrocio infrastrutturale della Nuova Via della Seta e del Corridoio Nord-Sud.

E come se non bastassero queste ragioni a far considerare il progetto un piano assolutamente fondamentale per lo sviluppo dell’Asia e dei rapporti interni al continente eurasiatico, se ne aggiunge un’altra ancora più interessante. Il corridoio Nord-Sud dall’India alla Russia sarà, infatti, una rotta commerciale alternativa al passaggio nel canale di Suez. Questo cambiamento del traffico navale assume connotati di natura politica oltre che economica, estremamente rilevanti. Innanzitutto perché l’Iran “strappa” al controllo della penisola arabica e all’Egitto, quindi al blocco sunnita, una discreta quantità di cargo, che sbarcheranno sulle coste della Repubblica iraniana. Poi, non va sottovalutata l’importanza che può avere questa scelta da parte della Federazione Russa, che si trova a scardinare un sistema economico e politico che si regge, fra le altre cose, anche su questo necessario passaggio attraverso il golfo di Aden e il Mar Rosso. Riuscire a far transitare le merci attraverso un’altra rotta, fra l’altro attraverso Paesi alleati, sarebbe una mossa eccellente per diversificare le rotte di accesso alla Russia ed evitare di dover passare obbligatoriamente attraverso rotte pericolose e sotto il controllo di Stati sempre in un difficile rapporto fra Mosca e Washington. Inoltre, darebbe alla Russia un ulteriore strumento di allargamento del proprio sistema d’interessi creando un sistema infrastrutturale che legherebbe Mosca a Nuova Delhi passando per Teheran e le repubblica caucasiche, slegandosi dalla pressante espansione della sfera d’influenza cinese. Russia e Cina collaborano su più fronti, ma non bisogna mai dimenticare che i loro interessi non sono sempre coincidenti.

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